REFERENDUM 24 Giugno Giu 2016 0521 24 giugno 2016

Brexit, il Regno Unito esce dall'Ue: il live

Vince il Leave: il Regno Unito dice addio a Bruxelles. Cameron lascia. I mercati e la sterlina crollano. Farage festeggia: «È l'Independence Day». Le foto.

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I cittadini britannici hanno deciso: il Regno Unito deve uscire dall'Unione europea (guarda le foto). I sondaggi della vigilia sono stati sorprendentemente smentiti, con il voto verso il Leave molto più diffuso del previsto.
Le grandi città non sono bastate a frenare l'ondata antieuropeista e l'Ue si è svegliata con un membro in meno (e molti sogni in via di sgretolamento).
IL LEAVE VINCE CON IL 52%. Alla fine del conteggio delle schede, il Leave aveva ottenuto il 52% dei voti e il Remain il 48%. Per la Brexit hanno votato 17.410.742 elettori, mentre per restare nell'Ue i voti sono stati 16.141.241. L'affluenza al referendum è stata fissata al 72,2%.

CAMERON RASSEGNA LE DIMISSIONI. Non appena i risultati del referendum si sono stabilizzati, verso le cinque della mattina, le prime conseguenze della Brexit hanno iniziato a manifestarsi: le Borse asiatiche hanno chiuso in fortissima perdita, mentre la sterlina è è crollata ai minimi del 1985. Le piazze europee stanno sono, con Milano che ha toccato i suoi minimi storici (segui il live di Borsa).
Mentre il mondo osserva con timore, allibito, la certificazione della deriva nazionalistica europea, il premier David Cameron ha annunciato le dimissioni: «Il Regno Unito ha bisogno di una nuova leadership», ha detto.

Gli unici a festeggiare sono Nigel Farage, leader del partito indipendentista Ukip («Questo è l'Independence Day. Ora possiamo osare sognare») e Boris Johnson. L'ex sindaco di Londra è ora dato come favorito per la successione a Downing Street.
«Siamo comunque parte dell'Europa, continueremo a essere una grande potenza europea», ha dichiarato, «e continuerà a esserci fra il Regno Unito e i Paesi europei un rapporto aperto e amichevole».
«USCIAMO SENZA FRETTA». La Gran Bretagna si prepara quindi a «districarsi» dall'Ue, «senza fretta», ma non volta le spalle all'Europa. Johnson vuole chiaramente abbassare i toni dello scontro, presentandosi come un leader abbastanza moderato da poter governare il Paese.
L'ex sindaco ha poi reso l'onore della armi a Cameron, dicendo che il Paese «resterà unito» e a ha rassicurato in particolare i giovani: «Restiamo europei».
A esultare assieme agli alfieri del Leave, i leader dei partiti euroscettici di mezza Europa, da Marine Le Pen del Front National a Geert Wilders dell'olandese Pvv, che invocano simili referendum per l'uscita della Francia e dell'Olanda. «Ora tocca a noi», ha twittato da parte sua il leader della Lega Matteo Salvini.
INSTANT POLL CLAMOROSAMENTE SBAGLIATI. Alla chiusura dei seggi non ci sono stati exit poll. YouGov aveva curato un instant poll, cioè un sondaggio lampo, secondo cui il Remain si sarebbe attestestato al 52% e il Leave al 48%. Previsione rivelatasi clamorosamente sbagliata.

Londra e la Scozia non sono riuscite a compensare la valanga dell'Inghilterra profonda, ma anche del Galles. Forse un ruolo lo ha giocato anche il maltempo, con l'impatto che la pioggia torrenziale ha avuto sull'affluenza alle urne nella capitale.
EUROPA NEL CAOS. Il 24 giugno in Lussemburgo si sono visti i ministri degli Esteri Ue, mentre Donald Tusk è atteso a Roma, poi a Berlino e Parigi. I leader di Italia, Francia e Germania, Matteo Renzi, François Hollande e Angela Merkel, si sono già consultati in una frenetica girandola di telefonate e Berlino ospiterà il 25 una riunione dei Paesi fondatori. «Il popolo britannico ha scelto, noi rispettiamo la decisione. Ora si volta pagina», ha detto Renzi in conferenza stampa a Palazzo Chigi, «sono qui per dirvi che l'Italia farà la sua parte nel percorso che si apre. Il governo e le istituzioni europee sono nelle condizioni di garantire con ogni mezzo la stabilità finanziaria e la sicurezza dei consumatori».
BRUXELLES: «VIA AL PIÙ PRESTO». «L'Unione di 27 Stati membri continuerà» hanno dichiarato i presidenti delle istituzioni europee (Juncker, Tusk, Schulz e Rutte) nella dichiarazione congiunta dopo il vertice di crisi che si è tenuto nella sede della Commissione europea: «Ci aspettiamo che il governo del Regno Unito dia effetto alla decisione del popolo britannico al più presto possibile, per quanto doloroso il processo potrà essere il processo».
In ogni caso, tutti gli accordi raggiunti con Cameron per le relazioni Uk-Bruxelles «cessano immediatamente di esistere».

