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PROFILO 23 Giugno Giu 2016 1257 23 giugno 2016

Abano, chi è il sindaco Luca Claudio arrestato per tangenti

Ex An, anti immigrati, pro-ronde. Ritratto del primo cittadino finito in manette.

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Luca Claudio, sindaco di Abano Terme.

L'imperatore, il signore delle Terme.
Per 15 anni sindaco, due mandati a Montegrotto e uno ad Abano Terme. Luca Claudio, dominus delle acque calde dei Colli euganei, aveva appena finito di festeggiare la vittoria al ballottaggio che è finito in manette per presunte tangenti nella manutenzione del Verde pubblico.
IL SISTEMA-CLAUDIO. Dalle indagini sarebbe emersa l'esistenza di un Sistema-Claudio. Per lavorare nel pubblico, a Montegrotto come ad Abano, le aziende dovevano versare dal 10 al 20% delle somme liquidate.
Nel caso di appalti rilevanti, invece, ci sarebbe stata invece una sorta di libera contrattazione tra imprenditori e amministratori sulle 'mazzette' da pagare.
IMPRENDITORI NEL MIRINO. Oltre al sindaco, sono stati raggiunti da provvedimenti di custodia cautelare Massimo Bordin, ex sindaco di Montegrotto, e tre imprenditori: Massimo Trevisan, ritenuto un 'prestanome' di Claudio e a capo di alcune società dalle quali, secondo l'accusa, sarebbero state fatte transitare le presunte tangenti; Luciano Pistorello, attivo nella manutenzione e rifacimenti stradali; e Saverio Guerrato, attivo nell'edilizia pubblica.
Indagato già nel 2015 nell'ambito di una inchiesta che aveva portato all'arresto di Ivano Marcolongo, assessore all'Ambiente di Montegrotto, Claudio si era sempre dichiarato estraneo ai fatti.
Tanto che sulla sua buona fede aveva costruito parte della campagna elettorale prendendo a prestito il titolo dell'album di Vasco Sono innocente.

La campagna elettorale di Luca Claudio.


Ma il Blasco non è riuscito a convincere la Guardia di Finanza.
«Hanno vinto i buoni contro i cattivi», aveva detto Claudio commentando la vittoria per 467 voti sulla candidata sostenuta dal Pd Monica Lazzaretto. «Ci hanno attaccati in tutti i modi, ma ce l'abbiamo fatta. Ha vinto la campagna elettorale portata avanti senza offendere».
«SIAMO USCITI PULITI». E sulle indagini aveva aggiunto sicuro: «La vittoria non cancella la ferita, che è ben presente. Abbiamo dimostrato che si può andare avanti nonostante tutto. Abbiamo dovuto sempre dimostrare di essere puliti. Ha vinto una squadra di persone vere e senza di loro non ce l'avrei fatta. Siamo andati avanti con il popolo, senza partiti e bandiere».
Non è la prima volta che Luca Claudio ha a che fare con la giustizia.
I GUAI DELL'HOTEL CAESAR. Nel 2012, in qualità di amministratore delegato e rappresentante dell'Hotel Caesar, come ha scritto Il Mattino, era stato condannato a quattro mesi per aver evaso le imposte sul reddito e l'Iva per quasi 170 mila euro.
«Non c’erano più soldi in cassa», si difese lui, «e a quel punto, ho deciso di pagare gli stipendi dei lavoratori piuttosto che le tasse». E da sindaco di Montegrotto voleva «valorizzare il territorio».
E il processo è ancora in corso.

Il sindaco che amava le ronde e i tazebao luminosi

Il santino elettorale di Luca Claudio.

