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SCENARIO 11 Giugno Giu 2016 1800 11 giugno 2016

Centrodestra, rispunta l'ipotesi delle primarie

Con B. ai box, torna l'ipotesi delle consultazioni interne per scegliere un leader. Bergamini tira il freno. Ma dopo i ballottaggi potrebbero esserci nuovi sviluppi.

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Silvio Berlusconi.

«Tutti dicono che il centrodestra unito vince e può battere Matteo Renzi, a questa affermazione ormai manca solo il riconoscimento dell'Unesco. Ora serve stabilire 'come' e 'quando' riunire l'area alternativa alla sinistra, attraverso una ampia partecipazione dei nostri elettori nella scelta delle leadership e dei programmi. Insomma serve una competizione democratica sul modello delle primarie americane». Nuccio Altieri, deputato di Conservatori Riformisti, tra le persone più vicine all'europarlamentare Raffaele Fitto, rilancia l'ipotesi di un nuovo centrodestra dopo i ballottaggi delle elezioni comunali di Roma e Milano. «Se a Roma avessimo fatto le primarie come abbiamo fatto a Brindisi, Giorgia Meloni ora sarebbe al ballottaggio davanti alla Raggi» spiega «Ma adesso è meglio lasciarci alle spalle il passato e trovare una nuova base e nuove regole da cui ripartire, solo gli elettori possono scegliere chi sarà il federatore».Altieri di Cor, fittiano di ferro, è una delle anime che in questo momento stanno ragionando sul futuro di Forza Italia, della Lega Nord e di Fratelli D'Italia, all'indomani del primo turno alle elezioni amministrative, dopo il buon risultato di Stefano Parisi a Milano e di Ilaria Caprioglio a Savano, due città dove appunto il centrodestra ha deciso di correre insieme senza divisioni.
BISOGNA RAGIONARE SUL FUTURO. Ma in queste ore, oltre a pianificare una strategia per il futuro politico, è arrivata pure la notizia dell'operazione al cuore per Silvio Berlusconi, il leader che rischia di rimanere fuori dai giochi per qualche mese.
Il Cavaliere ha già tranquillizzato tutti e ha subito smentito le ipotesi di possibili 'direttori' che traghettino il partito in sua assenza. Ma resta che in ogni caso un ragionamento a breve dovrà essere fatto per capire da che parte dovrà andare questo schieramento politico.
Di leader al momento non ce ne sono. Lo stesso Parisi ha smentito subito sue ipotesi di successione all'ex presidente del Consiglio. E ha ragione, anche perché l'ex amministratore delegato di Chili Tv è conosciuto al momento solo e soprattutto nel capoluogo lombardo. C'è chi vorrebbe Mariastella Gelmini, l'ex ministro dell'Istruzione, forte di un boom di preferenze inaspettato proprio a Milano.
Ma c'è chi guarda pure a Mara Carfagna, anche lei molto forte a Napoli.

Bergamini: «Il leader c'è ed è Berlusconi»

Mara Carfagna.

La stessa Deborah Bergamini, portavoce e membro di quel cerchio di persone più vicine al Cavaliere, ha smentito ogni ipotesi di nuova leadership: «Comprendo che i mezzi di stampa siano solleticati dalla curiosità di ragionare su possibili scenari ma non ci sono possibili scenari futuri. C'è una sola leadership in Forza Italia ed è quella del presidente Berlusconi».
In sintonia Carfagna, portavoce dei deputati azzurri: «Forza Italia, come giustamente ha sottolineato il presidente nella sua nota, è pienamente operativa e non si fermerà nemmeno un secondo: non verrà meno alla sua missione che è quella di essere sempre e sistematicamente dalla parte dei cittadini, per un'Italia liberale».
LE MOSSE DI VERDINI. Eppure qualcosa si muove. Lo sa bene Matteo Salvini, il segretario della Lega Nord che da almeno due anni cerca di diventare un leader nazionale. Ma fino ad ora l'europarlamentare leghista non è riuscito ancora a sfondare nel Meridione, dove la sua lista Noi Con Salvini ha raggiunto cifre molto basse, troppo basse.
Per di più c'è da affrontare il malessere di Fratelli d'Italia, che con Giorgia Meloni ha toccato con mano la possibilità di arrivare al ballottaggio nella Capitale ma che alla fine non potuto fare altro che certificare il sorpasso di Roberto Giachetti per il centrosinistra.
Non solo. A tutto questo si aggiunge una confusione dettata dalla situazione del governo, con un Matteo Renzi sempre più traballante in vista dell'esito dei ballottaggi e soprattutto del referendum istituzionale di ottobre.
Non è un caso che Denis Verdini di Ala abbia cercato, senza successo, Berlusconi in questi giorni. Sia per mostrargli vicinanza, ma pure per dialogare di politica.
REGNA LA CONFUSIONE. E in queste ore al capezzale di Silvio stanno arrivando anche le parole di Angelino Alfano, del Nuovo Centrodestra, che ha espresso vicinanza al Cavaliere.
Al momento appare tutto molto confuso, ci vorrà del tempo e soprattutto bisognerà aspettare i ballottaggi.
Lo stesso Maurizio Lupi, ex ministro ai Trasporti, candidato a Milano con Parisi, ha annnciato che a Roma preferirebbe Giachetti.
Pronta la reazione di Niccolò Mardegan, candidato autonomo di Noi X Milano, cresciuto proprio in Alleanza Nazionale: «C'è confusione nella colazione milanese, forse Lupi intende portare Parisi al fallimento in ossequio agli ordini del premier?».
Insomma, come diceva Mao Tze Tung, «grande la confusione è sotto il cielo, per questo la situazione è favorevole».
Il centrodestra recupera i cocci e cerca di capire cosa diventerà nel futuro.

Twitter @ARoldering

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