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PARTITI 23 Giugno Giu 2016 1836 23 giugno 2016

M5s, il direttorio dei sindaci

Nasce un team per coordinare i neo-eletti. Sul modello Roma. Senza Pizzarotti.

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Chiara Appendino e Virginia Raggi del M5s.

Dopo il mini-direttorio affiancato al sindaco di Roma Virginia Raggi, il M5s dà vita a un nuovo organismo. Un «gruppo di coordinamento» composto da parlamentari, consiglieri regionali e sindaci incaricato di «condividere le esperienze di governo delle città».
Lo ha spiegato il sindaco di Pomezia Fabio Fucci, a margine di una riunione dei sindaci pentastelalti che si è tenuta nella sala del gruppo alla Camera.
BEST PRACTICE DEI SINDACI. «La riunione», ha spiegato Fucci, «ha l'obiettivo di permettere ai sindaci già eletti di esprimere le buone pratiche di governo delle città» così da condividerle con i neo-eletti.
Il gruppo sarà articolato in tre aree geografiche: Nord, Centro e Sud.
PIZZAROTTI NON INVITATO. Mentre il sindaco di Pomezia, nonostante abbia ricevuto un avviso di garanzia di cui non aveva informato il direttorio, era presente all'incontro, lo stesso non si può dire di Federico Pizzarotti che è ancora nel limbo della sospensione, nonostante abbia già prodotto le sue risposte allo staff.
«Come ho spiegato ai giornalisti», ha spiegato Pizzarotti su Facebook, «non parteciperò perché non sono stato invitato. Anzi, a dire il vero è proprio dalla stampa che l'ho appreso, prima che alcuni colleghi me lo confermassero. Sono contento che dopo 2 anni di richieste qualcuno abbia ritenuto utile incontrarsi per condividere esperienze. Lo dico sempre: 'La differenza la fanno le persone, nel bene e nel male'.
La responsabilità del decidere inviti, di chiudere o aprire procedimenti, di escludere o includere, è nelle mani di poche persone il cui agire non è al momento né chiaro, né lineare».
«UN LAVORO IGNORATO». E ancora: «Non posso non vivere con grande rammarico il fatto che la nostra esperienza venga ritenuta non utile da condividere e raccontare, qualcosa da non valorizzare, nonostante in questi 4 anni il nostro lavoro abbia portato a diversi riconoscimenti prestigiosi in vari settori amministrativi. Penso al lavoro sul debito, sui rifiuti, sui diritti civili, sulla rigenerazione urbana. Temi che mi sembrano centrali nelle agende dei nuovi colleghi, ma che evidentemente, non bastano a riaprire un dialogo con la nostra amministrazione».
Assenti pure Virginia Raggi, che può già contare su un team ad hoc, e Chiara Appendino che è sempre stata defilata e autonoma rispetto alle dinamiche romane.
ASSESSORI LIBERI DAL 'CONTRATTO'. Il sindaco di Roma, protagonista di una polemica sul presunto saluto mancato di Maria Elena Boschi e Marianna Madia rinfocolata su Twitter da Di Battista, ha assicurato che il famoso codice etico con multa da 150 mila euro per i trasgressori non sarà sottoposto agli assessori ma solo agli eletti, correggendo la prima versione del 'contratto'.
«Gli assessori non dovranno firmare il codice semplicemente perché il codice, cosi come è scritto, si riferisce ai candidati e dunque agli eletti», ha fatto sapere lo staff del Campidoglio. «Il termine 'assessore' è stato inserito inizialmente nel codice considerando l'ipotesi che un eletto in un primo momento potesse appunto assumere il ruolo di assessore. Il sindaco Raggi ha la massima fiducia verso le persone scelte, figure di altissimo profilo e che hanno liberamente scelto di sposare le idee e il programma del M5s, scelto dai romani».
Non proprio un passo indietro, ma una precisazione importante.
DI BATTISTA FRENA. Non l'unica della giornata. Anche Di Battista ha messo le mani avanti.
«Non tutte le proposte che avanziamo in parlamento possono essere realizzate dai Comuni», ha detto il membro del direttorio. «Il reddito di cittadinanza lo stiamo sperimentando in alcuni ma ogni Comune ha una sua realtà: a Roma, per esempio, non sappiamo neppure quanto è indebitata. Insomma, esiste un programma nazionale e uno comunale ma oggi a Roma nell'incontro con i sindaci M5s si è parlato anche di come realizzare il programma 5 Stelle nei Comuni».
Parole necessarie forse per smorzare gli entusiasmi dei cittadini galvanizzati dal successo elettorale. E che arrivano fino a Torino dove Chiara Appendino ha già detto chiaramente che pur essendo contro la Tav - cavallo di battaglia M5s - non ha il potere di bloccare l'opera.

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