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SVOLTA 12 Giugno Giu 2016 1500 12 giugno 2016

Bristol: la storia di Rees, primo sindaco nero in Gb

Marvin Rees è il primo sindaco di colore in Gran Bretagna. Figlio di un emigrato, parla a poveri e minoranze. Per contrastare diseguaglianza ed emergenza case.

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da Bristol

Marvin Rees, sindaco di Bristol.

La vittoria a Londra del primo sindaco musulmano, Sadiq Kahn, non è stata l’unica grande novità dell’ultima tornata elettorale celebrata il 5 maggio in Gran Bretagna.
A circa 200 chilometri di distanza, a Bristol, i cittadini hanno scelto come guida un uomo di colore, Marvin Rees. Il primo nella storia del Paese.
Non che Rees, che ha 44 anni e grinta da vendere, voglia trasformare la sua pelle in una bandiera. Ma come ha spiegato pubblicamente più volte, essere cresciuto nel Regno Unito da ragazzino di razza mista ha avuto un peso sulla sua formazione.
Perché quando suo padre 50 anni fa ha raggiunto l’Inghilterra dalla Giamaica in cerca di fortuna, davanti ai negozi capitava ancora di trovare cartelli che recitavanao «Niente irlandesi, nè neri, nè cani».
UNA BUONA NOTIZIA PER CORBYN. Anche a lui, da bambino, quando andava a scuola a piedi, succedeva di essere apostrofato come «negro», ma il piccolo Marvin, che aveva una madre bianca e un sacco di cugini come lei, non riusciva a capire bene perché lo dicessero. E non voleva prendere partito.
Anzi, forse proprio per non schierarsi pro o contro la razza, ha cominciato ad occuparsi di cose pubbliche, fino a pensare di entrare in politica.
A distanza di una manciata di decenni, i cartelli razzisti non si vedono più e la gente della sua città lo ha scelto come guida.
Una vittoria che, quanto quella di Kahn, ha fatto tirare un sospiro di sollievo al leader dei laburisti Jeremy Corbyn.
IL PIGLIO DEL LEADER. Che Rees, sposato con tre figli, avesse il piglio del leader lo avevano capito anche nella Marina Militare. Prima di iscriversi all’università era stato corteggiato per diventare il primo ufficiale britannico di colore. Poi un piccolo problema fisico lo ha spinto a cambiare strada.
L’università a Swansea, un’esperienza a Washington per capire come funziona la politica e come si lavora con i quartieri poveri, poi il ritorno e l’idea di mettersi in gioco.
La vittoria alle elezioni non era scontata, perché nonostante il suo carisma Rees si scontrava con il sindaco uscente George Ferguson, indipendente, architetto e uomo di grande cultura, che per la città ha fatto tanto. Amato per le sue invenzioni, che hanno reso Bristol European Green City lo scorso anno, ma anche avversato per certe scelte non in linea con la tradizione.
LE DISEGUAGLIANZE SOCIALI. Oggi Bristol è una città a forte impatto ecologico, con autobus alimentati con rifiuti organici, domeniche a piedi, una rete ciclabile invidiabile e la popolazione sotto i 40 anni che si muove su due ruote quasi più che in automobile.
Ma è anche un centro da 450 mila abitanti (che salgono a 1 milione e mezzo se si calcola la cintura urbana strettamente interconnessa), dove la diseguaglianza sociale è estremamente marcata e il 25% dei bambini vive in condizioni di povertà a dispetto dei coetanei dei quartieri ricchi, che hanno standard analoghi a certi quartieri top di Londra.
Soprattutto soffre il problema delle abitazioni. Come a Londra i prezzi sono lievitati, quindi trovare una casa in affitto o da acquistare diventa difficile.
L'EMERGENZA ABITATIVA. È per la sua capacità di parlare alla fascia povera, da cui peraltro proviene, che Rees l’ha spuntata alle urne.
La sua vittoria è arrivata con un vantaggio ampio. La gente dei quartieri poveri si è riavvicinata alla politica con la speranza che il ragazzo che correva nelle loro strade possa fare la differenza.
E nell’agenda di Rees rimangono prevalenti la lotta alla diseguaglianza sociale e l’impegno sulle case. Ne ha promesse 2 mila nuove all’anno entro il 2020, di cui 800 a prezzi accessibiili per le classi disagiate.
In parte formate da stranieri o figli di stranieri. I discendenti degli schiavi che hanno fatto la ricchezza di Bristol, come ricorda la statua del commerciante di uomini Edward Colston, posizionata nel centro della città. E che adesso hanno un sindaco di colore, come loro.

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