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MAMBO 17 Giugno Giu 2016 1246 17 giugno 2016

Ripartiamo dai socialisti veri. Come Jo Cox

Serve una nuova spinta, con visione del futuro. Per andare oltre Renzi & co.

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Matteo Renzi.

La campagna elettorale, che sta tristemente finendo, ci lascia alcuni punti fermi.
La destra quando è aggressiva e identitaria non entra neppure in gioco. Quando assume il volto moderato di Stefano Parisi e si coagula può riprendere a giocare la partita.
Il grillismo è dentro una mutazione più profonda. Sta raccogliendo il tanto che ha seminato, ha perso Casaleggio e ripreso in servizio uno svogliato Grillo, ma è soprattutto sostenuto da una nuova ondata di discredito popolare verso i partiti, nutrita anche dalle delusioni provocate da Renzi.
Su questo molti renziani assatanati dovrebbero riflettere: il grillismo non si alimenta della critica a ieri ma all’oggi.
IL M5S SI STA CORROMPENDO. Tuttavia, il M5s ha iniziato a “corrompersi”, si definisce sempre più a destra, mentre i radical di sinistra che lo votano si guardano con molta attenzione l’ombelico, è in campo un gruppo politico senza leadership, molto diviso e che non sa che cosa fare del Paese.
Il Pd sembra dentro un dilemma che non è più quello di alcuni mesi fa e che è sempre più drammatizzato.
Renzi vuole un partito personale. Non chiede altro. In questo senso è fuori da tutte le culture politiche che si sono agganciate a visioni, idee, blocchi di potere ed elettorali e da qui hanno costruito leadership.
In questo senso Renzi davvero assomiglia al D’Alema, clintoniano, liberista, comandante in capo dei bombardamenti sulle terre serbe.
UN PD IN RIVOLUZIONE PERMANENTE. Certo, Renzi non assomiglia a Prodi che aveva una sua idea di politica e di modello economico per l’Italia, non è Craxi che voleva modernizzare il Paese anche con modifiche profonde e dolorose (la scala mobile, la grande riforma), con metodi assai discutibili ma sempre nell’ambito di una cultura socialista di rango europeo e di una tradizione internazionalista.
Il Pd che vuole Renzi rottama in continuazione, è in rivoluzione permanente finendo così per travolgere da solo anche le proprie casematte.
I suoi oppositori che lo contrastano in nome di una visione lavorista e radical non sanno trovare ispirazioni più profonde.
Credo che metodologicamente bisogna avere il coraggio di mettere per qualche minuto indietro le lancette dell’orologio per poi scattare in avanti.

Il socialismo è in crisi, ma rappresenta la nostra speranza

Jo Cox

Le lancette vanno riportate a quel momento in cui il Pci che si scioglieva poteva diventare socialista.
Poteva farlo aprendosi ai socialisti veri. Che tuttavia proponevano con Craxi la formula fagogitante dell’Unità Socialista.
Invece, come si sa, siamo andati oltre, talmente oltre che stiamo tornando ai blocchi di partenza.
Ora si deve ripartire dal socialismo proprio nel momento in cui questo sembra in crisi in Europa.
SOCIALISTI DI DESTRA, VADE RETRO. Bisogna partire da una idea di critica della società contemporanea e capitalistica, anche se gli editorialisti del Corriere ne saranno scandalizzati, e proporre nuovi modi di convivenza che, considerando scontati il mercato, la difesa dell’imprenditoria, lo smantellamento dello Stato deforme e inefficiente, ci porti a un intervento pubblico che guidi l’economia nei nuovi obiettivi tecnologici, a istituzioni che funzionino senza faragginosità, a una democrazia solida né fondata solo sulla Rete né tanto meno sul plebiscitarismo che va tanto di moda.
Questa ripresa del socialismo non ha diritti di autore da pagare.
I socialisti che sono andati a destra hanno poco da reclamare. Se sono andati a destra sono di destra. Che cosa abbiano fatto nel passato non dà alcun titolo per giudicare chi vorrà riproporre il socialismo del futuro. Con loro no, partita chiusa e cattedra abolita. Capito Brunetta e Parisi?
JO E LE NUOVE GENERAZIONI Ci sono invece socialisti rimasti nel campo della sinistra, ci sono post comunisti che non hanno capito che cosa ci vogliano proporre Renzi-Chicco Testa- Claudio Velardi, e quindi non hanno interesse per loro.
E c’è il mondo dei “nuovi”, dei nativi, che cercano una politica cha abbia un senso, una visione del futuro, che sappia criticare la società e anche il totem capitalistico di fronte all’affiorare di diseguaglianze paurose. Ragazze e anziani che non si accontentano.
Quelli che quando hanno letto di Jo Cox hanno capito che era una di noi.

Twitter @giuseppecaldaro

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