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COMUNALI 18 Giugno Giu 2016 0900 18 giugno 2016

Napoli, la svolta ''rivoluzionaria'' di De Magistris

Assemblee popolari. Reddito di cittadinanza. Lotta agli sfratti. La destra parla già di stalinizzazione. Cosa c'è di vero nel piano autonomista di De Magistris.

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Luigi De Magistris.

Al ballottaggio si va, ma in un clima avvelenato da sparatorie, risse, insulti, esagerazioni.
I problemi di Napoli? Neanche una parola.
Sgambetti, indagini giudiziarie, sospetti e imbrogli.
Il Partito democratico lecca le sue ferite (che si è procurato da solo).
Luigi de Magistris già festeggia, frantuma i piatti in trattoria, eccede in trionfalismi.
Il centrodestra gonfia il petto, ma sotto sotto è frustrato per i troppi punti che distanziano Gianni Lettieri dal sindaco uscente.
CHE POLEMICA SU HAMAS. A incendiare ancor di più gli animi ha provveduto lo scrittore Roberto Saviano che, dopo aver visto un paio di foto-ricordo di palestinesi armati in compagnia di una candidata eletta in Consiglio comunale, ha scritto preoccupato su la Repubblica che Napoli «è ormai come Gaza», cioè «un territorio di conquista per le avanguardie di Hamas che appoggiano il sindaco uscente».
L’“avanguardia” del nazionalismo palestinese infiltrata - secondo Saviano - in terra vesuviana, cioè la giovane donna napoletana fotografata in compagnia dei palestinesi in armi, è la candidata Rosa Schiano, militante di Emergency e attivista di International solidarity movement che sulla pagina Facebook appare mentre salva un bambino dagli orrori della guerra.
Nel mirino di Saviano, anche Eleonora De Majo, accusata di essere nemica di Israele e ultrà filo palestinese. Ma chi è Eleonora de Majo? Una giovane donna candidata (ed eletta) nella lista De.Ma che fa capo all’ex pm.
Sulla pagina Facebook c’è una sua foto (senza palestinesi) in cui appare “armata” sì, ma solo di un megafono durante una pacifica manifestazione.
GAZA? BUFALE VESUVIANE. Lei racconta (senza smentite) di essere «una ricercatrice precaria, attivista del laboratorio Insurgencia».
Di che cosa si occupano Insurgencia e la de Majo? Più che di kalashnikov e blitz armati, si fanno carico della chiusura - per esempio - dell’ospedale San Gennaro nel centro storico di Napoli cui la popolazione locale si sta opponendo con cortei (autorizzati) e proteste.
Oppure dei funerali dell’ennesima vittima innocente di camorra al lotto 0 a Ponticelli.
O dell’autista di autobus pubblici aggredito e picchiato in pieno giorno da un utente “nervoso” per i ritardi alla partenza.
E le armi? E Hamas? E Napoli come Gaza? Bufale vesuviane.
LA DESTRA È «SPAVENTATA». Quelli del centro e quelli della destra, che tifano per l’imprenditore Gianni Lettieri, sanno bene che il rischio di “palestinizzazione” paventato da Saviano non regge per nulla e che paragonare Napoli alla striscia di Gaza può essere solo una battuta a effetto.
Però, un po’ fanno finta di crederci. E un po’ si dicono «assai spaventati» dal modello politico e amministrativo che de Magistris e i suoi stanno proponendo agli elettori per i prossimi cinque anni.

Napoligrad: città stalinista, autonomista, contro Renzi e contro tutti

Luigi de Magistris durante un incontro elettorale.

