Parigi 160615104321
TERRORISMO 15 Giugno Giu 2016 1043 15 giugno 2016

Poliziotti uccisi a Parigi, Valls: «Ci saranno altri morti»

Intervista al primo ministro francese dopo il duplice omicidio: «La guerra al terrore durerà una generazione. La realtà è questa». Continua la battaglia sul Jobs act, Hollande: «Stop a manifestazioni se non viene garantita la protezione delle persone».

  • ...

La scena del duplice omicidio, nel riquadro: Manuel Valls.

La Francia è stata colpita ancora una volta dalla violenza del terrorismo islamico, un mostro che non viene da fuori, ma che nasce nelle periferie delle sue città. «Questa guerra durerà una generazione. Altri innocenti perderanno la vita. Mi si accuserà di generare ancora più ansia, ma la realtà è questa», ha detto il primo ministro francese, Manuel Valls, ai microfoni di France Inter, il giorno dopo l'uccisione di una coppia di poliziotti nella banlieue di Parigi.
«NON PERMETTERÒ PROCESSI AI SERVIZI DI SICUREZZA». Ai microfoni della radio, Valls ha rifiutato ogni processo ai servizi di sicurezza dopo l'assassinio dei due poliziotti da parte - ancora una volta - di un sospetto, segnalato e sottoposto a intercettazioni telefoniche. «Non permetterò che si parli del benché minimo errore, né di mancanza di discernimento», ha affermato, «è sempre un fallimento quando due pubblici ufficiali vengono assassinati così».
CONDOGLIANZE TRA OBAMA E HOLLANDE. «Facciamo fronte a una minaccia globale», ha aggiunto il primo ministro, «abbiamo un nemico interno, con questi individui autoradicalizzati che possono agire con pochissimi mezzi».
Barack Obama e Francois Hollande si sono scambiati le condoglianze per gli attentati terroristici che hanno colpito i loro Paesi, riaffermando «il loro comune impegno a indebolire e distruggere l'Isis e a fronteggiare la grande piaga del terrorismo».
«La Francia e i suoi alleati continueranno ad opporre la forza delle democrazie alla barbarie»: è quanto si legge in una nota diffusa dall'Eliseo al termine del colloquio tra i due presidenti, in seguito agli attentati rivendicati dall'Isis a Orlando e Parigi.

Le proteste contro il Jobs act

Se da un lato il governo deve affrontare l'emergenza terrorismo, dall'altro si trova a fronteggiare la rabbia degli oppositori alla riforma del lavoro recentemente introdotta. Il presidente francese, François Hollande, ha annunciato che non ci saranno «più autorizzazioni a manifestare se non viene garantita la protezione dei beni e delle persone».
«AUTORIZZAZIONI CASO PER CASO». Hollande, citato dal portavoce del governo Stephane Le Foll al termine del Consiglio dei ministri all'Eliseo, ha aggiunto che - dopo i gravi incidenti di martedì a Parigi - le future autorizzazioni a manifestare saranno esaminate «caso per caso». Il presidente ha ricordato il rispetto delle libertà, in particolare quella di manifestazione e di sciopero, ma ha ricordato il «contesto particolare» attuale, con gli europei di calcio in Francia e la lotta al terrorismo.
VALLS NON CEDE SULLA RIFORMA. Il primo ministro francese, Manuel Valls, ha chiesto oggi alla Cgt di non organizzare più a Parigi manifestazioni che possano sfociare in violenze, come ieri, e ha ribadito che il governo non modificherà il progetto di riforma del lavoro. Valls ha rivolto pesanti accuse al sindacato, asserendo che il servizio d'ordine ha avuto un atteggiamento «ambiguo» nei confronti dei casseur che hanno imperversato lungo tutto il corteo. Ed ha aggiunto che martedì c'erano «molti più ultrà» e teppisti del solito, 700-800.
«PUNTI RIFORMA NON SARANNO MODIFICATI». «Queste manifestazioni non possono più continuare così», ha proseguito, «e faccio appello alla responsabilità di un sindacato, la Cgt, che ieri, è chiaro, è stato sopraffatto. Gli chiedo di non organizzare più questo tipo di manifestazione a Parigi. Caso per caso, ci assumeremo le nostre responsabilità».
L'articolo 2 e gli altri principali punti del Jobs act, di cui la Cgt chiede il ritiro, «non possono essere modificati e saranno adottati», ha ribadito il premier.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso