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CONFLITTI 23 Giugno Giu 2016 1938 23 giugno 2016

Colombia, accordo di pace tra governo e Farc

Dopo 52 anni, firmato l'armistizio tra Bogotà e le Forze armate rivoluzionarie di stampo comunista. Il conflitto ha causato circa 220 mila morti.

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Due soldati delle Farc in Colombia.

In una cerimonia a L'Avana, il presidente colombiano Juan Manuel Santos e il comandante delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) Rodrigo Londono, hanno raggiunto l'accordo sul cessate il fuoco bilaterale e definitivo e il disarmo dei ribelli, ponendo fine a un conflitto che si trascina nel Paese da 52 anni e che ha causato oltre 220mila morti.
I COMBATTENTI CONSEGNANO LE ARMI. Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri i presidenti di Cuba, Cile, Venezuela e altri Paesi latinoamericani. I presenti hanno ascoltato la lettura dell'accordo nel quale viene stabilito in che modo i 7 mila combattenti ribelli consegneranno le armi una volta che l'accordo di pace sarà implementato.
QUATTRO ANNI DI TRATTATIVE. La pace, dopo quattro anni di complesse trattative all'Avana, è in altre parole ormai avviata e irreversibile. Dopo la firma, ora tocca ai colombiani, che dovranno pronunciarsi tramite un voto.
A confermare il momento storico, la presenza all'Avana anche del segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon. Gli ormai ex guerriglieri sono stati rappresentati da 'Timoleon Jimenez', nome di guerra di Rodrigo Londono, più noto però come 'Timochenko'.
OLTRE SEI MILIONI DI SFOLLATI. In alcune fasi della loro lunga storia le Farc hanno contato circa 16 mila combattenti. E il bilancio di tanti anni di violenza è pesantissimo: oltre ai morti, 45 mila 'desaparecidos' e più di sei milioni di sfollati.
A seguire con attenzione quanto avviene all'Avana c'è anche la Chiesa. «Abbiamo bisogno di un segno chiaro che la firma dell'accordo sia effettiva, non solo un atto simbolico», ha detto Luis Castro Quiroga, presidente della Conferenza episcopale colombiana, precisando che «i guerriglieri devono consegnare e distruggere le armi pubblicamente».
Ed è proprio quest'ultimo uno dei punti chiave dell'intesa: insieme alle modalità del disarmo, le garanzie di sicurezza per chi lascia le armi, la conversione delle Farc in un partito politico, la lotta al narcotraffico, la ricerca dei 'desaparecidos', lo smantellamento della aree dove si trovano i guerriglieri.

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