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MANOVRE 13 Giugno Giu 2016 2007 13 giugno 2016

Russia, la Nato pronta a schierare quattro battaglioni a Est

In funzione di deterrenza. Il piano è già stato messo punto e riguarda Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia. Decisione finale al vertice di Varsavia dell'8 e 9 luglio.

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Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato.

La Nato è pronta a scavare una 'trincea baltica', schierando quattro battaglioni multinazionali in Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia, in funzione di deterrenza contro la Russia. Il piano è già stato messo a punto dai vertici militari dell'Alleanza atlantica, martedì 14 e giovedì 15 giugno sono attesi gli ultimi dettagli dai mistri della Difesa. Poi, al vertice di Varsavia dell'8 e 9 luglio, la decisione politica.
COOPERAZIONE CON L'EUROPA. Il summit deve esprimersi sulla delicata questione dell'aumento delle spese militari da parte degli alleati europei e sulla strategia per il fronte Sud, area nella quale la Nato attualmente punta da una parte alla «progettazione della stabilità» in Nord Africa e Medio Oriente, dall'altra alla stretta cooperazione con l'Unione europea, che per gli Stati Uniti è il partner naturale nella zona.
I PAESI-CARDINE PER I BATTAGLIONI. Dei quattro battaglioni da schierare nell'Europa dell'Est ha parlato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. Che ha precisato: «Il comando non sarà affidato alle forze armate locali». Resta da chiarire, tuttavia, quali saranno i Paesi chiamati a fornire la maggior parte degli effettivi. Germania e Gran Bretagna hanno già dato la loro disponibilità per Lituania ed Estonia. In Lettonia e Polonia, invece, potrebbero arrivare militari statunitensi, mentre il Canada non ha ancora sciolto la riserva e al suo posto potrebbe arrivare uno dei Paesi del gruppo di Visegrad.
PRESSIONE SU MOSCA. Il piano della Nato punta a fare pressione sul 'nemico'. In vista del vertice di Varsavia, l'Alleanza non rinuncia infatti all'ipotesi di una nuova riunione del Consiglio Nato-Russia. Stoltenberg ha spiegato che è in corso un tentativo per giungere a un accordo di Mosca: «Nei momenti di tensione è ancora più importante mantenere aperti canali di dialogo, anche militare, per evitare gli incidenti e impedire che vadano fuori controllo».
L'UE GUARDA AL FRONTE SUD. Gli Stati Uniti, attraverso l'ambasciatore Douglas Lute, fanno sapere di attendere «misure concrete», un salto di qualità nella partnership con l'Unione europea per affrontare le guerre ibride, le minacce cyber e per assicurare all'Europa le necessarie infrastrutture civili. L'Unione europea, d'altra parte, vuole dalla Nato un contributo per la sicurezza nel Mediterraneo e la partecipazione all'operazione Sophia al largo della Libia, con la trasformazione del mandato della missione Active Endeavour.
NEL 2015 SPESE MILITARI IN AUMENTO. Rafforzare deterrenza e sorveglianza, a Est e a Sud, costa. Quindi «dobbiamo spendere di più», ha detto Stoltenberg. Nel 2015, per la prima volta dalla fine della Guerra Fredda, è stato invertito l'andamento di sempre maggiori tagli e si è registrato un aumento dello 0,6%. Per il 2016 si stima un aumento dell'1,5%. Ma sono ancora molti i Paesi, Italia compresa, lontani dall'obiettivo del 2% del pil dedicato alla Difesa. «Mi aspetto che tutti gli alleati mantengano quanto promesso nel vertice in in Galles», del 2014 quando «tutti hanno concordato di aumentare gradualmente in un decennio le spese militari fino al 2%», ha sottolineato il segretario. «L'ho ricordato in tutte le capitali visitate».

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