Appoggiato da una serie di liste civiche, area centrodestra, Claudio però è un ex An passato alla Destra di Francesco Storace.
Insomma, di destra, ma «di destra così». E non ce ne voglia Mario Brega.
Basta scorrere la sua bacheca Facebook per scovare eventi organizzati da Forza Nuova, come quello dedicato al «delicato tema» della legittima difesa, il 18 marzo al teatro comunale.
IL BUSTO DEL DUCE IN COMUNE. E non stupisce, visto che Claudio fece discutere, tra le altre cose, anche perché aveva piazzato nel suo ufficio al Comune di Montegrotto un busto di Mussolini che venne fatto rimuovere tra le polemiche.
Sindaco sceriffo, Claudio aveva persino organizzato ronde cittadine, chiamando alle armi, o meglio ai bastoni, i suoi concittadini per punire i delinquenti.
«Una provocazione», minimizzò lui per spegnere la bufera.
«CITTADINI EMIGRATE!». Ma il meglio, a livello mediatico, lo diede a fine 2007 quando sui tabelloni luminosi di Montegrotto apparve la scritta: «Cittadini emigrate! La legge mi lega le mani e non mi permette di difendervi!».
Contro naturalmente gli immigrati, vera minaccia della cittadina benestante e termale.
Con questa luminosa iniziativa, Claudio si aggiudicò un invito a L'Infedele di Gad Lerner, con Flavio Tosi e Massimo Bitonci, passato dal governo di Cittadella a quello di Padova, sull'ideologia della sicurezza.
Comunicazione che vince non si cambia. E così i tazebao al neon di Montegrotto si riaccesero poco tempo dopo per denunciare la scarcerazione di un cittadino marocchino accusato di aver stuprato una adolescente nel Padovano.
«Cari cittadini, i clandestini in Italia possono stuprare i vostri figli! La giustizia non c'è più!!!». Punti esclamativi inclusi.

La denuncia contro Napoli e la truffa del Camorra live Show

Una manifestazione ad Abano.

La ribalta nazionale piaceva così tanto al sindaco da spingerlo, sempre lo stesso anno, a mettere becco nello scandalo rifiuti in Campania. La Giunta arrivò a denunciare il comune di Napoli e la Regione Campania per danno d'immagine al turismo termale chiedendo per di più un risarcimento di 1 milione di euro.
Com'è finita? Claudio e quattro assessori hanno dovuto rimborsare al Comune di Montegrotto un totale di oltre 33 mila euro per danno erariale.
VELLEITÀ ATTORIALI. A dirla tutta, l'ex sindaco aveva anche velleità attoriali. Era infatti stato scritturato per la parte di un avvocato playboy in quello che doveva essere il sequel di Gomorra in salsa padovana, Camorra live Show poi ribattezzato Kamorrah days.
Peccato però che la produzione si fosse rivelata una autentica truffa. Il vero film insomma fu l'organizzazione del raggiro con tanto di conferenze stampa, pubblicità e la sventolata partecipazione pure di Noemi Letizia di Casoria, quella che chiamava Silvio Berlusconi 'papi'.
Come ha raccontato Il Mattino di Padova in sei ci cascarono con tutti i piedi, versando dai 13 ai 15 mila euro a testa per ottenere una parte. Prima che i falsi produttori fuggissero, nella migliore tradizione cinematografica, col bottino.

La lunga guerra contro i preti cattocomunisti

Luca Claudio, sindaco di Abano Terme.

Recentemente, invece, il sindaco uscente è tornato ad attaccare i preti.
Già nel 2007 aveva puntato il dito contro il vescovo di Padova e il parroco di Montegrotto perché troppo morbidi con gli immigrati.
IL VANGELO SECONDO CLAUDIO. «Non è corretto generalizzare sui termini accoglienza e integrazione perché la nostra battaglia non è contro gli immigrati, ma contro gli irregolari, i clandestini e i delinquenti», scrisse Claudio in una nota. «Ricordo che le Sacre scritture dicono 'Bussa e ti sarà aperto, chiedi e ti sarà dato', non dicono 'Sfonda le porte, appropriati di ciò che trovi nelle case altrui e magari poi violenta le donne che trovi in casa'».
«NON SARÒ SINDACO DI TUTTI». Nove anni dopo i sacerdoti sono tornati nel suo mirino, perché avrebbero spinto a votare Pd contro di lui.
«Non sarò il sindaco di tutti», ha aggiunto, «certo non di chi ha attaccato così duramente la mia persona. Nei prossimi giorni chiederò udienza al vescovo, ma non mi fermerò lì. Ho deciso di dichiarare guerra al cattocomunismo e a questa cultura ipocrita e becera».
Il sindaco era intenzionato a portare addirittura testimoni «avvicinati da religiosi che cercavano di influenzare la campagna elettorale. Ho anche alcune registrazioni di quelle conservazioni a dimostrarlo».
Ora la sua contro-inchiesta contro la chiesa dovrà aspettare.


Twitter @franzic76

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