URNE 23 Giugno Giu 2016 1620 23 giugno 2016

Brexit, Regno Unito al voto: il live

Il Leave in testa con il 52% dei voti. Borse nel panico: sterlina ai minini dal 1985, a Londra crollano i futures. Cameron potrebbe dimettersi. La diretta. Foto.

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Il Regno Unito ha deciso di uscire dall'Unione europea (clicca qui per il live aggiornato). Alla vigilia del voto la Regina aveva chiesto ai suoi commensali «tre buone ragioni per cui la Gran Bretagna dovrebbe essere parte dell'Europa». Mentre Charles Moore, biografo di Margaret Thatcher, aveva fatto sapere che la Lady di ferro avrebbe votato per uscire. E il popolo del Regno Unito, pur spaccato a metà, ha scelto di voltare le spalle all'Unione europea.
LEAVE IN VANTAGGIO. I britannici hanno votato fino alle 23 ora italiana (foto). Il referendum sulla Brexit prevedeva due alternative secche: Remain o Leave, dentro o fuori (le conseguenze in sette infografiche). Clamorosi i primi risultati, con il Leave in vantaggio e i mercati finanziari che hanno mostrato tutto il loro nervosismo. La sterlina è ai minimi dal 1985, i mercati asiatici hanno aperto con pesanti perdite.
FALLIMENTO DEGLI INSTANT POLL. Alla chiusura dei seggi non ci sono stati exit poll. YouGov ha curato un instant poll, cioè un sondaggio lampo, secondo cui i sì (Remain) si sarebbero attestati al 52% e i no (Leave) al 48%. Ma i conteggi arrivati dalla città di Sunderland sono andati nella direzione opposta. Il Leave ha vinto con il 61,3% delle preferenze, staccando largamente il Remain (38,7%). A Newcastle Upon Tyne, invece, vittoria risicata per la permanenza nell'Unione, con il 50,7% dei consensi. A livello generale, quando sono state scrutinate circa 20 milioni di schede, il Leave è avanti con il il 52% dei voti. Fino alle 3.30 questa opzione aveva condotto la sfida, poi con l'ingresso di Glasgow e Londra era stata superata del Remain. Ma i risultati successivi dello spoglio hanno capovolto nuovamente la situazione.
AFFLUENZA AL 70%. L'affluenza non ha superato il 70%. Le stime di SkyNews, basate su dati parziali,lasciavano presagire un livello molto più alto, ma sono state smentite col passare del tempo.
LE PREVISIONI DEGLI ULTIMI SONDAGGI. Gli ultimi sondaggi sull'esito del referendum indicavano un testa a testa e le due rilevazioni più recenti davano il fronte del Remain in vantaggio su quello del Leave. YouGov di un soffio (51% contro 49%), Comres più nettamente (54% contro 46%).

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05:34- TOKYO PERDE IL 5%. Continua il crollo della Borsa di Tokyo dopo l'apertura col segno più e il ritracciamento degli indici in seguito alle indicazioni mutevoli che arrivano dagli exit poll sul referendum della Brexit in Gran Bretagna: l'indice Nikkei perde circa il 5%.

05.24. FARAGE CHIAMA LE DIMISSIONI DI CAMERON. Se il Leave vince, il premier David Cameron si deve dimettere 'immediatamente', ha detto il leader dell'Ukip.


05.18 - STERLINA AI MINIMI DAL 1985. La sterlina è crolla sotto gli 1,35 dollari, segnando i minimi dal 1985. È il calo più forte di sempre per la valuta inglese.

05.02 - BORSA DI TOKYO A -3%, STERLINA AI MINIMI. Continua l'andamento altalenante alla Borsa di Tokyo dopo l'apertura col segno più e il ritracciamento degli indici in seguito alle indicazioni mutevoli che arrivano dagli exit poll sul referendum della Brexit in Gran Bretagna: alle 11,30 l'indice Nikkei perde il 3,05%, cedendo quasi 500 punti a quota 15.742,40. La sterlina si è deprezzata scendendo sui minimi in 6 anni al cambio con lo yen a quota 139,70.



