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POLITICA 15 Giugno Giu 2016 1822 15 giugno 2016

Pa, la stretta sui furbetti è legge: i contenuti

Sospeso in 48 ore chi timbra e se ne va: la cacciata in 30 giorni: il decreto è legge.

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Il premier Matteo Renzi e il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia.

Per «chi viene beccato a timbrare il cartellino e andarsene la pacchia è finita»: è legge il decreto sui licenziamenti «cattivi ma giusti» per i cosiddetti furbetti.
Parole ferme quelle con cui il premier Matteo Renzi ha annunciato l'approvazione definitiva in Consiglio dei ministri delle nuove regole per sanzionare chi «truffa lo Stato». Una lunga lista di esempi, Sanremo il più clamoroso e Casera l'ultimo, hanno preceduto il sì al provvedimento che è destinato a fare scuola e avere ricadute anche su tutte le altre condotte illecite.
«SE MI FREGHI TI SFANGO». La filosofia che sta dietro al provvedimento è così riassunta da Renzi: «Se mi freghi ti stango, se lavori bene premio il tuo lavoro». Gli ultimi ritocchi hanno rafforzato l'efficacia della misura, dopo 48 ore la sospensione e entro 30 si chiude, stabilendo che «un vizio formale» non può bloccare il licenziamento, ha spiegato la ministra della Pubblica amministrazione Marianna Madia, che ha siglato il provvedimento. Insomma per i furbetti la possibilità di impugnare l'espulsione e ottenere la reintegra viene ridotta. D'altra parte nel privato l'operazione è stata ampia e generalizzata, come è noto la salvaguardia dell'articolo 18 è stata di molto circoscritta con la Fornero prima e il Jobs act dopo.
«NEL PUBBLICO SANZIONI PIÙ RIGIDE». Ora se nel pubblico la tutela dello Statuto dei lavoratori resta (la pronuncia della Cassazione in materia è giusto di qualche giorno fa) vengono però messi dei paletti al 'ricorso facile'. Sul punto Madia è chiara: «Nel pubblico le norme sulle sanzioni devono essere più rigide che nel privato, per motivi etici, e nel Testo unico sul pubblico impiego continueremo il lavoro sui procedimenti disciplinari per cancellare le aberrazioni», basta un cavillo e si viene riammessi. Quindi le novità potrebbero essere estese anche ad altri comportamenti fraudolenti, colpendo non solo gli assenteisti ma anche, ad esempio, chi ruba.

Tutte le misure:

- LICENZIAMENTI SPRINT PER CHI TIMBRA E SE NE VA. Il dipendente che viene colto a strisciare il badge per poi andare via deve essere sospeso entro 48 ore, senza stipendio ma con un assegno alimentare (50% retribuzione base). Dopo di che parte il procedimento che si conclude entro 30 giorni dalla contestazione dell'addebito, contestuale alla sospensione. Il procedimento è suddiviso in due parti, con almeno 15 giorni per la difesa (e un 'plus' di cinque giorni massimo). La violazione dei termini non determina più l'annullamento del licenziamento, a meno che venga compromesso il diritto alla difesa. C'è anche la responsabilità per danno d'immagine, da valutare in base all'eco mediatica (la multa parte da sei mensilità). Il dirigente non potrà voltarsi dall'altra parte perché rischia il licenziamento e il reato penale (su quest'ultimo però decide il giudice).

- SCIA UNICA E SPORTELLO 'AMICO' PER APRIRE ATTIVITÀ. Messa a punto di modelli standard e sportelli unici per la segnalazione di inizio attività, richiesta per aprire un'impresa, dal capannone industriale al b&b, o per le ristrutturazioni. Ogni amministrazione dovrà caricare sul suo sito web la documentazione e non potrà chiedere altra. Le novità si combinano con il limite di 18 mesi per l'azione dello Stato in autotutela (tempo massimo per bloccare un'attività in nome dell'interesse pubblico). Vale anche qui la regola del silenzio-assenso (un mese di tempo per rispondere al cittadino).

- LA SCIA BIS, IL CODICE TAGLIA BUROCRAZIA PER IMPRESE. Il Cdm ha dato il suo primo ok alla Scia bis, una sorta di Codice taglia burocrazia, che detta le istruzioni per l'uso, così che l'impresa e il cittadino sapranno con precisione qual è la procedura da seguire per ogni attività. Sono state mappate infatti 300 procedure, una ripulitura che partiva da un contesto dove si erano accavallate normative disparate.

- RESTYLING CONFERENZA SERVIZI, TEMPI CERTI E ITER WEB. Arriva la Conferenza dei servizi versione light. Le novità dovrebbero trasformare il tipico 'carrozzone' amministrativo in un moderno organo decisionale: le riunioni diventano telematiche, massimo 60 giorni per le decisioni, ci sarà un rappresentante unico per ogni livello di governo e l'amministrazione proponente potrà decidere in difformità rispetto agli altri enti coinvolti, con la possibilità in questi casi di adire la presidenza del Consiglio, che dovrà sbrogliare la matassa entro cinque mesi.

- INTESA COMPARTI P.A, APRIPISTA RINNOVI STATALI. Sì da palazzo Chigi anche all'accordo che ha ridotto a 4, da 11, i comparti in cui si divide il pubblico impiego e da cui derivano poi altrettanti contratti. L'intesa ora deve ripassare dalle parti per la sottoscrizione finale e ricevere l'ok dalla Corte dei Conti. Dopo di che potrà essere convocato il tavolo ufficiale all'Aran con i sindacati. Non è comunque escluso un incontro prima, si parla di luglio, al ministero della Pa. Gli aumenti salariali saranno graduati per fasce di reddito, senza però soglie o scaloni: di più a chi ha meno secondo criteri di proporzionalità inversa rispetto al quantum della retribuzione.

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