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L'ULTIMO MARXIANO 21 Giugno Giu 2016 0900 21 giugno 2016

Vegani contro carnivori: ci dividono per dominarci

Siamo lobotomizzati dalle multinazionali. Così non esplode la lotta Servo-Padrone.

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Quasi il 10% degli italiani è vegano o vegetariano.

Non dovrebbe essere arduo decifrare la logica sottesa ai processi con cui il potere del fanatismo economico inanella uno dopo l’altro i suoi successi. Peraltro senza mai incontrare opposizione, lotta e resistenza.
Esso vince soprattutto perché ci impone le sue mappe e le sue categorie, inducendoci a orientarci con esse.
Il risultato è scontato ed è sempre lo stesso: perdiamo in partenza, proprio perché usiamo le mappe forniteci direttamente dal nemico.
Come si può vincere una guerra del genere?
È questo il paradosso dei paradossi del tempo post caduta del Muro di Berlino (1989), in cui i dominati hanno metabolizzato i concetti del campo avversario, vuoi per ingenuità, vuoi per superficialità, vuoi per palese tradimento (è il caso del ripugnante spettacolo delle sinistre servilmente passate alla lotta per la globalizzazione, per la liberalizzazione, per la modernizzazione mercatistica, eccetera).
INFINITA CONTRAPPOSIZIONE. Dopo averci divisi tra destri e sinistri, tra atei e credenti, tra autoctoni e stranieri e, recentemente, tra eterosessuali e omosessuali, il potere tecnocapitalistico ha adesso trovato un nuovo modo per separarci e, dunque, per celebrare i suoi successi: ora ci contrappone tra vegani e carnivori.
Ecco il nuovo stratagemma per frazionare i servi e fare in modo che su tutto si contenda e si discuta fuorché sulla contraddizione di classe di tipo economico: in questo modo, anziché disporsi nella tradizionale forma verticale Servo-Signore, il conflitto resta proiettato nell'orizzontalità dello scontro tra servi in lotta tra loro, divisi tra atei e credenti, destri e sinistri, omosessuali ed eterosessuali, islamici e cristiani e ora anche vegani e carnivori.
Chiedetevi chi ha interesse a creare queste divisioni e avrete capito cos'è realmente il potere.
DICOTOMIE SURREALI. Chiedetevi perché i circenses giornalistici e la quotidiana pornografia dello spettacolo televisivo insistano a senso unico e a reti unificate su tutte queste surreali dicotomie, senza mai menzionare, neppure di sfuggita, quella tra alto e basso, tra Servo e Signore, tra dominati e dominanti, e avrete capito la logica illogica del cosmo a morfologia capitalistica.
Non è difficile. Può riuscirvi anche un bambino. Per farlo, tuttavia, occorre mettere in congedo e respingere al mittente le categorie dominanti, ritagliate su misura per non farci capire nulla dei reali rapporti. Bisogna, in altri termini, ricategorizzare la realtà.
GIOCO DELLE MULTINANZIONALI. Occorre però, in primis, vincere la dominante agorafobia intellettuale, ossia quella paura di staccarsi dalle collaudate e rassicuranti, perché sempre ribadite e da tutti condivise, categorie di pensiero che, se accettate, non fanno altro che riconfermare all’infinito l’ordine esistente.
Senza questo gesto, è inutile continuare. Ci si continuerà pateticamente a dividere tra carnivori e vegani, e intanto le multinazionali, i mondialisti senza coscienza infelice e i signori della delocalizzazione coatta continueranno a vincere, quasi increduli del successo che hanno ottenuto nel lobotomizzarci.


Twitter @DiegoFusaro

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