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POLEMICA 17 Giugno Giu 2016 1917 17 giugno 2016

Roma, Raggi e gli incarichi alla Asl di Civitavecchia

La grillina non avrebbe dichiarato due consulenze. Sabella: «Avviso di garanzia atto dovuto». Lei: «Solo fango».

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Virginia Raggi e Luigi Di Maio.

A rovinare la festa pentastellata di Virginia Raggi a Ostia non è stato l'ennesimo attacco del Pd, ma uno scoop del Fatto Quotidiano.
Il giornale ha infatti scoperto due incarichi legali di recupero crediti -affidati dall'Asl di Civitavecchia - uno del 2012 e uno del 2014 per un totale di 13 mila euro - che l'avvocato non avrebbe dichiarato, se non nel 2015.
ALBO O NON ALBO? Non solo: nel 2014, però, Raggi era già consigliere comunale e non faceva parte dell'albo dei professionisti creato nel 2012 dal quale devono essere scelti i legali a cui affidare gli incarichi.
«Nel 2012 non era necessario essere iscritti nell'albo speciale se non ovviamente a quello degli avvocati», raplica però la diretta interessata. L'incarico era fiduciario. Il mio mandato era quello di mettere in esecuzione una sentenza della Corte dei conti per far recuperare soldi alla Asl che era stata sostanzialmente truffata».
ZINGARETTI DISPONE UN'INDAGINE. Il governatore del Lazio Nicola Zingaretti ha subito disposto una indagine: «Io non ne sapevo nulla», ha chiarito. «Un presidente della Regione, com'è ovvio, non interviene nelle singole decisioni gestionali che spettano agli apparati amministrativi. Ma di sicuro è mio dovere verificare che queste scelte avvengano nel pieno rispetto dei criteri di legittimità e opportunità».
E ha aggiunto: «Ho appena chiesto alla Asl di Civitavecchia di relazionare sulle ragioni che hanno portato ad affidare l'incarico, il suo oggetto e l'importo e, cosa più importante, i risultati raggiunti dalla Asl grazie al lavoro che avrebbe dovuto essere svolto».

L'attacco di Sabella: «Avviso di garanzia è atto dovuto»

Ignazio Marino con Alfonso Sabella.

Immediata la raffica di attacchi del Pd che ha accusato la candidata di «amnesia» reiterata, dopo aver omesso dal curriculum il praticantato svolto nello studio Previti e il posto nel cda della società di Panzironi, braccio destro di Alemanno.
Da consigliere, Raggi era infatti tenuta a dichiarare annualmente la situazione patrimoniale e professionale. Ma il primo dicembre 2014 ha negato di aver assunto incarichi e percepito compensi da altri enti pubblici o privati. Sorvolando sull'incarico dell'Asl di Civitavecchia.
«AVVISO DI GARANZIA? ATTO DOVUTO». Per questo, ha dichiarato all'HuffPost Alfonso Sabella, ex assessore della Giunta Marino e in caso di vittoria di Roberto Giachetti futuro capo di Gabinetto, «l'avviso di garanzia alla Raggi è un atto dovuto. Per colpa o per dolo siamo davanti all'ipotesi di reato continuato di falso ideologico in atto pubblico».
«Fui io a controllare le autocertificazioni e Raggi dichiara l'incarico dopo che iniziano i controlli, non prima», continua Sabella. «Quello che mi colpisce è che Raggi dichiara il suo incarico del 2012 solo nel 2015, cioè dopo che scoppia Mafia Capitale e dopo che, arrivato in Campidoglio, tra le prime cose che faccio c'è quella di controllare le autocertificazioni».
«VANNO DICHIARATI GLI INCARICHI, NON I COMPENSI». La legge, secondo l'ex assessore, parla chiaro: «Il modulo predisposto dal Comune prevedono che devi dichiarare i compensi percepiti e gli incarichi ricevuti dalla pubblica amministrazioni».
Questo perché «i cittadini vogliono sapere quali incarichi hai non quanto guadagni. Raggi non dichiara l'incarico del 2012 né nel 2013, quando diventa consigliere comunale, né nel 2014. Ma solo nel 2015, dopo che è scoppiata Mafia Capitale e dopo che io iniziai a verificare le autocertificazioni».
Il magistrato smentisce così la versione del legale di Raggi secondo il quale tutto sarebbe stato dichiarato al momento della fatturazione. «La legge e il modulo predisposto dal Comune prevedono che devi dichiarare i compensi percepiti e gli incarichi ricevuti dalla pubblica amministrazioni comunque comportanti oneri a carico della finanzia pubblica».
«ELEGGIBILITÀ NON IN DISCUSSIONE». Potrebbe trattarsi di una svsita, «se colpa o dolo lo accerterà il giudice», attacca Sabella che però mette in chiaro: «A questo punto l'avviso di garanzia alla Raggi è un atto dovuto. Anche se resta eleggibile: non trattandosi di reato contro la pubblica amministrazione e non essendo realisticamente ipotizzabile una pena superiore a due o tre anni di reclusione un'eventuale condanna non comporta ineleggibilità o incandidabilità. Questo dal punto di vista giudiziario».
Dal punto di vista politico però Sabella non vede le differenze con Ignazio Marino: «Anche per lui era un indagine per quattro scontrini. Mi colpisce che un avvocato che si candida a sindaco commetta questo tipo di errori. È una vicenda politicamente molto rilevante».
RAGGI: «GOCCE DI FANGO PRIMA DEL BALLOTTAGGIO». Raggi rispedisce al mittente ogni accusa. «Questa è l'ultima goccia di fango prima del ballottaggio», ha tagliato corto. «Continuano ad attaccarmi sul mio lavoro perché non hanno argomenti. Noi siamo più forti e andiamo avanti. Mancano 48 ore e avremo finalmente la possibilità di voltare pagina».

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