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Il live

18.51 - STOP ALLA COMPRAVENDITA STERLINA-EURO. Stop alla compravendita sterlina-euro in Gran Bretagna da Royal Bank of Scotland e la sua controllata NatWest che hanno sospeso i servizi di cambio per i clienti. La sospensione colpisce sia le filiali che l'online, dopo che la domanda per la moneta unica è schizzata sulla scia della Brexit. La valuta d'Oltremanica è sprofondata sui mercati, segnando i minimi da 30 anni a questa parte.

17.35 - SPROFONDANO LE BORSE, MILANO PERDE IL 12%. Chiusura drammatica per le Borse europee. Piazza Affari ha terminato la giornata con l'indice Ftse Mib in caduta del 12,48% a 15.723 punti, sotto soglia 16 mila. È il maggior calo mai registrato a Milano, superiore anche al calo del 7,57% registrato l'11 settembre 2001 dopo l'attacco alle Torri gemelle. In fumo sono andati quasi 61 miliardi di euro. L'uscita del Regno Unito è costata complessivamente alle Borse europee oltre 637 miliardi di euro. A tanto ammonta la capitalizzazione bruciata se si guarda al calo dello Stoxx Europe 600. L'indice, che comprende 600 società quotate sui mercati di 18 Paesi del Vecchio Continente, ha perso in una sola seduta l'8,62% mandando in fumo una bella fetta della capitalizzazione della vigilia.

15.27- OBAMA: «ASSICURARE SICUREZZA E STABILITÀ». «Il popolo britannico ha parlato», ha dichiarato Barack Obama, auspicando che i negoziati che si apriranno tra Regno Unito e Unione europea «assicurino stabilità, sicurezza, prosperità per l'Europa, la Gran Bretagna, l'Irlanda del Nord e per tutto il mondo». «Il Regno Unito e l'Unione europea», ha aggiunto l'inquilino della Casa Bianca, «rimarranno partner indispensabili degli Stati Uniti mentre si accingono a negoziare il loro rapporto per garantire stabilità, sicurezza e prosperità per l'Europa, la Gran Bretagna, l'Irlanda del Nord e il mondo».

15.13 - IL 64% DEI FRANCESI CONTRARIO ALLA FREXIT. Il 64% dei francesi si dice contrario a una ipotetica uscita della Francia dall'Unione europea: è quanto emerge da un sondaggio realizzato dall'istituto Odoxa per iTélé e Paris Match. Favorevole alla 'Frexit' invocata dalla leader del Front national, Marine Le Penè è nvece il 35% dei cugini d'Oltralpe.

14.56 - LAGARDE: «ORA UNA TRANSIZIONE SOFT». «Prendiamo atto della decisione del popolo britannico. Chiediamo alle autorità nel Regno Unito e in Europa di lavorare in maniera collaborativa per assicurare una transizione morbida verso nuove relazioni economiche». Questo il commento della numero uno del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde.

14.50 - PIAZZA AFFARI VERSO UN CROLLO STORICO. A questi livelli la Borsa di Milano sta per segnare un crollo storico: con una perdita del 10,6% l'indice Ftse Mib sta subendo la maggiore perdita da quando è possibile ricostruirne a ritroso l'andamento, dal 1994. L'indice Ftse Mib è operativo dal primo giugno 2009 ed è possibile il calcolo 'aggiustato' anteriore sovrapponendolo al precedente indice Mibtel. Nelle fasi del post crac Lehman il Ftse Mib ricalcolato ha segnato un crollo dell'8,24% il 6 ottobre 2008. L'11 settembre 2001 aveva perso il 7,57%.

14.47 - PUTIN: «CONSEGUENZE PER IL MONDO E LA RUSSIA». «Il risultato del referendum in Gran Bretagna avrà senz'altro conseguenze per il mondo e per la Russia», ha detto Vladimir Putin commentando da Tashkent la Brexit.

14.15 - JUNCKER RASSICURA I FUNZIONARI BRITANNICI. La Commissione Ue intende mantenere i funzionari Ue di nazionalità britannica. È il senso della lettera inviata dal presidente della Commissione Ue al personale. «In questo spirito di lealtà» che il personale britannico ha dimostrato «lasciando il cappello della vostra nazionalità alla porta», ha detto entrando in Commissione, «lavorerò con i presidenti delle altre istituzioni Ue per garantire che tutti noi possiamo continuare a contare sul vostro grande talento».

