Marianna Madia 151103190640
POST ELEZIONI 23 Giugno Giu 2016 1328 23 giugno 2016

Pd: Madia chiede le dimissioni di Orfini

Il ministro vuole che il commissario del Pd romano lasci la carica. Ma il vicesegretario Lorenzo Guerini lo difende: «Va solo ringraziato». Clima da resa dei conti nel partito.

  • ...

Marianna Madia.

Clima da resa dei conti nel Pd a pochi giorni dalla batosta delle Comunali.
MADIA: «ORFINI SI DIMETTA DA COMMISSARIO». A dare fuoco alle polveri è stata il ministro della Funzione pubblica Marianna Madia con un'intervista a La Repubblica. «Il voto ci dice una cosa chiara: nella mia città, che non è l'ultimo borgo d'Italia, siamo stati rottamati dai cittadini. Il Pd non ha saputo ascoltarli. E ci hanno punito» sottolineando che se a Roma «il tappo» è Orfini allora «si dimetta da commissario» aggiungendo che «in questo momento tutti gli schemi di gioco sono saltati. E bisogna avere l'umiltà di riconoscerlo».
Per la Madia Orfini dovrebbe dimettersi perché «non ci possiamo più permettere ostacoli al cambiamento. In città c'è una classe dirigente giovane, agisca. Ma senza aspettare che qualche capo corrente la candidi».
«A Roma il Pd è stato vissuto come ininfluente rispetto alla vita delle persone. Troppo ripiegato su se stesso, non ha capito il disagio delle periferie, della gente meno tutelata e più in difficoltà, che alla fine ci ha percepito come inutili, incapaci di dare risposte ai loro bisogni. E ha scelto chi invece gli offriva questa speranza». Insomma, il ministro chiede la testa di Orfini che è anche presidente del Pd.
GUERINI LO DIFENDE. In suo soccorso è andato il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini: «Io tengo sempre scolpita a mente una frase di Alda Merini che dice: 'Mi piace chi sceglie con cura le parole da non dire'. Consiglierei a tutti più sobrietà nelle dichiarazioni. Orfini si è assunto la responsabilità di commissario di Roma dopo Mafia Capitale e lo ha fatto con grande impegno e determinazione, di cui va solo ringraziato».
Guerini ha spiegato che «sul contenuto delle riflessioni del ministro credo sia oltremodo sbagliato porre la questione in questo modo». Infine la stoccata finale: «Inviterei a finirla con questo dibattito, un po' surreale, sul post elezioni di Roma: lavoriamo per ripartire e più che discutere tra di noi e su noi stessi, riprendiamo a confrontarci con i cittadini romani».
GIACHETTI: «TRADITO SOLO DA D'ALEMA». Intanto Roberto Giachetti in un'intervista al Messaggero sostiene che il Pd debba «diventare di nuovo un luogo di attrazione per chi vuole fare politica. Abbiamo toccato il fondo: ricominciamo dai comitati di quartiere, dalle reti dei cittadini senza piangerci troppo addosso e facendo tesoro della cavolate fatte in passato. Non basta andare in periferia solo in campagna elettorale», sottolineando che il commissario del Pd romano Orfini è «in scadenza» e che «a parte D'Alema», non si è sentito tradito da nessuno. Giachetti ha precisato anche di non aver chiesto le dimissioni di Orfini come apparirebbe dalla lettura dell'HuffingtonPost.
FIANO: «RIFLESSIONE SULL'ITALICUM». Emanuele Fiano, responsabile Riforme e Sicurezza del Pd, intervenendo alla trasmissione Agorà su RaiTre, ha invece toccato un altro tema delicato, la riforma elettorale: «Sull'Italicum penso che verrà fatta una riflessione. Sarà Renzi a decidere se affrontare questo tema». «Premesso che nelle periferie romane se modifichiamo o meno l'Italicum la vita dei cittadini non cambia, sulla legge elettorale va fatta una riflessione. Noi abbiamo pensato l'Italicum in un momento diverso. Credo che Renzi farà una riflessione seria e aperta su tutto questo a partire da domani durante la Direzione nazionale del Pd», ha spiegato.

Correlati

Potresti esserti perso