Parisi Sala Milano 160617211817
SCENARIO 18 Giugno Giu 2016 1800 18 giugno 2016

In una Milano divisa nasce la Terza Repubblica

Parisi e Sala hanno diviso vecchi partiti, sindacati e cattolici. Creando nuovi modelli politici: moderati a destra e un centrosinistra non renziano. L'analisi.

  • ...

Stefano Parisi e Giuseppe Sala.

È una Milano divisa a metà, come una mela, quella che domenica 19 giugno 2016 va a votare ai ballottaggi per eleggere il nuovo sindaco.
E che vinca Giuseppe Sala o Stefano Parisi, lunedì inizia una nuova stagione politica. Anche dal punto di vista nazionale.
Il risultato del ballottaggio (''Il peggior spareggio della nostra vita'', cit. il manifesto) tra il centrodestra e il centrosinistra milanese resta un mistero a poche ore dal voto.
Impossibile prevedere un risultato, tanto che c'è chi già chi sostiene che serviranno riconteggi perché la differenza tra i due sarà minima.
CITTADINANZA SPACCATA. Ma a l'operazione Parisi da una parte quella di Sala dall'altra, in questa fase così confusa di transizione dal dominio di Silvio Berlusconi a quello di Matteo Renzi, hanno già sancito una spaccatura netta della cittadinanza milanese.
Sono divisi i sindacati, i cattolici, è divisa la sinistra, la destra, la comunità ebraica, la comunità musulmana, sono divisi pure i grillini e i Radicali: le candidature dei due manager hanno frantumato tutto quello che potevano frantumare dei vecchi partiti, delle vecchie logiche della Prima e Seconda Repubblica.
DIALOGO DESTRA-GRILLINI. Per questo la vittoria di uno o dell'altro potrebbe lasciare un nuovo modello di fare politica, forse davvero la nascita della Terza Repubblica.
Lo sanno bene i sostenitori di Parisi, Berlusconi in primis, che con una vittoria rilancerebbero un'idea di coalizione moderata e unita, dalla Lega Nord di Matteo Salvini fino al Nuovo centrodestra di Angelino Alfano.
Soprattutto una forza capace di dialogare con il Movimento 5 stelle, se come previsto arriveranno molti voti grillini a sostegno dell'ex amministratore delegato di Chili Tv.
RENZI IN CERCA DI OSSIGENO. Ma della delicatezza della partita di Milano è conscio lo stesso Renzi: data per probabile la sconfitta a Roma, una vittoria nel capoluogo lombardo potrebbe quantomeno concedergli un po' di respiro in vista del referendum di ottobre 2016 sulla riforma della Costituzione.

Il Pd è andato bene, ma Sala si definisce ''non renziano''

Matteo Renzi con Giuseppe Sala.

Ma quanto peserà Renzi nel capoluogo lombardo in caso di vittoria di Sala?
Questo è un dubbio che deve essere chiarito dall'ex amministratore delegato di Expo 2015 nelle ore successive al voto.
Il Partito democratico a Milano è andato bene, ma il premier si è tenuto distante dalla città come allo stesso tempo Sala continua a definirsi ''non renziano''.
In tutto questo c'è un Parisi che in caso di vittoria rischia davvero di proporre un nuovo sistema.
Perché la trovata di Berlusconi e Gianni Letta ha affondato come un coltello il tessuto economico politico milanese.
SOCIALISTI SPARSI QUA E LÀ. Da ex Psi ha diviso quel che rimane della vecchia classe dirigente craxiana, con socialisti sparsi qua e là, ma soprattutto presenti nelle liste di centrodestra.
Non solo. La candidatura di Parisi ha colto pure di sorpresa la comunità ebraica: alcuni candidati con Sala non ce l'hanno fatta, ce ne sono altri in lista con l'ex amministratore delegato di Chili Tv che sperano nella rimonta al ballottaggio.
SINDACATI E CATTOLICI DIVISI. I sindacati lo stesso.
La Camera del lavoro di Milano ha dato indicazione di votare Sala, ma a quanto pare, dato il passato in Cgil di Parisi, in alcune aziende municipalizzate è stata data una diversa indicazione di voto.
Così succede per il voto cattolico, con Comunione e liberazione ai ferri corti da settimane, con una parte per l'uno e una per l'altro.
Ancora più delicata è la questione musulmani, tra polemiche di ogni tipo che hanno contrassegnato gli scontri di questi giorni tra Sala e Parisi su presunti estremisti islamici nelle liste del primo turno.
LA SINISTRA SI TURERÀ IL NASO? C'è poi chi si tura il naso a sinistra, come ha ricordato Gianni Barbacetto su Il Fatto Quotidiano, anche se a guardare i commenti dei sostenitori di Basilio Rizzo dopo la scelta di appoggiare l'ex uomo di Expo potrebbe non accadere neanche quello.
Di sicuro la Milano che uscirà dalle urne sarà divisa. Come i municipi andati cinque al centrodestra e quattro al centrosinistra.
Parisi e Sala non avranno vita facile a governare, anche devono dovranno ricucire e ricompattare queste divisioni. E poi c'è l'incognita sulla politica nazionale. Ma questo si capirà solo tra 48 ore.


Twitter @ARoldering

Articoli Correlati

Potresti esserti perso