Renzi Direzione Slider 151123205941
MAMBO 23 Giugno Giu 2016 1108 23 giugno 2016

La direzione Pd? Una gabbia di matti rissosi

Non aspettiamoci troppe evoluzioni tra i dem. Sono ancora un partito sotto schiaffo.

  • ...

Matteo Renzi nel corso della direzione del Partito democratico.

Sono piuttosto pessimista per il dibattito nel Pd. Matteo Renzi non cambierà. La favola dello scorpione e della rana sembra scritta per lui.
Ricordate ? Lo scorpione chiede alla rana di salire sul suo dorso per attraversare il fiume promettendogli di non pungerla, poi arrivati alla meta affonda l'aculeo dicendo: è la mia natura.
È per questa ragione che nessuna persona seria può entrare nella segreteria di Renzi se non ne condivide la bulimica leadership e l’idea di politica take away che piace tanto ai dalemiani pentiti.
A ROMA ERA MEGLIO CANDIDARE MADIA. L’intransigenza di Massimo D’Alema è quanto di meno politico ci sia. Critiche serrate e in parte giuste, analisi su vuoti di politica sociale che avrebbe potuto rivolgere al se stesso degli anni clintoniani, poi il salto nel buio. L'ex premier sembra aspetti di incoronare qualcuno, rovinandolo.
Pier Luigi Bersani fa il Pasquale della barzelletta di Totò. Ha preso schiaffi dai 5 Stelle ma li insegue e a chi gli chiede perche lo fa dopo gli schiaffi risponde: e che so’ Pasquale?
Resta l’enigma Gianni Cuperlo che potrebbe generosamente mettere a disposizione di una sinistra diffusa la sua esperienza e la sua mitezza ma finora non lo ha fatto.
Cosi stando le cose l’unica luce nel dibattito resta quella ministra che avrebbe potuto battere Virginia Raggi se si fosse o se l’avessero presentata. Perché Marianna Madia ha questa caratteristica: parla poco, ma quando parla, parla come un testamento come si dice in Puglia. Anni fa per prima e da sola denunciò il clima “criminale” nel Pd romano, oggi dice l’unica cosa seria, cioè che a Roma Matteo Orfini deve saltare. Questa ragazza è un po’ Enrico Letta, di cui è stata allieva: seria, preparata ma non ha voglia di combattere. Qualcuno glielo insegni.
Il Pd che si avvicina al dibattito in Direzione sembra quindi ancora un partito sotto schiaffo. Enrico Rossi ha proposto una discussione seria su una finanziaria sociale e un organismo paritario dove prendere le scelte. Proposta troppo ragionevole per questa gabbia di matti rissosi.
IL PD APRA LE PORTE ALLA BASE. Assistiamo così giorno dopo giorno a dibattiti tivù dove i renziani, sempre più arroganti, vengono sbeffeggiati, allo sfilacciarsi del renzismo, corrente solida ma dalle frange lise e lese, all’improvvisa scoperta che le Appendino sono brave (un anno fa ebbi questa impressione dopo una trasmissione da Myrta Merlino in cui c’era lei e lo scrissi, ovviamente i leader Pd non ebbero dubbi su fatto che fosse nulla).
Resta la famosa base per ora da umori nerissimi, che vanno dalla paura dello scontro frontale alla voglia dello scontro frontale.
Bisognerebbe rivolgersi a chi sta fuori per dire: entrate e con quelli che ci sono faremo grandi cose, siamo in fondo un partito democratico. Ma bisognerebbe dire anche dove si vuol portare questa gente, che Maria Elena Boschi non è Nilde Iotti e Luca Lotti non è Sandro Pertini.
Facile? Vaglielo a spiegare a Renzi, che se fa l’analisi del voto post-rottamazione scopre che sono i “ggiovani” che non lo votano.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso