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TRAGEDIA 14 Giugno Giu 2016 1716 14 giugno 2016

Migranti, raddoppiati i minori non accompagnati: 7 mila nel 2016

Il rapporto dell'Unicef: nove bambini su dieci arrivano da soli in Europa. Le testimonianze: «È come la tratta degli schiavi».

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Sono 7 mila i bambini arrivati in Europa da soli nel 2016.

Oltre 7 mila tra bambini e ragazzi migranti non accompagnati sono arrivati in Italia da rotte provenienti dal Nord Africa nei primi cinque mesi del 2016.
Un dato raddoppiato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Giungono soli più di 9 bambini sui 10 che arrivano in Europa.
Lo sottolinea un rapporto dell'Unicef reso noto martedì.
Molte delle 2.809 vittime registrate nel Mediterraneo (3.770 nell'intero 2015) tra gennaio e il 5 giugno 2016, sono bambini.
UNICEF: «CRESCENTI MINACCE PER I MINORI». L'Unicef segnala le «crescenti minacce di abuso, sfruttamento e morte che devono affrontare» i minorenni che fuggono dai loro Paesi.
Il rapporto 'Pericolo ad ogni passo del viaggio' documenta gli spaventosi rischi a cui vanno incontro questi adolescenti nella loro fuga da guerre e povertà. I minorenni non accompagnati in genere sono vittime di trafficanti di esseri umani, spesso sotto il sistema di 'pay as you go' (pagare per partire).
TROPPO SPESSO DIETRO LE SBARRE. Alcuni - sottolinea ancora il rapporto - subiscono abusi sessuali e vengono sfruttati. Inoltre, «troppo spesso i bambini sono tenuti dietro le sbarre, rinchiusi in strutture di detenzione o in custodia delle forze di polizia per la mancanza di spazio nei centri di protezione dell'infanzia; molti rifugiati e migranti minorenni sono rimasti fuori dalla scuola per mesi, se non addirittura per anni».
«È COME LA TRATTA DEGLI SCHIAVI». Numerose le drammatiche testimonianze raccolte dall'Unicef di migranti minorenni. Come quella di Omar fuggito dalla Somalia a 16 anni quando un gruppo armato ha minacciato di ucciderlo perché si era rifiutato di entrare nelle loro file; quando alla fine è riuscito a raggiungere la Libia, i contrabbandieri gli hanno chiesto più soldi, l'hanno arrestato e picchiato, finché la sua famiglia non gli ha inviato i soldi necessari. «Se cerchi di scappare ti sparano e muori. Se smetti di lavorare ti picchiano. È come la tratta degli schiavi»: racconta il 16enne Aimamo parlando della fattoria in Libia dove lui e suo fratello gemello hanno lavorato due mesi per pagare i trafficanti: «Una volta mi stavo riposando per cinque minuti, e un uomo mi ha picchiato con un bastone».
«TANTI MORTI NEL DESERTO». «Dopo il lavoro, ti chiudono a chiave». Peace, 17 anni, è fuggita dalla Nigeria per evitare un matrimonio imposto dalla famiglia con 40enne, afferma: «Tante persone sono morte nel deserto. Abbiamo visto cadaveri, scheletri».
L'Unicef ricorda che gli arrivi via mare sono stati nel 2015 1.015.078 (di cui 265.388 erano bambini) mentre gli arrivi via mare tra il primo gennaio e il 4 giugno 2016: 206.199 (35% sono bambini).
NEL 2015 3.770 MORTI IN MARE. Le richieste di asilo in Europa nel 2015 sono state 1.392.655 (405.955 bambini, 95.970 dei quali non accompagnati) e nei primi quattro mesi del 2016 348.580 (95.080 bambini). Inoltre, i morti in mare nel 2015 sono stati 3.770 mentre fra gennaio-maggio 2016 sono già 2.809.
IL PIANO IN 7 PUNTI. L'Unicef ha fissato in 7 punti un piano per i bambini migranti: i bambini devono essere protetti contro il traffico e lo sfruttamento; in nessun caso lo status di rifugiato o migrante per i bambini può essere causa di detenzione; i bambini non devono essere rimandati nei paesi di provenienza se corrono pericoli di rischi e di morte; i bambini devono avere accesso a servizi come sanità e istruzione; il ricongiungimento familiare è il modo migliore per proteggere i bambini; il superiore interesse del minorenne deve essere la primaria considerazione in ogni decisione; devono essere stabiliti percorsi globali legali sicuri e sostenibili per la migrazione.

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