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POLITICA 16 Giugno Giu 2016 1801 16 giugno 2016

Croazia, cade il governo: sfiduciato il premier

La crisi nata dalla frattura tra i conservatori (Hdz) e i populisti di Most. L'esecutivo durato cinque mesi. La maggioranza ha 30 giorni per eleggerne un altro, altrimenti si andrà al voto.

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L'ex premier croato Tim Oreskovic.

Il primo ministro della Croazia, Tim Oreskovic, è stato sfiduciato giovedì in Parlamento con la stragrande maggioranza dei voti, 126 deputati su 151.
Dopo appena cinque mesi in carica, il governo Oreskovic, risultato di un complicato accordo post-elettorale tra il principale partito di centro-destra (Hdz) e il nuovo partito centrista e populista Most (Ponte), si iscrive oggi nella storia come il più breve governo croato, e il primo sfiduciato in Parlamento.
A votare contro il governo di Tim Oreskovic sono stati sia i deputati del partito conservatore Hdz sia quelli dell'opposizione di centrosinistra.
COALIZIONE IN FRANTUMI. La caduta del governo è conseguenza della dissoluzione della coalizione tra l'Hdz e Most per insormontabili divergenze nell'azione politica, ma anche sulla gestione dei servizi segreti e delle risorse energetiche del Paese.
È possibile che il centrodestra tenterà di formare una nuova coalizione, ma l'ipotesi più probabile è quella di elezioni anticipate in autunno.
PROPOSTO IL MINISTRO DELL'ECONOMIA. L’Hdz ha intenzione di proporre come nuovo premier l’attuale ministro dell’economia, Zdravko Marić. Se non sarà nominato un nuovo governo entro 30 giorni, il presidente chiamerà i croati al voto.
Vicino all'Hdz, anche se non ne fa parte formalmente, Maric ha studiato economia ad Harvard e in passato è stato sottosegretario alla Finanze.
Prima di entrare nel governo di Tim Oreskovic, è stato manager della più grande società privata croata, il consorzio agroalimentare Agorkor.
DIFFICILE TROVARE UNA NUOVA MAGGIORANZA. Ma la sua strada alla carica di premier non sembra agevole. Sarà infatti molto difficile trovare in Parlamento i voti per affidargli l'incarico di governo.
Come conseguenza del discioglimento della coalizione tra centro-destra e Most, ora l'Hdz per arrivare a una maggioranza deve tentare di incassare l'appoggio di tutta una serie di piccoli partiti e deputati indipendenti dal profilo politico molto diverso.
L'HDZ TEME LE ELEZIONI. Anche in caso di esito positivo, il nuovo governo potrà contare su di una maggioranza ancora più esile di quella di cui godeva Oreskovic.
In caso contrario si andrà alle urne, opzione che l'Hdz vorrebbe scongiurare visti i sondaggi che vedono in vantaggio il centro-sinistra guidato dall'ex premier Zoran Milanovic.
BRACCIO DI FERRO TRA PREMIER E VICE. La crisi nasce anche dal braccio di ferro tra Oreskovic, uomo d'affari canadese di origini croate, non affiliato ad alcun partito e senza esperienza in politica, e il suo vice Tomislav Karamarko, leader di Hdz.
Oreskovic, in una conferenza stampa, aveva ribadito la volontà di non dimettersi, recandosi subito dopo a colloquio dal presidente Kolinda Grabar-Kitarovic.
LE DIMISSIONI DI KARAMARKO. Il premier aveva chiesto a sua volta le dimissioni di Karamarko e dell'altro vicepremier Bozo Petrov, leader di Most. Karamarko aveva annunciato la mozione di sfiducia in parlamento contro il premier, con l'obiettivo di votarla appena prima dell'altra mozione di sfiducia a suo carico, prevista il 18 giugno, presentata dalle opposizioni che ritengono Karamarko coinvolto in un caso di conflitto d'interessi.
In tutto questo intrico di sfiducie reciproche, Karamarko ha deciso di dimettersi il 15 giugno per facilitare la formazione del nuovo governo nel caso Oreskovic fosse stato sfiduciato.

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