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ELEZIONI 23 Giugno Giu 2016 1743 23 giugno 2016

Spagna, count down verso un voto generazionale

I sondaggi premiano il Pp, scelto dai più anziani. I giovani stanno con Podemoos.

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Il premier Mariano Rajoy, a sinistra, con Pablo Iglesias, leader di Podemos.

Scorrono veleni in Spagna sulle ultime ore della campagna per le elezioni politiche, mentre il Paese si spacca quasi a metà lungo una linea di frattura generazionale, giovani con Podemos, pensionati con Rajoy. Lo scandalo del 'Fernandez-gate', dal nome del ministro degli Interni, Jorge Fernandez Diaz, rende incandescente la volata finale verso il voto di domenica, con tutti i partiti impegnati nella caccia al 20% di indecisi.
COLLOQUI REGISTRATI. Il quotidiano di sinistra Publico ha diffuso registrazioni di colloqui tra il ministro e il capo dell'anti-frodi di Barcellona Daniel de Alfonso nel 2014 - realizzate non si sa come e da chi nell'ufficio di Fernandez al ministero degli Interni - nei quali si parlava di cercare il possibile coinvolgimento di leader indipendentisti catalani in vicende di corruzione. De Alfonso si era offerto anche di lavorare per sostituire l'allora presidente catalano Artur Mas con un leader più moderato. Le 'rivelazioni' di Publico hanno fatto insorgere gli indipendentisti catalani, che hanno chiesto le dimissioni del ministro, accusato di «cospirazione».
CHIESTE LE DIMISSIONI. Dimissioni chieste anche dai rivali del premier uscente Mariano Rajoy alle politiche di domenica, Pablo Iglesias di Podemos, il Psoe di Pedro Sanchez e Albert Rivera di Ciudadanos. Fernandez si è difeso denunciando a sua volta una «cospirazione elettorale» contro di lui e negando di avere fatto alcunché di politicamente o penalmente illegittimo. Rajoy ha escluso che si dimetta. Convocato dal 'Parlament' catalano, de Alfonso ha contrattaccato, accusando i partiti di «ipocrisia» e rivelando di avere ricevuto non meglio precisate «richieste» dal presidente di Ciudadanos Rivera. Non è chiaro che impatto potrà avere il Fernandez-gate sul voto.
PP AVANTI NEI SONDAGGI. L'ultimo 'sondaggio vietato' diffuso in Andorra - in Spagna in prossimità del voto sono proibiti - dà sempre il Pp primo con il 28,2% davanti a Podemos (23,6%), Psoe (21,7%) e Ciudadanos (15,2%). In seggi socialisti e Podemos sarebbero alla pari. Se le urne confermeranno queste previsioni il Congresso di Madrid rimarrà di difficile governabilità.
SPACCATURA GENERAZIONALE. Le inchieste demoscopiche confermano intanto la spaccatura politica della 'nuova' Spagna lungo una linea di frattura generazionale. I giovani votano in maggioranza per i partiti 'nuovi' Podemos e Ciutadanos, soprattutto per il primo. Gli ultraquarantenni per i tradizionali Pp e Psoe e soprattutto per il primo. «I partiti emergenti si basano fondamentalmente sul voto dei giovani, la 'generazione perduta', senza il quale sarebbero formazioni secondarie», rileva La Vanguardia. «Non potrebbero competere con Pp e Psoe, che li superano in tutte le fasce d'età a partire dai 40 anni, con un vantaggio siderale fra gli ultrasessantenni», fedeli ai loro partiti da sempre. Lo scontro politico-generazionale è stato innestato dalla durissima crisi che ha sconvolto il Paese negli ultimi cinque anni e condannato una maggioranza di giovani alla disoccupazione, all'emarginazione, al meglio al precariato. «Hanno sofferto sulla loro pelle la crisi», spiega il sociologo José Pablo Ferrandiz. «Ora, hanno trovato nei partiti emergenti, soprattutto in Podemos, un voto di speranza».

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