04.59 - FARAGE: «ORA SOGNO, E' L'INDIPENDENCE DAY». «Ora ho il coraggio di sognare che l'alba stia arrivando su un Regno Unito indipendente. Questo è l'Indipendence day». Così il leader dello Ukip, Nigel Farage.

04.37 - REGNO UNITO VERSO L'USCITA DALL'UE. Cresce il vantaggio del Leave, che arriva al 51,3%. Panico sui mercati. La sterlina è ai minimi da marzo sotto 1,40 dollari, segnando il calo più forte di sempre. I futures sulla Borsa di New York segnano -2,6%. In attesa dell'apertura delle piazze europee, che si preannuncia durissima, i futures sull'indice Ftse-100 della Borsa di Londra crollano del 6%. Le borse asiatiche vanno giù, Tokyo -1,7%, Hong Kong -2,1%.

04.30 - LEAVE DI NUOVO IN VANTAGGIO. Con circa 300 mila voti di scarto, quando circa 12 milioni di schede sono state scrutinate, il Leave torna in vantaggio sul Remain.

03.56 - A LIVERPOOL VINCE IL REMAIN. Anche a Liverpool ha vinto il Remain, con il 58,2% dei voti.

03.32 - REMAIN TORNA IN VANTAGGIO. Glasgow e Londra in soccorso dell'Unione europea. La grande città portuale scozzese vota al 66,6% per il Remain, contro il 33,4% del Leave, facendo recuperare da sola al fronte pro-Ue circa 80 mila voti. Anche a Londra il Remain è avanti con il 69%. Ora, nel conteggio generale, la permanenza nell'Unione europea è avanti con il 51%.

03.24 - CROLLO DELLA STERLINA. La sterlina crolla, segnando un calo del 5% sul dollaro. I mercati guardano con timore ai risultati provenienti da diverse circoscrizioni britanniche, che indicano un vantaggio per il fronte del Leave superiore alle attese, anche dove un'affermazione euroscettica era data per scontata.

03.16 - ANCHE I BOOKMAKER PER IL LEAVE. I bookmaker in Gran Bretagna, e con loro vari politici, stanno cominciando a propendere per la vittoria del Leave sul Remain. Ladbrokes, ad esempio, paga il Remain 5/4 e il Leave 4/7.

03.15 - NERVOSISMO SUI MERCATI FINANZIARI. In profondo rosso i contratti futures sull'indice Ftse della Borsa di Londra, con il Leave in vantaggio nel referendum sulla Brexit. I derivati segnano ora -4,3%. I future sugli indici di Borsa di Wall Street affondano: quelli sul Dow Jones e Standard & Poor's perdono l'1,6%, quelli sul Nasdaq l'1,8%. Cala a New York anche il petrolio: le quotazioni perdono il 3,1% a 48,55 dollari al barile. In calo anche il Brent, che cede il 3% a 49,39 dollari.

03.00 - AUMENTA IL VANTAGGIO DEL LEAVE. Quando 2 milioni di schede sono state scrutinate, il Leave è avanti sul Remain con il 53,5% dei voti.

02.33 - STERLINA SVALUTATA DEL 3,4% SULLO YEN. In attesa dei risultati dello spoglio del referendum sulla Brexit, la sterlina si è svalutata del 3,4% nei confronti dello yen nelle contrattazioni in Asia, dopo aver toccato i massimi da inizio anno nella giornata di ieri. Il pound tratta a 154,20 sulla divisa giapponese; lo yen si è apprezzato anche nei confronti del dollaro scendendo sotto quota 105

02.28 - NEGATIVI I FUTURES DELLA BORSA DI LONDRA. Gelata sui contratti futures sull'indice Ftse della Borsa di Londra, nel clima di incertezza sull'esito del referendum inglese sulla Brexit. I derivati segnano -1,9% nei primi scambi.

01.51 - AFFLUENZA INTORNO AL 70%. Dai primi dati ufficiali l'affluenza alle urne del referendum sulla Brexit è attorno al 70%, inferiore alla stima fatta in precedenza da Sky News. È quanto emerge dai risultati delle circoscrizioni scrutinate fino a questo momento.

