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INTERVISTA 22 Giugno Giu 2016 1002 22 giugno 2016

Formentini: «Il M5s sarà risucchiato dal sistema»

Formentini a L43: «Non basta dire "cambiamo tutto". Bisogna sapere come fare». Il parallelo con la Lega del 93? «Oggi c'è meno popolo, i grillini sono elitari».

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C'è un parallelo storico e politico che in questi giorni va per la maggiore nelle segrete stanze della politica italiana.
A molti non è sfuggita una certa somiglianza tra le vittorie di Virginia Raggi a Roma e Chiara Appendino a Torino alle ultime Amministrative con quella della Lega Nord a Milano nel 1993, in piena Tangentopoli.
LA SVOLTA DELLA CLASSE OPERAIA. È in sostanza la storia del successo di Marco Formentini, in un momento della storia d'Italia che segnò l'arrivo al potere nelle città del Carroccio di Umberto Bossi.
Un partito antisistema, un po' come il M5s, ma incentrato sulla scissione del Nord dal Sud, che all'epoca era ancora lontano da alleanze con la Forza Italia di Silvio Berlusconi o i Ds di Massimo D'Alema.
Altri tempi. Formentini era di certo diverso dalla Raggi e dalla Appendino, aveva un'esperienza politica nel Psi. Ma in quegli anni tra Piemonte, Lombardia e Veneto ci fu per la prima volta la scelta da parte della classe operaia di mollare il vecchio Pci, ormai travolto dalla caduta del Muro di Berlino.
LA VOGLIA DI RINNOVAMENTO. E, a guardare le periferie romane e torinesi, pare che anche adesso una fetta di società abbia voltato le spalle al Partito Democratico di Matteo Renzi. «Ci sono dei paralleli, è vero», spiega lo stesso Formentini a Lettera43.it. «Anche allora c'era voglia di rinnovamento, che poi questo di oggi sia effettivo o no saranno i fatti a dimostrarlo».
Alle ultime elezioni milanesi ha sostenuto Giuseppe Sala. Su Matteo Salvini, segretario del Carroccio, dice subito «che perdere Varese non è di sicuro una bella immagine».
E, infine, che Renzi e le riforme sono da seguire e sostenere, «sennò la speculazione ci massacra».

Marco Formentini.

DOMANDA. Formentini, la sua era una Lega di battaglia.
RISPOSTA. Era una Lega che rivendicava molto le autonomie, era in atto una rivolta contro il centralismo. La Lega voleva cambiare il Paese.
D. E il Movimento 5 Stelle?
R. Loro puntano molto sulla modernizzazione, sulla comunicazione speciale, noi non le avevamo. La Lega di allora era semplice e lineare.
D. Eravamo nel pieno di Tangentopoli, ci fu forse una chiusura da parte vostra nei confronti del tessuto economico politico del capoluogo lombardo.
R. Diciamo che la città ci sostenne in un primo momento, c'era un appoggio da parte del popolo. Ricordo le manifestazioni. Una volta facemmo una marcia da palazzo Marino fino a palazzo di Giustizia.
D. Anche i grillini sembrano sostenuti da buona parte del cosiddetto popolo.
R. A me invece sembra che stiano soprattutto su internet, non so quanto riescano a resistere alla prova dei fatti.
D. C'è meno consenso reale?
R. C'è meno popolo, sono più elitari e incollati al computer.
D. Non è che dopo la vittoria di Roma e Torino, l'amministrazione di due città legate a doppio filo con la politica, il palazzo e la finanza, anche il M5s potrebbe incappare in quello che poi capitò alla Lega di Bossi, cioè farsi inglobare dal sistema?
R. Purtroppo, politicamente parlando, è una necessità.
D. L'alleanza con Berlusconi fu la fine della Lega?
R. Allargò il raggio d'azione sul territorio nazionale. Ma seguire un certo mondo che poi si è coalizzato intorno a Berlusconi forse non ha giovato: c'erano dei colpi di un sistema ancora forte.
D. Cosa pensa di Appendino e Raggi?
R. Non sono valutabili al momento, hanno tutto da dimostrare.
D. A Torino si parla già di assalto alle Fondazioni, da Intesa SanPaolo fino a Crt.
R. Si fa presto a dire 'mando via questo, mando via quello'. Bisogna capire come fare. Non esiste da nessuna parte la regola del non governo, non puoi sostituire un sistema se non ne hai un altro.
D. La Lega riuscì poi a entrare nelle banche e nelle municipalizzate.
R. Di quella giunta sono molto fiero, tutt'ora tanti di loro sono esponenti della società civile, personaggi ancora autorevoli.
D. Ma come facevate a scegliere la classe dirigente?
R. Io per due anni in parlamento avevo creato una consulta economica, cercavo di selezionare delle personalità che erano stufe del vecchio sistema. Da lì abbiamo potuto pescare.
D. E questo non esiste tra i grillini?
R. Ma come fai nel Movimento 5 Stelle? Lì comanda la Casaleggio Associati, in pochi possono esprimersi.

Twitter @ARoldering

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