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SONDAGGIO 21 Giugno Giu 2016 1735 21 giugno 2016

Ipsos: i cattolici praticanti scelgono Raggi e Fassino

La grillina preferita da chi va in chiesa regolarmente. Insieme con Fassino. Pareggio tra Sala e Parisi.

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Virginia Raggi e Alessandro Di Battista festeggiano la vittoria.

La proposta di fare pagare l'Imu al Vaticano non ha scosso troppo l'elettorato di Oltretevere.
Stando a un'indagine Ipsos, riportata da Radio Vaticana, a Roma, tra i cattolici che frequentano settimanalmente la messa, «prevale Virginia Raggi con nettezza: 57%, contro Roberto Giachetti al 43%».
L'elettorato credente dunque ha scelto la pentastellata anche se, va detto, in una misura inferiore rispetto all'espressione complessiva degli elettori romani. «I cattolici che frequentano la Messa tutte le settimane le assegnano 10 punti in meno, mentre danno 10 punti in più a Giachetti», ha commentato Luca Comodo, direttore della divisione politico sociale dell'istituto.
Un risultto che non stupisce. Raggi e le delegazioni M5s hanno intrattenuto fin dall'inizio un dialogo con il Vaticano.
GAYFRIENDLY MA NON TROPPO. Da candidata, Raggi ha cancellato dal programma la lotta all'omo e transfobia, liquidando il tema con una riga alla voce ''Accoglienza'': «Organizzazione e promozione di iniziative per una Roma città accogliente e tollerante nei confronti di tutte le diversità». E aveva declinato l'invito al Gay Village.
Scelte forse apprezzate dai cattolici praticanti.
A dirla tutta Raggi aveva già incassato una sorta di endorsement all'inizio della campagna elettorale dal segretario di Stato vaticano Pietro Parolin che il 3 maggio le aveva augurato «ogni successo».
TORINO, LA CROCE È SU FASSINO. Nell'altra 'capitale 5 stelle' la situazione però è diversa. I segmenti cattolici più fedeli, quindi che seguono la Messa tutte le settimane, ma in parte anche quelli che ci vanno una o due volte al mese, hanno privilegiato Piero Fassino che ha incassato il 54% dei consensi, contro il 45% medio della città.
Un sostegno però che evidentemente non è stato sufficiente.
MILANO: PAREGGIO SALA E PARISI. E a Milano? Pareggio. I cattolici che vanno settimanalmente a Messa hanno votato in modo equanime per Parisi e Sala, 50%-50%.
Un risultato che secondo Comodo è dovuto «alla vicinanza di profilo dei due candidati, che non hanno polarizzato in quel segmento di elettorato, perché entrambi erano candidati appetibili, non distinguibili». Con una leggera differenza: il voto per Parisi è più elevato nei cattolici che frequentano più raramente la Messa, dove c'è tipicamente, ancora, sia pure in maniera in parte residuale, un elettorato più orientato al centrodestra. Mentre Sala ha ottenuto un risultato nettamente migliore tra chi non va mai o quasi mai alle funzioni religiose, «dove c'è una presenza importante di sinistra».

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