ELEZIONI 20 Giugno Giu 2016 0024 20 giugno 2016

Ballottaggi, valanga M5s sul Pd di Renzi

Raggi conquista Roma e doppia il dem Giachetti. Appendino si prende Torino. Staccando Fassino di 9 punti. Il Movimento vince 19 ballottaggi su 20. I risultati.

  • ...

Una «sconfitta netta e senza attenuanti a Roma e Torino contro le candidate del Movimento 5 stelle» e una «vittoria chiara e forte a Milano e Bologna contro i candidati delle destre».
È questa l'analisi ufficiale, a caldo, fatta dal Partito democratico sull'esito dei ballottaggi.
Si tace di Napoli, dove Luigi de Magistris ha ottenuto com'era prevedibile il secondo mandato e la candidata dem, Valeria Valente, è stata eliminata al primo turno. No comment su Trieste, passata al centrodestra.
La riflessione definitiva è rimandata alla direzione nazionale, convocata in anticipo per venerdì 24 giugno, subito dopo il referendum inglese sulla Brexit.
LE DIMENSIONI DEL TRIONFO GRILLINO. Ma a ben guardare, la portata del trionfo di Virginia Raggi a Roma e di Chiara Appendino a Torino minaccia di seppellire se non Matteo Renzi, che fino all'ultimo ha tentato di circoscrivere l'importanza del voto a livello locale, almeno il renzismo. Le ragioni sono tre.
La prima è che Raggi ha quasi doppiato Giachetti, mentre Appendino, a sorpresa, ha staccato Fassino di nove punti percentuali (54 contro 45%), vincendo nel capoluogo piemontese dopo 23 anni di centrosinistra. Virginio Merola, pur vittorioso a Bologna, ha messo il dito nella piaga: «Non si può governare solo dall'alto. Il Pd perde consensi nei ceti popolari e nelle periferie. È una tendenza nazionale che un partito di sinistra non può ignorare».
VITTORIA ANCHE NEI CENTRI PIÙ PICCOLI. La seconda ragione è che, come sottolinea il blog di Beppe Grillo, «stando ai risultati attuali» il M5s ha vinto «in quasi tutti e 20 i comuni dove è andato al ballottaggio».
Per l'esattezza, si è affermato in 19 sui 20 comuni sopra i 15 mila abitanti chiamati al secondo turno.
Grillo stesso ha festeggiato così, offrendo una rappresentazione plastica della sua soddisfazione.

  • Beppe Grillo festeggia le vittorie del Movimento 5 stelle, dal balcone dell'albergo romano dal quale ha seguito i ballottaggi.


REFERENDUM IN BILICO. La terza ragione è che se il 19 giugno si fosse votato per le Politiche con l'Italicum, secondo un recentissimo sondaggio Emg per La7 il Pd avrebbe ottenuto il 31,4% e il M5s il 29,1%. Margini di vantaggio ridotti al lumicino, quindi. E se in ballo ci fosse stato il referendum costituzionale, i sì alla riforma avrebbero raggiunto il 28,6%, i no il 27,2% e gli astenuti il 45,5%.
In prospettiva, all'indomani di questi ballottaggi, il vento che ha spinto fino qui il nuovo Pd del segretario-premier rischia di perdere la sua residua potenza e le urne hanno fatto suonare il primo, vero campanello d'allarme per il rottamatore fiorentino, dopo lo storico 40,8% ottenuto alle Europee del 2014.
M5S MACCHINA DA BALLOTTAGGI. Nel frattempo, in attesa della fatidica deadline del referendum di ottobre, Virgina Raggi è diventata il primo sindaco donna della Capitale con il 67,5% dei voti, mentre Chiara Appendino ha espugnato Torino con il 56,7% delle preferenze.
I 5 stelle si confermano dunque una «macchina da ballottaggi», per citare l'autorevole definizione dell'Istituto Cattaneo. Caratteristica che con l'attuale legge elettorale li mette in rampa di lancio anche su scala nazionale.
AFFLUENZA IN CALO, MA NESSUNA PENALIZZAZIONE. Altro dato niente affatto trascurabile: il Movimento di Grillo non è stato penalizzato dall'affluenza in calo, precipitata un po' ovunque rispetto al primo turno. A Roma il dato ufficiale si è attestato al 50,19%, contro il 57,02% del 5 giugno. Livelli simili anche a Torino, Milano e Bologna, mentre a Napoli soltanto il 35% degli elettori è andato a votare. La valanga pentastellata punta adesso a Palazzo Chigi: «Siamo pronti a governare», ha detto il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, membro illustre del direttorio e probabile candidato premier.
Alle amministrazioni locali di Raggi e Appendino, alle prese con due città che hanno enormi buchi di bilancio e i cui debiti messi insieme pesano per 16,3 miliardi di euro, il difficile compito di non deludere le aspettative.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso