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TRASPARENZA 13 Giugno Giu 2016 1523 13 giugno 2016

Calenda: «Report ha ragione sulla Consob»

Il ministro dello Sviluppo economico, intervistato da Giovanni Minoli su Radio24 sull'operato di Giuseppe Vegas, dà ragione a Milena Gabanelli che aveva contestato l'eliminazione degli scenari prospettici.

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Carlo Calenda.

«Non sta al governo commentare l'operato di autorità indipendenti, ma alcuni errori gravi sono stati fatti. La Gabanelli ha ragione». Così il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, intervistato da Giovanni Minoli su Radio24 sull'operato di Giuseppe Vegas.
Il riferimento è all'eliminazione degli scenari prospettici da parte della Consob denunciata dalla trasmissione Report in relazione al caso delle quattro banche messe in procedura di risoluzione nel novembre 2015.
VEGAS: «UNICO OBIETTIVO FINI ISTITUZIONALI». Pronta la risposta del presidente della Consob Giuseppe Vegas, secondo il quale l'organismo di vigilanza «ha sempre operato con l'unico obiettivo di perseguire i suoi fini istituzionali, fissati dalle norme nazionali ed europee». Vegas ha aggiunto: «Prendo atto delle pressioni politiche esercitate nei miei confronti da alcuni esponenti di governo sono sollecitazioni che prendono mosse da ricostruzioni mediatiche alle quali ho già replicato e ritengo di aver dimostrato l'infondatezza delle accuse».
«Presiedo un'autorità di vigilanza che il parlamento ha voluto indipendente fin dalla sua legge istitutiva del 1974», ha proseguito, «il legislatore ad oggi ha fatto una scelta opposta rispetto a quella dello spoil system, il meccanismo che comporta l'azzeramento dei vertici amministrativi di pari passo con gli avvicendamenti politici e di governo». Il presidente ha ribadito anche che «Consob risponde pienamente del proprio operato come sempre avvenuto», anche in sede giudiziaria.
GABANELLI: «VEGAS TUTELÒ POCO I RISPARMIATORI». Anche Milena Gabanelli ha fatto sentire la sua voce: «Quella di Report non è una tesi ma è un fatto come sono numerosi i fatti raccontati raccontati dalla sottoscritta e da numeri colleghi in tutti questi anni». Per la giornalista questi fatti «documentano quanto Vegas abbia poco tutelato i risparmiatori, venendo meno quindi alla sua funzione primaria». «Non credoche serva una commissione d'inchiesta. I fatti sono abbondantemente chiari», ha concluso.
ZANETTI: «ORA SIAMO IN DUE A DIRLO». Il vice ministro dell’Economia Enrico Zanetti in una nota scritta plaude alle parole di Calenda: «Adesso siamo in due, nel governo, a dire in modo esplicito che ci sono stati errori e goffe autoassoluzioni. Il punto è capire se basta o dobbiamo diventare tre, quattro o cinque. Non credo sarà un problema, ma sarebbe opportuno risparmiarlo all'Istituzione».

Calenda: Renzi «non approfondisce abbastanza le proposte»

Come anticipato da Lettera43, i rapporti tra Calenda e il premier sarebbero molto tesi: Renzi si sarebbe già pentito di averlo nominato ministro per la sua eccessiva autonomia.
«RENZI NON APPROFONDISCE LE PROPOSTE». Se da un lato Calenda ha spiegato che il lato migliore di Matteo Renzi è «il fatto che se tu gli proponi un cambiamento raramente ti dice di no. E questa è una cosa, per uno che viene anche dal mondo delle imprese, molto bella», dall'altro sottolinea che «certe volte» quelle proposte «non le approfondisce a sufficienza prima di dirti sì o no».
Alla domanda se il premier sia quindi un po' superficiale Calenda ha risposto di no, anche se ritiene «che lui gestisca molte cose in presa diretta». «Troppe?» ha chiesto il conduttore. «Troppe», ha confermato.

Impegno su Bagnoli e Ilva

Interrogato sul mancato sostegno di De Magistris alla cabina di regia su Bagnoli Calenda ha risposto: «Si va dritti, perché quello che è impossibile accettare più in Italia è la deresponsabilizzazione. Cioè quelli che sono nella posizione di dirti: così non mi va bene, però non ti dico come mi andrebbe bene. Io penso che bisogna tirare dritti, quella è una scommessa, in senso diverso, una scommessa simile all'Ilva, della stessa importanza. Perché chi è stato in quella baia, io ci sono stato, sa che è uno dei posti più belli del mondo e va recuperato».
«NON MOLLARE L'ILVA». Sull'Ilva, ha spiegato Calenda, «non si può mollare, è importantissima come azienda perché ha effetti su tutta la catena produttiva italiana, ma è molto importante per far capire che in Italia si può fare grande industria». Il ministro ha ricordato che «abbiamo rifatto il processo di gara partendo da un presupposto: verranno giudicate le varie cordate che si stanno formando soprattutto su una base di premessa, cioè che il piano ambientale presentato dalle cordate sia per noi accettabile».
L'azienda «dovrà fare un piano industriale che parta dal piano ambientale e non viceversa, perché è inaccettabile che in un Paese moderno ci sia dicotomia tra lavoro e ambiente». Quanto ai tempi, il ministro ha detto che «sono scanditi dal decreto: adesso ci sarà la presentazione delle cordate a fine giugno, poi dovranno presentare il piano ambientale, in 120 giorni verrà analizzato e gli verrà data una risposta». La situazione sarà definita entro dicembre e «poi ci sarà il passaggio all'Antitrust».
«SINDACATI E CONFINDUSTRIA FACCIANO PRESTO». Infine, sulla contrattazione aziendale: «Confindustria e sindacati hanno chiesto uno spazio, giusto, per farlo loro e io mutuando una famosa copertina del Sole24Ore dico, sì ma fate presto».

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