01.35 - CALA LA STERLINA. Sterlina in netta flessione sul dollaro dopo i risultato di Newcastle e Sunderland. La divisa britannica viaggia a 1,4315 dollari, dopo che aveva superato quota 1,50. Inverte la tendenza anche lo yen, valuta rifugio e quindi termometro del rischio- Brexit: prima in calo, ora la divisa nipponica segna +2% a 103,07 dollari, ai massimi dal 2014. Balza anche l'oro: da 1.250 dollari l'oncia a 1.266.

01.18 - SUNDERLAND, VITTORIA DEL LEAVE. Nella città di Sunderland vittoria del Leave con il 61,3%. Remain al 38,7%. Il Leave ha raccolto 82.394 voti, il Remain 51.930.

01.04 - NEWCASTLE, LEAVE AL 49,3%. Primio risultati a Newcastle Upon Tyne (scrutinio completato): Leave al 49,3%, Remain al 50,7%. Vittoria risicata per il sì all'Unione europea, gli euroscettici tornano a sperare.

00.49 - FARAGE: «VINCEREMO LA GUERRA». «Devo dire che è stata una campagna molto lunga, nel mio caso di 25 anni. Qualsiasi cosa accada stasera, chiunque vinca questa battaglia, posso dire che noi stiamo vincendo la guerra». Così il leader euroscettico dello Ukip, Nigel Farage, che implicitamente sembra ammettere la sconfitta del Leave. «L'euroscetticismo c'è e bisogna farci i conti. Sappiate che è un'Unione che non ha futuro, qualsiasi sia il risultato noi abbiamo motivo di festeggiare, perché il panorama politico è cambiato», ha aggiunto Farage.

00.41 - A GIBILTERRA VITTORIA DEL REMAIN. A Gibilterra, enclave britannica nella penisola Iberica, dove i seggi hanno chiuso con un'ora di anticipo rispetto al resto del Regno Unito, ha vinto il Remain con il 95,9% dei voti. In valore assoluto, a Gibilterra, hanno votato per restare nell'Unione europea 19.332 persone, mentre 823 hanno votato per uscire.

00.29 - I MERCATI PREVEDONO UN RALLY. Il petrolio brent vola sopra i 51 dollari, ai massimi da 15 giorni, il Wti sopra i 50 dollari, con un balzo per entrambi di oltre il 2%. I mercati sembrano prepararsi a un rally, dopo le prime indicazioni di una vittoria a favore della permanenza nell'Unione europea nel referendum inglese sulla Brexit. Un ulteriore segnale di propensione al rischio riguarda le valute minori, come il dollaro neozelandese, che guadagna terreno. Cedono invece il dollaro, con la sterlina ai massimi dal 25 dicembre 2015 sopra 1,50 e lo yen, tradizionale acquisto rifugio, a 106,44 sul biglietto verde.

23.55 - APPELLO DEI CONSERVATORI AL PREMIER CAMERON. Una lettera firmata da 84 deputati conservatori, i cui due terzi sono sostenitori della campagna Leave, è stata inviata al premier David Cameron, per chiedergli di restare in carica qualsiasi sia il risultato del referendum sulla Brexit.

23.48 - LA PRIMA PAGINA DEL SUN DI VENERDÌ 24 GIUGNO. Il Sun, celebre tabloid inglese che si è schierato per il Leave, ha pubblicato su Twitter la prima pagina con cui sarà in edicola venerdì 24 giugno.

23.35 - AFFLUENZA STIMATA: OLTRE 83%. Affluenza massiccia per gli standard britannici al referendum sulla Brexit. In base a dati provvisori, Skynews stima che abbia votato l'83,7% dei 46,5 milioni circa di aventi diritto, a dispetto del maltempo che ha colpito Londra e l'Inghilterra sud-orientale: una quindicina di punti in più rispetto alle politiche del 2015, quando peraltro si votava con il sistema maggioritario.

23.10 - INSTANT POLL DI YOUGOV: 'REMAIN' AL 52%. Il fronte del sì all'Unione europea (Remain) è dato in testa con il 52% dei voti, contro il 48% del Leave, dall'instant poll realizzato da YouGov per SkyNews.

