Andrea Marcenaro 160613110428
MAMBO 13 Giugno Giu 2016 1119 13 giugno 2016

La lezione dell'ex Lotta continua e della giovane lettiana

Marcenaro spiega il berlusconismo. Ascani del Pd non ha adulazione per Renzi. Due interviste da leggere su Libero.

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Andrea Marcenaro con Giuliano Ferrara.

Nella noia del dibattito pre-ballottaggio - mi scusino i competitor: molto dipende da loro, ma tanto di più dai loro tifosi - la mattina del 13 giugno 2016 ho letto su Libero due interviste, politiche, a persone che non potrebbero essere più diverse per età, storia personale, scelta politica.
Il primo personaggio interpellato è Andrea Marcenaro, peraltro posto sotto il fuoco di fila di un mastino come Giancarlo Perna, che, con Stefano Lorenzetto de il Giornale e con Malcom Pagani de Il Fatto, è uno dei migliori intervistatori della carta stampata.
RUBRICA DECENNALE. Andrea è un quasi mio coetaneo (va per i 70), dotato di una simpatia che fa schifo tanto è avvolgente, ha un fratello serio dirigente sindacale e poi deputato Ds, è giornalista di lunga data e da più di un decennio autore di quella rubrica, Andrea version’s, che non si può non leggere ogni mattina da quando non c’è più Fortebraccio.
Per qualche anno ci fu una divertente gara fra lui e Mattia Feltri, allora a Il Foglio, a chi la sparava più forte.
Poi Mattia ha scelto di fare la persona seria e Andrea tiene compagnia a noi che lo aspettiamo ogni giorno.
L’intervista è bella e spiega a me perché, pur amandolo in senso solo culturale, sento a pelle che fra di noi qualcosa non va, tranne un solo punto di contatto finale.
QUELL'ODIO PER IL PCI. Quello che non va è che ad Andrea esce “Lotta continua” da tutti i pori.
Quella Lotta continua fatta da giovani brillanti, che poi hanno invaso il giornalismo italiano, la cui caratteristica di fondo era che gli stavano sulle palle i comunisti del Pci.
Da qui Craxi, il craxismo, e poi “l’amor nostro”, come Marcenaro chiama Silvio Berlusconi.
Badate che c’è tanta storia della sinistra poi diventata destra ma rimasta ancora un po’ sinistra (scusate il giochino, però è proprio così, non è che mi si sono intrecciati “i diti” pure a me), in questo odio, ricambiato, fra noi del Pci e i coetanei di Lotta continua.
L'AMORE PER ISRAELE. Noi per diritto divino (il Partito) volevano insegnare a tutti come si sta a sinistra, loro ci avrebbero volentieri buttato fuori dalle assemblee, dai sindacati, dalle redazioni e qualche volta lo hanno fatto.
Mai odio fu tanto amoroso, ovvero tanto amore fu così pieno di odio.
E Andrea Marcenaro, complice quella “serpe” di Giancarlo Perna, viene fuori al naturale in questa intervista che me lo fa sentire carissimo compagno tuttora, malgrado io non abbia mai votato né voterei per i candidati che piacciono a lui ma, come lui, adorerei vivere in Israele.

Ascani, l'anti-Boschi che sa che il mondo non è nato con lei

Anna Ascani del Pd.

L’altra intervista, sempre su Libero, l’ha fatta una giornalista bravissima, di cui ricordo i primi passi a Montecitorio, Elisa Calessi, a una deputata del Partito democratico, Anna Ascani, di cui per molte settimane sui giornali si decantava l’avvenenza, giustificatamente, soprattutto per contrapporla maliziosamente, lei bruna, alla bellezza da madonnina di Maria Elena Boschi.
La Ascani è donna di temperamento che, in controtendenza, dice di amare la politica e, vivaddio, di fare politica per essere utile, ma anche “per piacer suo”, liberandoci da quella lunga fila di deputati e politici che fanno questo lavoro per noi e per il popolo, altrimenti chissà dove sarebbero.
ORIGINE DEMOCRISTIANA. La Ascani nasce democristiana (ma una/o di sinistra no?), si impegna dopo che vede suo padre fare un passo indietro e sceglie come referente una persona di talento: Enrico Letta.
Se leggete l’intervista, come vi sollecito a fare, vedrete che in questa giovane donna non c’è compiacenza verso il politico maschio anche quando porta il nome Matteo Renzi o quello, a lei visibilmente più amichevole, di Letta: ne parla alla pari, ne descrive qualità e difetti senza compiacenze e timori, rivela ambizioni che sarebbero pericolose solo se taciute e mai quando sono portate alla luce del sole.
NESSUNA ADULAZIONE. Ciò che la rende diversa e migliore rispetto ad altre new entry della rottamazione renziana è l’assenza di adulazione verso il capo e la consapevolezza che il mondo non è cominciato 28 anni fa, quando è nata lei.
Che questa straordinaria verità, cioè che il mondo c’è prima di noi, si faccia strada fra i renziani e i compagni di strada di Renzi è un evento di portata culturale eccezionale. Temo per lei.

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