14.12 - LIDINGTON: «CONTINUARE RAPPORTO STRETTO». «Ora cominciamo il lavoro per avviare nuove relazioni con gli amici e gli alleati (europei, ndr), la Gran Bretagna resta impegnata a cercare la sicurezza e la prosperità di tutta la Ue, vogliamo continuare ad avere una relazione stretta». Parola del sottosegretario britannico per gli Affari esteri, David Lidington, entrando alla riunione dei ministri degli Affari europei. Lidington ha precisato che il lavoro di negoziato comincerà quando ci sarà un nuovo premier, e sarà condotto con «spirito di buona volontà».

14.02 - BIDEN: «AVREI PREFERITO UN RISULTATO DIVERSO». «Avrei preferito un risultato differente, ma rispetto pienamente la decisione presa»: così ha commentato l'esito del referendum il vicepresidente Usa, Joe Biden.

13.41 - LA POLONIA: «NUOVO TRATTATO UE CONSENTA RIENTRO». L'Unione europea dopo la Brexit deve elaborare il nuovo trattato europeo per poter nuovamente contare a suo tempo sull'adesione della Gran Bretagna. Lo ha dichiarato a Varsavia Jaroslaw Kaczynski, il leader del partito conservatore Diritto e giustizia (Pis) al governo in Polonia. Secondo Kaczynski devono essere precisate le regole di collaborazione fra gli Stati membri della Ue e assicurata una vera messa in moto del principio di sussidiarietà per evitare che «troppe cose dipendano dal voto unanime». Kaczynski ha suggerito che con il Brexit va posta la domanda sulla efficacia' dell'attuale equipe che gestisce l'Ue (con il presidente Donald Tusk, il suo ex rivale politico in Polonia). Secondo lui, il nuovo trattato deve prendere in atto che «l'Europa di oggi è sempre delle nazioni».

13.24 - DOCUMENTO COMUNE GERMANIA E FRANCIA. Germania e Francia presenteranno domani a Berlino, nell'incontro tra i sei ministri degli Esteri dei Paesi fondatori della Ue dopo il sì alla Brexit, un documento comune, già pronto, sul futuro della Ue. Lo annuncia il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier in una intervista alla Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung il cui testo viene anticipato. «L'Europa ha bisogno di un orientamento, e Germania e Francia in questo momento hanno una speciale responsabilità», rileva il capo della diplomazia tedesca.

13.18 - RENZI: «VOLTIAMO PAGINA». «Il popolo britannico ha scelto, noi rispettiamo la decisione. Ora si volta pagina», ha detto Matteo Renzi a Palazzo Chigi, «sono qui per dirvi che l'Italia farà la sua parte nel percorso che si apre. Il governo e le istituzioni europee sono nelle condizioni di garantire con ogni mezzo la stabilità finanziaria e la sicurezza dei consumatori».

13.15 - SALVINI: «FIRME PER REFERENDUM». La Lega Nord inizierà la raccolta di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare che permetta agli italiani di esprimersi sui trattati europei sul modello del referendum inglese sulla Brexit. Lo ha detto in conferenza stampa il leader della Lega, Matteo Salvini.

13.05 - PAPA: «È LA VOLONTÀ DEL POPOLO». «È stata la volontà espressa dal popolo. Questo richiede a tutti noi una grande responsabilità per garantire il bene del popolo del Regno Unito e anche il bene e la convivenza di tutto il continente europeo. Questo mi aspetto». ha dichiarato Papa Francesco sul volo che lo ha condotto in Armenia.

12.54 - PETIZIONE PER UN SECONDO REFERENDUM. Una petizione dei cittadini britannici per un secondo referendum ha mandato in crash il sito del Parlamento.

12.45 - MERKEL: «TAGLIO NETTO PER L'EUROPA». Un «taglio netto» per l'Europa. Così la cancelliera tedesca Angela Merkel definisce la Brexit. Ma avverte che ora serve un'analisi «calma e composta» dell'esito del referendum.

12.44 - LE PAROLE DI JUNCKER.

12.40 - NUOVO REFERENDUM SCOZZESE? L'opzione di un nuovo referendum sull'indipendenza della Scozia è «sul tavolo». Lo ha detto la first minister scozzese e leader degli indipendentisti dell'Snp, Nicola Sturgeon, riservandosi «passi» per ora imprecisati a tutela dell'appartenenza all'Ue dopo il voto per la Brexit (maggioritario in Inghilterra e nel regno, non in Scozia). La Sturgeon è stata critica col governo Tory di Londra e ha detto che 'l'establishment di Westminster deve far un esame di coscienza'.