22.02 - WALL STREET OTTIMISTA SUL 'REMAIN'. Chiusura in territorio positivo per la Borsa di Wall Street, con il Dow Jones che ha superato quota 18 mila punti spinta dall'ottimismo per il risultato del referendum sulla Brexit. Il Dow Jones è salito dell'1,28% a 18.008,54 punti, il Nasdaq dell'1,59% a 4.910,04 punti. Mentre lo S&P 500 ha messo a segno un progresso dell'1,33% a 2.113,11 punti. La sterlina, dopo la chiusura di Wall Street, è scambiata a 1,4896 dollari. Rispetto all'euro, la divisa britannica passa di mano a 0,76376. Fortissimi rialzi anche a Piazza Affari, soprattutto per i titoli bancari: Ubi è salita del 9,9% a 3,25 euro, Unipol, Bper e Unicredit di oltre il 7%, Banco popolare e Mediobanca rispettivamente del 6,4 e del 6,2%. La più cauta è stata Carige, cresciuta del 2,2% nel finale.

Nigel Farage, leader del partito Ukip e fautore del 'Leave', dopo aver votato al referendum sulla Brexit.

18.48 - L'EUROPA GUADAGNA 192 MLD. Giornata di rialzo per tutte le Borse europee: l'indice Stoxx 600, che fotografa l'andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, è cresciuto del 2% netto, che equivale a 192 miliardi di euro di capitalizzazione 'guadagnati' in una seduta.

18.20 - DUE SEGGI ALLAGATI. Almeno due seggi elettorali sono stati chiusi in anticipo durante le operazioni di voto per il referendum sulla Brexit nel sobborgo londinese di Kingston, sulle rive del Tamigi: colpa di allagamenti causati dalla pioggia, riferisce il Telegraph online.
Problemi anche in un seggio vicino alla stazione di Waterloo, dove vi sono inoltre interruzioni ad alcune linee ferroviarie. Una situazione che, secondo gli esperti, è destinata ad avere un impatto locale al ribasso sull'affluenza, in alcune aree di Londra come del sud-est dell'Inghilterra, al centro della perturbazione meteo di queste ore.

17.44 - PRODI: «BREXIT NON SAREBBE UNA TRAGEDIA». «Se domattina mi svegliassi con il Regno Unito fuori dall'Europa non sarebbe certamente una giornata allegra, anzi sarà triste. Però non ne farei una tragedia. Del resto la Gran Bretagna si è ritagliata tante differenze rispetto agli altri membri dell'Ue da sembrare già mezza fuori dal sistema: niente Schengen, niente libera circolazione di manodopera, niente euro, niente politica sociale comune». Così Romano Prodi, ex premier ed ex presidente della Commissione Europea, in un'intervista esclusiva a RadioRadicale, che andrà in onda nella serata del 23 giugno nello speciale 'Europa. La notte più lunga', che si occuperà del referendum sulla Brexit.

17.30 - MILANO CHIUDE A +3,71%. Chiusura in spolvero per la Borsa di Milano: l'indice Ftse Mib ha chiuso in rialzo del 3,71% a 17.966 punti.

17.27 - LA STERLINA RALLENTA. La sterlina rallenta nei confronti del dollaro e, dopo aver toccato in giornata il livello più alto di quest'anno, scende sotto 1,48 dollari a quota 1,4771. Nei confronti dell'euro, invece, la valuta britannica è poco mossa a 0,767.

17.20 - PIAZZA AFFARI AI MASSIMI. Piazza Affari a pochi minuti dalla chiusura è tornata ai massimi della seduta: l'indice Ftse Mib sale del 3% a 17.850 punti. Ubi cresce dell'8% a 3,22 euro, Bper, Banco popolare e Unicredit - quest'ultimo titolo con una notevole accelerazione nel finale - segnano aumenti superiori al 6%.

17.00 - BORSE IN POSITIVO. Le Piazze europee si avvicinano alla chiusura tutte in positivo, ma con qualche incertezza sulla Brexit: Londra sale dello 0,5%, Parigi, Francoforte e Madrid di poco più di un punto percentuale, con Milano che corre decisa (Ftse Mib +2,6%) grazie al recupero delle banche.
Tra qualche tensione sui titoli di Stato del Regno Unito e invece un buon andamento di quelli dei Paesi più esposti alla speculazione (soprattutto Portogallo, Spagna e Italia), in Piazza Affari Ubi sale del 7%, il Banco popolare del 5,8% e Telecom del 4,2%. A Londra bene i titoli delle materie prime Anglo American, Glencore e Antofagasta, che crescono di oltre due punti percentuali, qualche vendita invece su Burberry (-2,1%).

