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INTERVISTA 10 Giugno Giu 2016 1628 10 giugno 2016

Scajola: «Il cuore di Berlusconi minato dalle umiliazioni»

Battaglie. Inchieste. Attacchi politici. Scajola trova le cause dei guai del Cav: «Quando decadde da senatore fu il colpo peggiore. Ma tornerà più forte».

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«Tornerà più forte di prima, non drammatizziamo. Si fanno centinaia di operazioni di questo tipo ogni giorno. Anzi, avrà il tempo in questo mese di convalescenza di riflettere ancora di più sul progetto di un centrodestra moderato. Mi pare evidente che le inchieste della magistratura lo hanno provato nel fisico e colpito al cuore con umiliazioni di ogni tipo».
Claudio Scajola, già ministro dello Sviluppo economico, conosce fin troppo bene Silvio Berlusconi, sin dai primi anni della nascita di Forza Italia.
«CORSA A CHI GLI STA PIÙ VICINO...». «Gli ho scritto un messaggio, mandandogli un grande abbraccio», spiega a Lettera43.it, ricordando che già nel 1997, quando venne operato per un tumore, fu proprio il Cavaliere «a dare la scossa a tutti quanti. Da lì ricominciò la grande rincorsa per la vittoria nel 2001».
A Scajola non è piaciuto quello che ha letto sui giornali il giorno dopo la notizia dell'operazione al cuore all'Ospedale San Raffaele.
«Parlare di fine politica di Berlusconi conviene ai suoi avversari. E poi capisco questa gara a chi gli sta più vicino. Lo trovo fuori luogo».

Claudio Scajola e Silvio Berlusconi.


DOMANDA. Sui quotidiani già si parla di un direttorio per gestire il partito, anche se poi il Cav ha smentito.
RISPOSTA. Quel termine l'ho trovato subito indadeguato: Berlusconi tornerà più forte di prima. Ha bisogno semmai di affidare Forza Italia a un coordinatore, una singola persona che possa gestire questa fase, poi sarà lui appena finita la convalescenza a portare avanti il progetto di un grande nuovo partito dei moderati.
D. Forse l'incarico potrebbe andare a Gianni Letta?
R. Lui e Fedele Confalonieri sono stati sempre la sua fortuna, le persone migliori, ma non è un caso perché a sceglierli è stato lui.
D. Si parla di scontri tra il ''cerchio magico'' e i figli.
R. Gossip e chiacchiere... Io credo che gli avversari politici vogliano approfittare di questa fase, ma ripeto: Berlusconi ha e avrà le capacità per tornare con serenità a occuparsi di politica con la sua leadership e capacità di regia.
D. Torna in mente il periodo che accompagnò la malattia di Umberto Bossi: anche lì si parlava di cerchio magico.
R. Certo, ma la situazione è totalmente differente. Sono casi completamenti diversi, nemmeno paragonabili.
D. Ma chi può essere l'erede di Berlusconi?
R. Nel 1998 durante la prima convention di Forza Italia dissi che di Berlusconi ne nasce uno ogni cento anni. All'epoca 'i professori' mi attaccarono, sono convinto di non essere smentito neppure oggi.
D. Renzi, Salvini, Meloni, Parisi?
R. Berlusconi ha avuto sempre la capacità di far credere a molti di essere dei suoi successori... L'importante adesso è capire cosa sarà il centrodestra: prima bisogna 'essere', poi fare le alleanze.
D. Le piace il modello del Partito repubblicano di Donald Trump?
R. Preferisco quello francese, mi piacerebbe un 'Rassemblement Républicain'. Serve un progetto di radicamento sul territorio con delle regole.
D. Da dove si comincia? Da Parisi, un candidato che rischia di vincere a Milano contro il centrosinistra?
R. La scelta di Parisi è stata ottima. È credibile, preparato, sa convincere, è un moderato.
D. A ottobre 2016 c'è il referendum sulla riforma costituzionale...
R. È un argomento che deve essere affrontato nel merito, non deve essere un'occasione per far cadere Renzi.
D. Cosa serve?
R. Bisogna trovare un accordo con tutte le forze politiche per la modifica della legge elettorale, l'Italicum.
D. Zangrillo, medico di Berlusconi, gli ha sconsigliato di tornare a fare politica.
R. Guardi, conosco bene Silvio: la sua passione per la politica lo ha spinto a votare domenica mattina a Roma per il suo senso del dovere e crede tutt'ora che ci sia bisogno di un centrodestra moderato. Lo fa per l'Italia e per gli italiani, anche se ha dovuto subire umiliazioni e stress di ogni tipo dal suo impegno.
D. Parla di quando decadde da senatore?
R. Ne abbiamo discusso diverse volte: è stata una delle umiliazioni più pesanti, unita poi ai tanti attacchi di ogni tipo che ha ricevuto. Anche io ci sono passato. È qualcosa di tremendo che ti colpisce anche nel fisico. Ecco, quando ho sentito che si trattava del cuore ho pensato proprio a questo.


Twitter @ARoldering

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