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TERRORISMO 20 Giugno Giu 2016 2000 20 giugno 2016

Iran, media: «Sventati attentati a Teheran in stile Parigi»

I servizi puntano il dito contro Riad: «La mente è wahabita». Rohani apre all'import Usa di auto e aerei.

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Una moschea a Teheran.

Un piano di attacchi suicidi per colpire contemporaneamente il centro di Teheran e di altre città iraniane è stato sventato nei giorni scorsi dalle forze sicurezza della Repubblica Islamica, che hanno arrestato numerosi terroristi e sequestrato materiale esplosivo e bombe già innescate.
A renderlo noto è stato oggi il Ministero dell'Intelligence della Repubblica islamica, con un comunicato che parla del «più grande attacco» finora progettato contro l'Iran da parte di «takfiri-wahabiti».
'Takfiri' è il termine con cui gli iraniani indicano i terroristi sunniti dell'Isis e di al Qaeda. L'ulteriore definizione di wahabiti collega il complotto all'Islam radicale praticato in Arabia Saudita. Pur senza fare nomi, le autorità di Teheran sembrano indicare mente e esecutori con legami nella penisola arabica.
«VOLEVANO INSANGUINARE IL RAMADAN». Gli attentati - hanno riferito fonti dell'intelligence - avevano l'obbiettivo di insanguinare il Ramadan e sopratutto le celebrazioni sciite del mese sacro. Alcuni media riferiscono che il piano sarebbe potuto scattare lunedì 27 giugno, in occasione delle celebrazioni per il martirio dell'Imam Ali.
Altri invece ritengono che il giorno X era previsto per giovedì 16.
STRAGI SUL MODELLO DI PARIGI. Le autorità iraniane non hanno dato molti dettagli, spiegando che le indagini sono tuttora in corso sia all'interno del Paese che all'estero. Hanno però riferito di »un progetto satanico» di attacchi suicidi paralleli, sul modello di quanto avvenuto a Parigi.
Il piano è stato neutralizzato «grazie alla collaborazione tra la popolazione iraniana e l'intelligence», ha detto il segretario del Consiglio di Sicurezza della Repubblica Islamica, Ali Shamkhani, il quale ha tenuto a puntualizzare che, grazie ad una rete informativa capillare, Teheran «continua ad essere una città sicura, più di Parigi».
VARI ALLARMI DELL'INTELLIGENCE. Nei giorni scorsi, non si sono notati particolari movimenti delle forze di sicurezza né nella capitale né in altre città iraniane. A Mashhad, ad esempio, dove si trova il mausoleo del settimo imam Reza, il santuario più sacro di tutto l'Iran sciita, i pellegrini potevano accedere ai luoghi sacri, dopo controlli di routine non rafforzati.
Ormai da mesi, l'intelligence però parla di tentativi di infiltrazione da parte di gruppi terroristici in Iran. Nel solo mese di maggio, i media hanno riferito di una ventina di cellule eliminate prima che potessero agire.
PIANI PER RICONQUISTARE ALEPPO. La scorsa settimana, le forze iraniane si sono scontrate con 'terroristi' nel Nord Ovest del Paese, al confine con la Turchia, e nel Sud-Est, al confine con il Pakistan.
La Repubblica islamica è militarmente impegnata nella guerra contro l'Isis ed altre formazioni 'takfiri' in Siria e in Iraq. Secondo alcuni media, il comandante del Corpo dei guardiani della Rivoluzione Islamica-Quds, il generale Qassem Soleimani, starebbe preparando la riconquista dell'intera area di Aleppo insieme all'esercito regolare siriano.

Prove di disgelo con gli Usa

E mentre la rivalità con l'Arabia Saudita rischia di tornare a livelli di allerta (per le accuse sugli attentati e per la progettata offensiva siriana), con gli Usa il presidente Rohani cerca di normalizzare i rapporti.
Il governo ha dato oggi il via libera all'importazione di automobili statunitensi. Le macchine potevano essere importate finora solo in alcune zone di libero commercio e con molte restrizioni.
ACCORDO CON LA BOEING. Intanto, l'aviazione civile iraniana ha confermato di aver raggiunto, dopo mesi di negoziati e un annuncio informale di qualche giorno fa, un accordo con la Boeing per l'acquisto di 100 aerei. Entrambe le notizie hanno un sapore storico, date le relazioni tra Stati Uniti e Iran, interrotte a livello diplomatico nel 1979 e tuttora problematici, nonostante l'intesa sul nucleare e la fine dell'embargo internazionale.
SANZIONI ANCORA ATTIVE. Washington mantiene ancora le sanzioni economiche contro la Repubblica islamica per il mancato rispetto dei diritti umani e un presunto appoggio al terrorismo. La decisione di ammettere l'importazione di auto statunitensi rappresenta un segnale di disgelo da parte di Teheran.
Settimane di negoziati, discussioni e ripensamenti: lunedì la nuova 'luce verde', che dovrebbe essere definitiva.

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