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ENTI DI GUERRA 16 Giugno Giu 2016 1200 16 giugno 2016

Inps, Boeri vuole la testa del suo direttore generale

L'economista chiede a Renzi di tagliare il dg Cioffi. Con cui i rapporti sono a zero. Il governo prende tempo. E studia un risiko di poltrone negli enti previdenziali.

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Tito Boeri, presidente dell'Inps.

Tra anticipo pensionistico, buste arancioni e nuove prestazioni previdenziali, Tito Boeri ne ha di grane da affrontare.
Ma il presidente dell'Inps vuole prima risolvere un’altra rogna: licenziare e sostituire il direttore generale Massimo Cioffi.
Un'operazione, quella della revoca, che da numero uno dell’ente l’economista non può fare da solo perché il decreto di nomina è di competenza governativa (lo firma il ministero del Lavoro).
CHIESTO AIUTO A RENZI. Con Giuliano Poletti Boeri non ci sarebbero più rapporti. Così avrebbe chiamato direttamente Matteo Renzi per risolvere il problema.
E dal premier, l’uomo che lo ha messo in via Ciro il Grande come risarcimento per non averlo potuto nominare ministro del Lavoro, sarebbero arrivate rassicurazioni.
RISIKO PREVIDENZIALE. Anche perché nell'inner circle renziano da tempo si studia un risiko che coinvolgerebbe tutti gli organismi assicurativi e previdenziali. E che potrebbe essere accompagnato dal cambio della governance dell’Inps.
I sindacati, infatti, premono per il ritorno del consiglio d’amministrazione, eliminato dall’ex presidente Antonio Mastrapasqua.
Ma non manca chi, a Palazzo Chigi, consiglia cautela, per evitare una querelle giudiziaria, con Cioffi che potrebbe rivolgersi alla magistratura come il suo predecessore Mauro Nori.

Rapporti ormai a zero: colpa del troppo attivismo di Tito?

Tito Boeri con Matteo Renzi.

Boeri e Cioffi da mesi non si parlerebbero più.
E la cosa potrebbe creare ulteriori problemi all’operatività dell’istituto, già oberato di lavoro dopo gli ultimi compiti che il governo gli ha affidato.
Fu proprio Boeri a volere Cioffi, chiedendogli di lasciare la direzione risorse umane dell’Enel per seguirlo.
C'È PURE UN'INCHIESTA. I rapporti tra i due si sono incrinati quando si è venuto a sapere che la procura di Nocera Inferiore, nel Salernitano, aveva indagato il manager per il versamento di contributi riguardanti l'esodo incentivato tra il 2006 e il 2015 di lavoratori dell’ex monopolista dell’elettricità.
CRITICHE AL CAPO. Cioffi si era anche autosospeso dall’incarico a febbraio 2016, per rientrare in carica alla fine marzo.
Ma secondo qualcuno non ci sarebbe soltanto l'inchiesta giudiziaria ad avere incrinato i rapporti tra i due: il direttore generale avrebbe criticato l'attivismo del presidente, che da mesi non perde l'occasione di dettare l'agenda al governo Renzi in tema di welfare.

Twitter @FrrrrrPacifico

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