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ANALISI 20 Giugno Giu 2016 1300 20 giugno 2016

Ballottaggi 2016, le mappe del voto nelle grandi città

Tor Bella Monaca feudo di Raggi (79%). Nella rossa Mirafiori vince Appendino. Percentuali bulgare per il M5s in periferia. Sala bene a Milano Sud. I grafici.

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I ballottaggi del 19 giugno 2016 hanno confermato la tendenza del primo turno: la partita si è giocata nelle periferie delle grandi città.
Il verdetto vale sia per il successo annunciato di Roma di Virginia Raggi sia per la sorpresa di Torino con Chiara Appendino.
Storie diverse per Milano e Napoli, mentre a Bologna Virginio Merola riesce a conquistare un secondo mandato dopo un ventennio di ribaltamenti.

1. Roma: percentuali bulgare dei 5 stelle nei sobborghi

Il primo turno era stato solo l'inizio.
Roberto Giachetti aveva preso le zone del centro, mentre la Raggi era andata bene nei sobborghi, ma il ballottaggio ha reso ancora più nitido un quadro ormai chiaro: lo scollamento tra centro e periferia.
LA RAGGI BENE A TOR BELLA MONACA. Il simbolo del successo della Raggi è Tor Bella Monaca, estrema periferia romana.
Nel municipio 6 la neo-sindaca ha conquistato il 79,17% dei voti superando Roberto Giachetti di 52 mila preferenze.
Stesso trend nel municipio 10, quello di Ostia, sciolto per mafia nel 2015: qui la Raggi si è portata a casa il 76% dei voti, più del triplo di Giachetti.
SUCCESSO 5 STELLE ANCHE IN CENTRO. La Capitale dei salotti e della vecchia classe dirigente, quella di municipi del centro, ha percentuali meno bulgare ma il risultato rimane lo stesso: 52% nel municipio uno e 51% nel due.
Oltre a questi però è difficile trovare una zona in cui la Raggi sia scesa sotto il 60%, ma il messaggio è stato chiaro: il ribaltone della capitale arriva dalle periferie.

  • Passare con il mouse sopra i municipi per vedere le percentuali di voto di Virginia Raggi (fonte: Comune di Roma).

2. Torino: il M5s vince anche a Mirafiori, feudo della sinistra

A Fassino è rimasto solo il centro. Tutto il resto è dei cinque stelle.
La mappa elettorale è chiara e spiega, almeno in parte, la sconfitta del sindaco uscente.
Come a Roma anche a Torino il voto ha messo nero su bianco lo scollamento tra centro e periferia.
Fassino ha mantenuto il controllo di Crocetta con il 59% dei voti, ma ha perso nel resto della città.
Il successo della Appendino parte da Borgo Vittoria, periferia Nord della città.
Qui la candidata dei cinque stelle ribalta il centro portandosi a casa il 64% dei voti con 32.361 preferenze.
IL 62% A BARRIERA DI MILANO. Il successo elettorale dei pentastellati ha stupito molti.
La Appendino ha puntato tutto sul dialogo con la gente dei sobborghi, così ha conquistato anche il quartiere Barriera di Milano dove ha preso il 62%.
Per Fassino la caduta più significativa di tutte è stata forse quella di Mirafiori, feudo di sinistra dove però la neo-sindaca ha preso il 55,9%.

  • Passare con il mouse sopra i municipi per vedere le percentuali di voto (fonte: Comune di Torino).

3. Milano: Sala non sfonda a Nord e in zona stazione Centrale

È stata la sfida più combattuta di tutte e alla fine la differenza è stata molto risicata: 17.429 voti, più dei 4 mila del primo turno.
Alla fine quasi tutta la città ha votato in maggioranza per Sala, anche se si può notare una certa spaccatura tra Nord e Sud.
VIA PADOVA PER PARISI. In generale il neo sindaco e Stefano Parisi sono rimasti vicinissimi nei municipi sette e otto, mentre nel due, quello che comprende la zona della stazione Centrale, viale Monza e via Padova, è andato al candidato del centrodestra con il 50,4% dei voti.
Curioso il fatto che il municipio limitrofo, il tre, sia stato quello con il successo più ampio (55%) per Sala.
L'ex amministratore delegato di Expo conquista palazzo Marino soprattutto confermandosi in centro (52,6%) e a Sud, dove la forbice con Parisi è stata più ampia.
TESTA A TESTA NEI QUARTIERI PIÚ POPOLOSI. In generale i testa a testa tra i due sono avvenuti nei quartieri più popolosi.
In alcuni casi la differenza è stata di soli 315 voti, come nel caso del municipio 7.

  • Passare con il mouse sopra i municipi per vedere le percentuali di voto (fonte: Comune di Milano).

4. Napoli: plebiscito per De Magistris ma senza boom del 2011

Doveva esserci un plebiscito e alla fine c'è stato.
Luigi de Magistris è stato confermato sindaco di Napoli con il doppio dei voti dello sfindate, 185.907 contro 92.174.
Se la vittoria è stata ampia, quello che è mancato è stato il boom del 2011.
PERSI 65 MILA VOTI. Nella precedente tornata elettorale de Magistris aveva preso oltre 250 mila voti che però in questo caso sono venuti meno.
Colpa dell'affluenza passata dal 54% del primo turno al 35,9% del ballottaggio: cinque anni prima era del 50%.
MALE ANCHE LETTIERI. Meno voti anche per Gianni Lettieri.
Il candidato del centrodestra mantiene il risultato in termini percentuali - 34,62% nel 2011 e 33,15% nel 2016 -, ma perde migliaia di voti in termini assoluti.
Il candidato di Forza Italia passa dai 140.203 della tornata precedente ai 92.174 del 19 giugno.

  • Passare con il mouse sopra i municipi per vedere le percentuali di voto di Luigi de Magistris (fonte: Comune di Napoli).

5. Bologna: Merola ha perso in cinque anni 22 mila voti

Alla fine Virginio Merola è riuscito a vincere un secondo mandato dopo anni di continui cambi: era infatti dal 1993 che un sindaco non veniva rieletto.
In termini percentuali Merola ha superato la sfidante Lucia Borgonzoni di quasi 10 punti percentuali, con una differenza di 14 mila voti.
Numeri molto lontani dal successo del 2011.
NEL 2011 106 MILA PREFERENZE. Nella precedente tornata elettorale Merola diventò sindaco già al primo turno con 106 mila voti, che però in cinque anni si sono sgonfiati.
Merola ha infatti lasciato per strada 22 mila volti.
LEGGERO AUMENTO PER IL CENTRODESTRA. La candidata della Lega e del centrodestra ha aumentato leggermente le preferenze rispetto al 2011.
All’epoca il candidato di Forza Italia Manes Bernardini ottenne 63 mila voti, passati ai 69 mila della Borgonzoni.

  • Passare con il mouse sopra i municipi per vedere le percentuali di voto (fonte: Comune di Bologna).


Twitter @AlbertoBellotto

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