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POST ELEZIONI 23 Giugno Giu 2016 1834 23 giugno 2016

Pd, Speranza: «Non votiamo più la fiducia se non convinti»

Il deputato Dem all'assemblea di Sinistra riformista: «Non più disponibili a sostenere provvedimenti che aggravano le fratture sociali, perché consegneremo il Paese alle destre e ai Cinque stelle».

 

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La minoranza Pd va alla resa dei conti dopo la batosta delle elezioni comunali. A farsi portavoce del malcontento Roberto Speranza all'assemblea di Sinistra riformista.
SPERANZA: «CHIEDIAMO UN CAMBIO». «In questi mesi abbiamo spesso votato cose che non ci convincevano, ad esempio per togliere la tassa sulla casa in maniera indistinta, anche ai miliardari. Chiediamo un cambio profondo e diciamo basta: non siamo più disponibili, sulle questioni sociali si deve invertire la rotta e non c'è più voto di fiducia che tenga. Non siamo più disponibili a sostenere provvedimenti che aggravano le fratture sociali, perché così consegneremo il Paese alle destre e ai Cinque stelle», ha spiegato.
«NO ALLA FIDUCIA SE NON CONVINTI». Speranza spiega che «la svolta che chiediamo oggi è una svolta nell'azione di governo. Non sto parlando di ministeri e poltrone né tantomeno di posti in segreteria, quelli li avevamo, anche importanti e vi abbiamo rinunciato per difendere le nostre idee. Sto parlando delle linea politica di fondo se vogliamo evitare che l'Italia superi le gravissime fratture sociali che la caratterizzano. Non siamo più disponibili: si deve invertire la rotta e sulle questioni sociali non c'è voto di fiducia che tenga».
«FUNERALE DEL PARTITO DELLA NAZIONE». «Queste elezioni hanno rappresentato il funerale del partito della nazione, che è stato tentato follemente in comuni importanti. Che angoscia e che rabbia vederci alleati a Napoli con chi tutti i giorni insultava Saviano. Abbiamo visto i risultati e visto che solo il centrosinistra largo, aperto e che non si chiude riesce a vincere. Basta con alleanze improprie e con tentativi di sfondamento a destra: il Pd torni con coraggio a fare il cardine di un nuovo centrosinistra aperto al civismo».
«BASTA CALCI AI SINDACATI». «Governare è sì decidere, ma è anche ascoltare. Si può governare unendo il Paese, invece che dividendolo. È più faticoso ma si ottengono risultati migliori», ha aggiunto Speranza, «basta cogliere ogni occasione per dare calci ai sindacati: è un errore gravissimo che stiamo già pagando a caro prezzo. Speriamo che il tavolo sulle pensioni rappresenti un'inversione vera di tendenza».
«NO AL CIAONE». Il deputo stigmatizza anche l'atteggiamento sprezzante di Renzi: «Mai più l'intollerabile arroganza del 'ciaone'. Non serve un partito megafono di Palazzo Chigi. Non fa bene neanche a Palazzo Chigi. Non basta un modello in cui c'è un leader carismatico che va in tivù e tanti comitati elettorali più o meno efficaci sul territorio. Non funziona il doppio incarico. Non ha funzionato la logica dei commissariamenti senza limite. Sono posizioni note».
«Oggi più che mai c'è bisogno di ritrovare luoghi e spazi di confronto interno. Soprattutto a livello locale, dopo le tante brutte sconfitte. E poi a livello nazionale dove la discussione principe non potrà comunque che essere quella del congresso su cui chiediamo chiarezza di percorso e non mezze parole e poi mezze retromarce», ha aggiunto.

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