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GEOPOLITICA 17 Giugno Giu 2016 1525 17 giugno 2016

Putin: «Non vogliamo la Guerra fredda, ma non escludo che ci si arrivi»

Il presidente russo: «Pronti a recuperare i rapporti con l'Ue». Che intanto prolunga le sanzioni di un anno.

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Vladimir Putin.

«Noi non vogliamo la Guerra fredda, non è necessario, penso che nessuno lo voglia. Ma se noi continuiamo a spaventarci l'un l'altro, e la Nato continua a dover avere un nemico per giustificare sua esistenza, non posso escludere che si arrivi alla Guerra fredda».
PUTIN: «LE TENSIONI POTREBBERO AGGRAVARSI». Così il presidente russo Vladimir Putin al Forum economico internazionale di San Pietroburgo che ha aggiunto che «le attuali tensioni geopolitiche sono collegate all'incertezza economica, alla svalutazione di precedenti fonti di crescita: vi sono rischi che queste tensioni possano aggravarsi e che siano persino provocate artificialmente».
RENZI: «TERMINE FUORI DALLA STORIA». Pronta la risposta del premier Matteo Renzi: «La parola 'Guerra fredda' non può stare nel vocabolario del XXI secolo, è fuori dalla storia e dalla realtà e prima che ingiusto è inutile. Ue e Russia tornino ad essere ottimi vicini di casa». Renzi ha ioltre riaffermato che l'accordo di Minsk, quello che ha posto fine alla guerra nell'Ucraina orientale, «deve essere implementato nel futuro».
L'EUROPA PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELLA RUSSIA. Putin ha mostrato comunque di voler tendere la mano all'Europa perché «nonostante i problemi attuali, rimane il primo partner economico per la Russia, è il nostro vicino, e noi abbiamo a cuore ciò che accade ai nostri vicini. Siamo pronti a recuperare i rapporti con l'Ue ma questa non può essere una strada a senso unico».
Il presidente ha così annunciato l'intenzione di creare un grande progetto di «integrazione euroasiatica» che comprenda i paesi dell'associazione economica Euroasiatica, India, Cina e i paesi del Cis. «Un progetto che resta aperto anche all'Unione europea», ha spiegato.
SANZIONI PROROGATE DI UN ANNO. Intanto il Consiglio Ue ha deciso di prorogare fino al 23 giugno 2017 le sanzioni applicate in risposta all'annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli. L'Ue «continua a condannare l'annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli da parte della Federazione russa e rimane impegnata ad attuare pienamente la propria politica di non riconoscimento».

Le sanzioni: dai divienti di import al turismo

Le misure si applicano alle persone dell'Ue e alle imprese con sede nell'Ue e sono limitate al territorio della Crimea e di Sebastopoli. Le sanzioni comprendono divieti relativi alle importazioni di prodotti originari della Crimea o di Sebastopoli, agli investimenti in Crimea o a Sebastopoli (nessun cittadino europeo e nessuna impresa con sede nell'Ue possono acquistare beni immobili o entità in Crimea, finanziare imprese della Crimea o fornire servizi correlati), ai servizi turistici in Crimea e a Sebastopoli, in particolare le navi da crociera europee non possono fare scalo nei porti della penisola di Crimea, salvo in caso di emergenza.
Inoltre, sono proibite le esportazioni di determinati beni e tecnologie diretti a imprese della Crimea o destinati ad essere usati in Crimea nei settori dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell'energia e concernenti la prospezione, l'esplorazione e la produzione di petrolio, gas e risorse minerali. È anche vietato fornire assistenza tecnica o servizi di intermediazione, di costruzione o di ingegneria relativi ad infrastrutture in questi settori.

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