16.18 - S&P TOGLIERÀ TRIPLA A IN CASO DI BREXIT. L'agenzia Standard & Poor's strapperà rapidamente la tripla A al Regno Unito se dovesse uscire dall'Ue. Lo afferma il numero uno per i rating sovrani Moritz Kramer,secondo quanto riporta la stampa americana. «Se la Gran Bretagna dovesse decidere per una Brexit» il rating sarà tagliato «in un breve periodo di tempo». A pesare sul rating la situazione politica britannica che sarebbe meno prevedibile e razionale in assenza di un piano reale post Brexit.

14.01 - PIAZZA AFFARI +2,9%. Piazza Affari si è mantenuta sui massimi a metà seduta (Ftse Mib +2,9%) nel giorno del referendum sulla Brexit, spinta dai titoli bancari. In primis Bpm (+6,38%) e Banco (+6,04%) dopo il successo dell'aumento di capitale da 1 miliardo di quest'ultimo, necessario per procedere con la fusione tra le due popolari.
Sul podio anche Ubi (+6,21%), seguita da Mediobanca (+5,44%), Bper (+4,97%), Unicredit (+4,65%) e Intesa (+4,37%). Forti acquisti poi su Telecom (+5,06%), Cnh (+3,8%), Unipol (+3,52%) ed Exor (+3,32%). Numerosi i titoli in rialzo di oltre il 2%, da Finmeccanica (+2,74%) a Saipem (+2,95%) ed Eni (+2,34%), pronta ad un'alleanza con Enel (+1,79%) sulle rinnovabili. Poco mossa Rcs (+0,39%) a 0,77 euro), sempre al di sopra degli 0,7 euro che hanno offerto sia Cairo (-0,05% a 4,39 euro), che ha da poco rialzato la propria Ops, sia Imh, in vista di un possibile rilancio dell'Opa.

12.52 - BORSE: MILANO MAGLIA ROSA. Le Borse europee hanno continuato a scomettere sulla permanenza del Regno Unito nell'Ue. Milano (Ftse Mib +3%) è in testa davanti a Parigi (+2,32%), Francoforte (+2,29%), Madrid (+2,1%) e Londra (+1,45%). In rialzo di oltre un punto percentuale i futures Usa, in attesa di numerosi dati macro. In luce le banche, da Bpm (+6,48%), Ubi (+5,94%) e Banco Popolare (+5,76%). Hanno accelerato anche Unicredit (+4,65%), dopo un congelamento al rialzo, e Intesa (+4,18%). Bene le greche Alpha (+3,62%) ed Eurobank (+3,06%), insieme a SocGen (+4,1%) a Parigi e Abn (+4,04%) ad Amsterdam. A Londra acquisti su Rbs (+3,24%) e sulla catena alberghiera Intercontinental (+4,07%).

12.50 - IPSOS MORI: REMAIN AVANTI. Anche l'istituto demoscopico Ipos Mori ha dato il sì all'Ue (Remain) in vantaggio di misura sul no (Leave) in attesa dell'esito del referendum di oggi sulla Brexit.
La rilevazione, completata la sera del 22 giugno, ma diffusa il 23 sui media, dice Remain al 52% e Leave al 48. Fra gli ultimi altri quattro sondaggi pubblicati alla vigilia in Gran Bretagna, due (di Comres e Yougov) hanno pure dato Remain in testa, mentre altri due (Opinium e Tns) hanno accreditato un lieve vantaggio a Leave.

12.41 - SPREAD BTP-BUND SOTTO I 130 PUNTI. Lo spread tra Btp e Bund è tornato sotto quota 130 punti base, a 129, in un mercato che scommette sulla vittoria del fronte 'Remain' nel referendum sulla Brexit. Il rendimento del decennale del Tesoro è in calo all'1,38%.

12.19 - JUNCKER IN CONTATTO CON RENZI, MERKEL E HOLLANDE. «Il presidente della Commissione Ue Juncker ha parlato col premier Matteo Renzi ieri, e continua a parlare con i leader Ue attualmente. Poco fa ha parlato con la cancelliera Merkel, e con Hollande parlerà domani». Lo ha detto il portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas introducendo il briefing di mezzogiorno.

