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INDUSTRIALI 23 Giugno Giu 2016 1400 23 giugno 2016

Referendum, Confindustria si schiera per il Sì

Il Consiglio Generale appoggia all'unanimità la riforma costituzionale voluta da Matteo Renzi: «Migliorabile, ma necessaria».

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Il premier Matteo Renzi e il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia.

Un endorsement annunciato, ma che adesso è ufficiale: Confindustria si schiera a favore del referendum costituzionale di Matteo Renzi, previsto per i primi di ottobre.
«Il Consiglio Generale di Confindustria ha condiviso, all'unanimità, la posizione favorevole al referendum sulla riforma costituzionale proposta dal Consiglio di Presidenza».
Per viale dell'Astronomia «la riforma costituzionale guarda all'interesse generale del Paese nel medio-lungo periodo e va sostenuta, quindi, a prescindere dalla situazione politico-elettorale del momento. È senz'altro migliorabile, ma è pre-condizione indispensabile per realizzare quelle riforme necessarie al rilancio della crescita».
LA SPINTA DI BOCCIA. La notizia era stata anticipata da L43 a maggio, quando era stata approvata la nomina del presidente Boccia.
Nel suo programma, l’imprenditore salernitano aveva definito quella dello Stato «la riforma delle riforme per sbloccare il Paese».
In alcune interviste aveva sottolineato la necessità di intervenire sul tema, ma prima di mettere in campo Confindustria per il Sì ha atteso il pieno avallo del mondo delle imprese.
Il Consiglio Generale del 23 giugno ha certificato il via libera all'appoggio del governo da parte degli industriali.
«LA CHIEDIAMO DA TEMPO». «In coerenza con il suo ruolo di rappresentanza e partecipazione alla vita politico-sociale del Paese», spiega una nota degli industriali, «Confindustria ha sottolineato nel tempo l'esigenza di modifiche alla Costituzione volte a modernizzare le istituzioni, migliorare l'efficienza della macchina pubblica e l'efficacia dei processi decisionali».
«SCELTA PER LA GOVERNABILITÀ». Il Sì al referendum, arrivato dopo un confronto interno e con una decisione collegiale come voluto dal presidente, «è, dunque una scelta a favore della governabilità, della competitività e del valore della responsabilità».
QUATTRO I PUNTI CHIAVE. Sono quattro i punti che motivano il Sì delle imprese al referendum: «Il superamento del bicameralismo paritario, che significa più stabilità e governabilità. I Governi potranno assumere decisioni nell'interesse generale, senza guardare al consenso di brevissimo periodo, ma pensando al benessere dei cittadini; il miglioramento della qualità dell'attività legislativa, che significa riduzione del time to market delle politiche pubbliche; la semplificazione e la modernizzazione dei rapporti tra i diversi livelli di governo, che significa maggiore collaborazione tra Stato e autonomie e superamento della logica dei veti; l'introduzione di misure di efficientamento della finanza pubblica, che significa soprattutto maggiore controllo sulla quantità e qualità della spesa degli enti regionali e locali».

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