«La verità», sussurra qualche osservatore più attento, «è che mai come stavolta il centrodestra a Napoli non ha elaborato una credibile proposta di amministrazione e deve puntare su un leader come Lettieri nel cui ruolo in molti avrebbero preferito la salernitana Mara Carfagna (solo capolista il 5 giugno, ma con quasi 6 mila preferenze)».
Perciò, secondo tale tesi, in vista del temuto ballottaggio al centrodestra di Napoli non resta che demonizzare il più possibile quel che gli avversari propongono.
Anzi, spingersi oltre: «Napoli come Gaza? Può darsi», dicono, «ma il modello che si vuole imporre appare ben più pericoloso: Giggino (cioè de Magistris) pensa a una sorta di Napoligrad, una città stalinista, autonomista, anti-governativa, che si schiera non solo contro Matteo Renzi, ma contro tutti».
«QUARTIERI COME SOVIET». Poi, la stoccata finale: «Lui vuol instaurare nei quartieri qualcosa che assomiglia molto ai soviet di antica memoria».
Ci risiamo, insomma: da Gaza ad Hamas, dal rischio stalinismo ai soviet - addirittura - che presto comanderanno nei quartieri mummificati e ridotti a gulag.
Già, ma al di là delle esagerazioni, che cosa davvero propone de Magistris?
E quale è la Napoli che lui intende amministrare? «Fra i tanti errori commessi, il merito dell’ex pm», rileva chi dal 2011 lo ha seguito senza paraocchi, «è stato quello di non aver compresso, dopo le cosiddette assemblee popolari avviate e subito fallite nel 2011, l’attività sociale svolta nei quartieri, specie quelli del centro storico, da decine di associazioni, gruppi, movimenti, aggregazioni di ogni tipo, matrice e natura. In questi anni c’è stato chi si è organizzato per rianimare un’aiuola ormai smunta. E chi ha fatto arredo urbano. O doposcuola. Chi ha ripristinato la pubblica illuminazione. E chi ha garantito che un disabile potesse salire e scendere da casa. Insomma: si sono viste mille semplici ma rivoluzionarie iniziative di rione».
IL PATRIMONIO DEI TERRITORI. Partecipazione dal basso. Quotidiana. Contagiosa.
E straordinaria, secondo molti, perché spesso attivata in aree territoriali in cui ogni giorno si spara, si fa prepotenza e il senso della comunità è ridotto al lumicino.
Commenta un osservatore: «Oggi, grazie al pullulare magmatico della gente nei quartieri, il sindaco uscente si ritrova a disposizione un patrimonio di esperienze davvero unico e prezioso».
Bisogna organizzarlo, però. E dargli una veste giuridica ben identificabile.

Rivendicano diritti sul modello catalano

Il modello autonomista proposto da Luigi de Magistris è già stato definito dal centrodestra Napoligrad.

Si chiama “Massa-critica” questo insieme di realtà in movimento che rivendicano la piena autonomia da tutti (compreso da Podemos e dagli Indignados spagnoli cui si ispirano).
E, come è già accaduto nella Barcellona del sindaco Ada Colau (Barcelona en comune), rivendicano il diritto al reddito di cittadinanza, alla battaglia contro sfratti e super mutui, all’abbandono dei vincoli di bilancio, all’affidamento di spazi abitativi da ristrutturare, all’autonomismo, al no a qualsiasi forma di colonizzazione, all’insofferenza per i commissariamenti imposti dal governo (a cominciare, spiegano, da quelli a Bagnoli e al Porto di Napoli).
SONO NEO ISTITUZIONI. I gruppi parlano anche di “neo istituzioni”, o meglio di Nuove Autorità pubbliche.
Di che si tratta? Nel modello ipotizzato, le assemblee popolari (ne sono attive già tre: a Bagnoli, nel centro storico, nella periferia Nord) discutono e scelgono i destini del territorio in sintonia con le municipalità.
Le scelte verranno poi esaminate dall’Osservatorio, un organismo da istituire in seno a palazzo San Giacomo (sede del Municipio) costituito da esponenti delle assemblee e da esponenti dell’amministrazione comunale.
Il compito dell’Osservatorio sarà di operare una ulteriore selezione delle proposte perché poi siano trasformate - tramite l’iter procedurale tradizionale - in delibere esecutive.
Sul piano più generale, Massa-critica è per l’innalzamento del livello dei servizi, è contro il referendum costituzionale di ottobre e contro i grandi accordi commerciali globali (dal Ttip tra Paesi Ue e Usa al Nafta tra Usa e Canada fino al Ceda tra Canada e Paesi Ue).
SPERIMENTAZIONE SOCIALE. Sarà dunque Napoligrad, come si paventa a destra? «Può darsi», ribattono gli interessati.
È forse solo un’utopia per sognatori? «Non è da escludere», osserva chi sta studiando il fenomeno, «come non si può escludere il rischio che tali forme di sperimentazione sociale possano sfuggire in parte di mano a chi le anima e produrre risultati diversi da quelli auspicati».
Chi è vicino al sindaco de Magistris dice però che «un dato appare indiscutibile: questo appena descritto è l’unico modello amministrativo elaborato sul territorio rispetto a un tessuto sociale sfibrato dalla crisi e dalla criminalità dilagante e rispetto a una classe dirigente incapace di progettualità che ha relegato Napoli e il Sud d’Italia in un ruolo marginale e subalterno come mai era accaduto».


Twitter @enzociaccio

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