12.01 - STERLINA IN ASCESA. La sterlina si è rafforzata sul dollaro ed è volata fino a 1,4886 dollari nel giorno del referendum sulla Brexit, toccando il livello più alto di quest'anno, per la precisione dal 31 dicembre scorso.
Più contenuto il rialzo nel cross con la valuta unica con oscillazioni attorno a 0,765. L'euro è apparso in deciso rialzo sul biglietto verde e ha riagganciato quota 1,14 dollari per la prima volta dall'8 giugno, per poi assestarsi attorno a 1,1380 dollari.

11.52 - GLI SCOMMETTITORI PUNTANO SUL REMAIN. L'84% degli scommettitori britannici ha puntato su una vittoria del 'Remain' al referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea. Lo ha scritto il Financial Times online citando Betfair, uno dei colossi delle scommesse online. Un'ora prima, sempre secondo i bookmakers, la percentuale era del 78%. «Arrivano così tanti soldi in questo momento, con percentuali che oscillano non poco, ma le tendenza è fermamente per il Remain», ha detto al Ft Naomi Totten di Betfair.

11.27- PIAZZA AFFARI ACCELERA. Accelera Piazza Affari dopo oltre due ore di scambi, con l'indice Ftse Mib in crescita del 2,27% a 17.716 punti. Nel giorno del referendum su Brexit appare al momento interamente positivo il paniere principale, dove spiccano Mediobanca (+4,41%), Banco popolare (+3,51%), Mediolanum (+3,43%) e Ubi banca (+3,98%). Acquisti su Cnh Industrial (+3,95%), Finmeccanica (+3,25%) ed Eni (+2,95%), favorita dal rialzo del greggio. Accelera Rcs (+1,3%) che si riporta a 0,78 euro, in controtendenza invece Cairo (-0,68%).

11.24 - CORBYN VOTA REMAIN. «Ho appena votato Remain. L'Ue offre il miglior quadro per rispondere alle sfide dei nostri tempi». Lo ha twittato il leader dell'opposizione britannica, il laburista Jeremy Corbin, favorevole alla permanenza britannica nell'Ue.


11.15 - CORTE DEI CONTI: «QUADRO INSTABILE». Il quadro europeo è «sempre meno stabile» per le spinte che arrivano «non solo nella Gran Bretagna». Lo ha sottolineato il presidente di coordinamento delle sezioni riunite della Corte dei Conti Angelo Buscema, osservando che la fase attuale «è dominata da molteplici fattori di incertezza sul piano internazionale come su quello interno». Tra i fattori di incertezza anche «una condizione latente di instabilità finanziaria, connessa alle incertezze che originano dai diffusi timori sullo stato del sistema bancario in Europa».


10.21 - BORSE: EUROPA CAUTA. Borse europee positive ma piuttosto caute dopo l'apertura delle urne per il referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Ue. L'andamento contrastato degli indici Markit sulla fiducia in Francia, Germania e nell'Ue e gli ordini industriali in Italia non hanno aiutato i listini, mentre si sono mantenuti in rialzo i futures Usa in attesa di numerosi dati macro. Londra e Francoforte (+0,5% entrambe) hanno sorpassato Parigi (+0,45%), Milano (+0,36%) e Madrid (+0,08%), mentre Atene (-0,11%) è rimasta negativa. Contrastate le banche, con rialzi per le elleniche Alpha (+2,71%) ed Eurobank (+1,18%), mentre in Piazza Affari ha segnato il passo Mps (-0,76%). Permangono invece gli acquisti su Mediobanca (+2,68%) e Banco popolare (+0,91%) dopo la chiusura dell'aumento di capitale da 1 miliardo di euro. Senza particolari variazioni Cairo (-0,45%) dopo il via libera della Consob all'integrazione del prospetto informativo dell'Ops su Rcs (+0,58% a 0,77 euro).

10.01 -CAMERON VOTA. Il premier britannico David Cameron ha votato al referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Ue, poco prima delle 9 locali, a Londra. Accompagnato dalla moglie Samantha, Cameron ha votato a pochi metri da Downing Street.

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