Roma Voto Elezioni 130524164400
POLITICA 18 Giugno Giu 2016 1613 18 giugno 2016

Raggi e gli incarichi alla Asl: «Ecco i documenti»

La candidata M5s: «Tutto dichiarato». Serracchiani: «Resta una bugiarda».

 

  • ...

La sede del Campidoglio.

Altro che giornata di silenzio elettorale. La vigilia del ballottaggio per le amministrative romane è diventata una guerra tra M5s e Pd attorno al caso degli incarichi ricoperti dalla candidata pentastellata Viriginia Raggi per la Asl di Civitavecchia. La vicenda portata alla luce dal Fatto Quotidiano riguarda due incarichi ottenuti dall'avvocato Raggi nel 2012 e nel 2014 e non dichiarati come previsto dalla legge. La polemica è esplosa il 17 giugno e il candidato del Pd Roberto Giachetti ha invitato la concorrente a fare chiarezza: «Raggi dovresti chiarire. Questi sono reati, è il codice penale. Come minimo, sei bugiarda. Come la spieghi stavolta?». La replica è arrivata il 18 giugno, giorno in cui i candidati dovrebbero rispettare, appunto, il silenzio elettorale.
«DICHIARAZIONE NEL 2015». «Solo per dimostrare la pochezza di certe accuse. Ecco l'autocertificazione del 2015, nella quale specifico di aver svolto l'incarico, come legale fiduciario, per conto della Asl di Civitavecchia, percependo un acconto di 1.878,69 euro e specificando, tra l'altro, la data di emissione della fattura, vale a dire il 2014. L'autocertificazione è del 2015 perché è nel 2015 che percepisco - come recita l'allegato - il relativo compenso. Per quanto riguarda invece l'incarico del 2012 non ero ancora consigliere e non era previsto alcun albo speciale», ha scritto la Raggi su Facebook. La legge, però, prevede non solo la dichiarazione degli incarichi nel momento dell'incasso, ma anche in quello dell'assunzione, per prevenire eventuali conflitti di interesse.
La Raggi ha concluso: «Con questa mia ultima delucidazione sull'ennesimo attacco montato ad arte dal Pd si chiude una delle campagne più sporche degli ultimi anni». Ma la campagna non si è chiusa affatto.




Dal Partito democratico, infatti, hanno subito fatto notare la violazione del silenzio elettorale. «Violano il silenzio elettorale per dire bugie. Le cose stanno così, altro che tutto regolare», è il messaggio lanciato su Twitter dal commissario del Pd romano Matteo Orfini e seguito da diversi messaggi simili di altri rappresentanti dem.
Ma di silenzio elettorale non sembra preoccuparsi nemmeno Deborah Serracchiani, secondo la quale le spiegazioni di Raggi non sono sufficienti a porre fine alla vicenda degli incarichi.
«RAGGI BUGIARDA SUGLI INCARICHI». Su Facebook, la vicesegretaria del Pd ha rilanciato uno stralcio video dell'intervento di Virginia Raggi nella 'sfida' a SkyTg24 nel quale la candidata M5s sostiene: «Quando io ho fatto il consigliere, quindi nei tre anni precedenti (cioè 2013-2015, mette in evidenza un 'sottopancia'), lavorando circa 10 ore al giorno, mi rimaneva ben poco tempo per fare l'avvocato. Quindi ho smesso completamente di lavorare». A questo punto si interrompe il video di Raggi e appare un commento alle sue parole: «Falso! Virginia Raggi ottiene una consulenza dalla Asl di Civitavecchia nel 2014, solo che non la dichiara al Comune come richiesto dalla legge e se ne ricorda solo nel 2015 dopo Mafia Capitale. Virginia Raggi ha dichiarato il falso al Comune di Roma e detto il falso ai romani: altro che onestà onestà!». A questo punto appare l'immagine del titolo del 'Fatto quotidiano' e quella della dichiarazione 2014 firmata da Raggi di non aver avuto incarichi presso enti pubblici.
E poi la chiosa, sottolineata da un suono di allarme: «Non votare un sindaco bugiarda!».
«Per la prima volta chi si è sempre sentito 'intoccabile' si renderà conto di non essere migliore dei cittadini», ha ribattuto a distanza Alessandro Di Battista (M5S), «Capite allora le ragioni del loro costante nervosismo, del loro fango quotidiano verso il M5S, dei loro attacchi scomposti».
Intanto è circolata la notizia dell'apertura di un fascicolo da parte della procura di Roma. L'associazione Anlep avrebbe presentato un esposto, che riportando il contenuto dell'articolo di Fatto Quotidiano sulle omissioni della candidata, ipotizzava il reato di falso ideologico. Ma la procura ha smentito sia l'apertura del fascicolo che la ricezione dell'esposto. E, successivamente, si è scoperto che il vicepresidente dell'associazione ha anche un incarico nel Pd del Lazio.
POLEMICHE SU LO CICERO. Ma non finisce qui. Andrea Lo Cicero, campione di rugby ieri indicato come assessore a cinque stelle, è al centro di polemiche sul web. Viene ripostato su twitter un articolo di Liberation del 2006 che riporta una sua condanna a pagare 150mila euro di danni al Tolosa per aver giocato con la nazionale italiana contro la Spagna il 22 settembre 2003, mentre per il club francese era in congedo per malattia. «Onestà sì, ma solo a casa degli altri», twitta un utente. «So' andati a riprende la multa fatta a Lo Cicero 10 anni fa... Patetici», ribatte un altro. Nel mirino ci sono pure alcune esternazioni sportive del rugbista: «Io uso solo il paradenti... Ci sono molti giocatori, specie quelli più giovani, che usano le protezioni per le spalle. Roba da fro... ». Tra le prime a stigmatizzare il lessico usato c'è Paola Concia (Pd): '«Roba da fro...' così scrive Lo Cicero candidato assessore con Raggi. 'Fro...' romani sveglia!!!». Rincara la dose, Vladimir Luxuria: «Raggi annuncia assessore omofobo». Domani la parola, l'ultima e definitiva, passa ai romani.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso