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DOPO IL VOTO 20 Giugno Giu 2016 2042 20 giugno 2016

Torino, la vittoria del M5s riapre il valzer delle poltrone

La vittoria di Appendino mette in questione le ultime nomine alla Compagnia di San Paolo. Nella partita c'è anche la Iren. La Tav? «Il sindaco non può bloccarla».

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Il presidente della Compagnia di San Paolo, primo azionista di Banca Intesa, è indicato dal sindaco di Torino.

Chiara Appendino irrompe come un ciclone nella politica torinese. Nel suo primo giorno da sindaca del capoluogo piemontese, ci tiene a mostrare tutta la forza del cambiamento annunciato in campagna elettorale. «Torino è una città divisa in due, c'è una parte che si sente sola. Non vogliamo più che sia così», fa sapere la pentastellata. Ma il vero affondo arriva sul tema delle nomine, l'attacco a quel 'sistema Torino' che è stato uno dei leit motiv della campagna elettorale.
«Chi ha fatto scelte che non condivido, come aumentarsi lo stipendio, dovrebbe fare un passo indietro», ha detto Appendino. Evidente il riferimento ai 400 mila euro di fondi aggiuntivi, stanziati dalla Compagnia di San Paolo per i suoi vertici sette giorni prima del voto.
APPENDINO: «NON HO CONDIVISO QUELLE NOMINE». «Non ho condiviso quelle nomine, introdurremo nel regolamento un semestre bianco, così che il sindaco uscente non possa farne», ha annunciato Appendino. Francesco Profumo, presidente della fondazione bancaria da maggio 2015, preferisce non commentare. Lo fa invece la Compagnia, attraverso un comunicato ufficiale, in cui rivendica di essere stata «partner leale e affidabile di tutte le istituzioni di volta in volta governate dai diversi colori politici».
ATTACCO AL 'SISTEMA TORINO'. L'attacco al 'sistema Torino', però, è partito. L'idea del nuovo sindaco è che i centri nevralgici di potere della città siano stati dominati da poche persone negli ultimi 23 anni, quelli guidati dal centrosinistra prima con Valentino Castellani, poi con Sergio Chiamparino e infine con Piero Fassino. Un sistema fondato sullo scambio di ruoli di potere attraverso un esclusivo processo di cooptazione, senza mai premiare la meritocrazia.
IL RUOLO DELLA COMPAGNIA DI SAN PAOLO. Cuore di questo sistema è la Compagnia di San Paolo, primo azionista di Intesa Sanpaolo. La fondazione ha un ruolo strategico per la città, di cui sostiene progetti e investimenti con risorse ingenti. È dotata di un patrimonio che supera i 7 miliardi e destina ogni anno al territorio più di 130 milioni di euro. Il presidente, per prassi, lo indica il sindaco in carica e lo stesso Chiamparino l'ha presieduta prima di diventare governatore del Piemonte. Non sorprende quindi che la partita delle nomine alla Compagnia, già terreno di scontro in campagna elettorale, ritorni subito alla ribalta all'indomani del ballottaggio.
LA DIFESA DELL'ENTE. La Compagnia si difende: «Siamo un ente autonomo, filantropico e di natura privata interessata a lavorare per e con i territori di riferimento. Ridurre il processo di nomina dei vertici a una mera questione di indicazioni politiche e spoil system non corrisponde alla realtà delle regole e dei comportamenti comportamenti», aggiunge nel suo comunicato. La questione riguarda anche la multiutility Iren, dove Paolo Peveraro, già assessore nella giunta Chiamparino e vicepresidente della Regione, è subentrato a Profumo.
«NATURA DIFFERENTE» PER LA IREN. Appendino, dopo una prima dichiarazione più bellicosa, aggiusta il tiro e precisa che si tratta di due nomine «di differente natura». Alla Iren, società quotata in Borsa, le nomine spettano spettano all'assemblea dei soci e quindi sono svincolate da un atto amministrativo in capo al sindaco, mentre i nomi della Compagnia dipendono direttamente da un atto del primo cittadino. Primi traslochi anche nelle stanze del Comune. Paolo Giordana sarà il nuovo capo di gabinetto e portavoce del sindaco, due ruoli detenuti nella giunta Fassino da Alessandra Gianfrate e Giovanni Giovannetti. Mentre Luca Pasquaretta sarà il nuovo capoufficio stampa.
TAV? «IL SINDACO NON PUÒ BLOCCARLA». Appendino vuole puntare su trasparenza e dialogo: «Spero che chi non si è sentito rappresentato da questo voto possa dialogare con noi. Noi lo faremo», assicura, chiedendo la stessa disponibilità anche sulla Torino-Lione, tema caro al Movimento 5 stelle che non ha mai fatto mistero della sua contrarietà. «Un sindaco non può bloccare la Tav, quello che farò è portare al tavolo le ragioni del no. Dialogherò con tutti e ascolterò le ragioni di tutti. E se non ci sarà dialogo possibile, lasceremo l'Osservatorio», promette la sindaca.

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