12.31 - HOLLANDE: «MOSTRIAMO FORZA». La Brexit è una 'prova grave per l'Europa. Dobbiamo mostrare solidità e forza', ha proseguito Hollande. Oggi, davanti al 'pericolo immenso degli estremismi e dei populismi' un 'soprassalto è necessario', ha aggiunto.

12.21 - BRUXELLES: «ACCORDI PRECEDENTI SALTANO». L'accordo raggiunto dal premier David Cameron con la Ue nel vertice del 19 febbraio scorso con le concessioni per lo 'statuto speciale' del Regno Unito «non entrerà in vigore e cessa di esistere». E' scritto nella dichiarazione comune dei presidenti delle istituzioni europee dopo la riunione di crisi nella sede della Commissione europea.

12.18 - BRUXELLES: «PROCEDURA DI USCITA AL PIÙ PRESTO». «L'Unione di 27 stati membri continuerà» affermano i presidenti delle istituzioni europee (Juncker, Tusk, Schulz e Rutte) nella dichiarazione congiunta dopo il vertice di crisi che si è tenuto nella sede della Commissione europea. «Ci aspettiamo che il governo del Regno Unito dia effetto alla decisione del popolo britannico al più presto possibile, per quanto doloroso il processo potrà essere».

12.12 - JOHNSON: «DISPIACIUTO PER CAMERON». «Sono dispiaciuto per le dimissioni di David Cameron da premier, lo considero uno straordinario politico». Lo ha detto l'ex sindaco di Londra Boris Johnson in una conferenza stampa al quartier generale della campagna Leave a Londra.

11.51 - CAMERON DALLA REGINA. David Cameron è a colloquio con la regina Elisabetta a Buckingham Palace per annunciarle la sua volontà di dimettersi da premier dopo la sconfitta nel referendum sulla Brexit.

11.41 - SALVINI: «ITALIA NON SIA ULTIMA A USCIRE». «L'importante è che l'Italia non sia l'ultima a scendere da questa nave che affonda». Così, in una conferenza stampa nella sede di via Bellerio, il segretario della Lega Nord, ha parlato delle possibili conseguenze del risultato del referendum sull'uscita della Gran Bretagna dalla Ue.

11.35 - LE PEN: «USCIRE È POSSIBILE». «È una giornata storica, adesso la realtà si è imposta: uscire dall'Unione europea è possibile»: queste le prime parole della presidente del Front National, Marine Le Pen, in una conferenza stampa nella sede del partito, a Nanterre, sulle conseguenze della Brexit.

11.27 - BCE PRONTA A INIETTARE LIQUIDITÀ. La Bce è pronta a iniettare liquidità in euro e in altre valute per far fronte i contraccolpi della Brexit. E' quanto si legge in una nota dell'istituto centrale europeo in cui si precisa che la Bce è preparata all'emergenza ed è in stretto coordinamento con le altre banche centrali.

11.20 - LE BORSE CERCANO DI ASSESTARSI. Le Borse europee stanno cercando un assestamento dopo il tonfo sul voto Uk e restano in pesante calo, con l'Euro Stoxx che va giù del 7,7%. Londra cede il 4,4% dopo essere arrivata a cali dell'8,7%, mentre la sterlina dopo esser scivolata fino a quasi 1,2 sull'euro tratta ora quasi a 1,25. Parigi cede il 7,5%, Francoforte il 6,2%, Madrid perde il 9,8%. A Milano l'Ftse Mib perde il 10%. Intesa, Bpm e Bper segnano perdite nell'ordine del 20%, son sospese Ubi e Mediobanca. Unicredit e Banco perdono il 19%.

11.03 - CACCIA AI PASSAPORTI IRLANDESI.

10.55 - IL MEF: EFFETTI LIMITATI SULL'ECONOMIA ITALIANA. «L'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea avrà effetti comunque limitati sull'economia reale italiana. La solidità dei fondamentali delle imprese tornerà presto a prevalere sulla volatilità dei mercati finanziari». Così il Mef in una nota dopo la riunione, presieduta dal ministro Pier Carlo Padoan, del comitato per la salvaguardia della stabilità finanziaria.

10.40 - TRUMP: «GRANDE NOTIZIA». «È una grande notizia» che i britannici si siano «ripresi il loro Paese». Lo ha detto il candidato repubblicano alla Casa Bianca Donald Trump, oggi in Scozia per inaugurare il suo 'Trump Turnberry', esclusivo resort e golf club nella localita' di Ayrshire.

10.26 - TELEFONATA MERKEL-RENZI. Telefonata tra la cancelliera tedesca Angela Merkel ed il premier Matteo Renzi dopo il voto su Brexit. Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi.

10.20 - EUROPA A PICCO. BANCHE GRECHE A -30%. Vanno tutte a picco le Borse europee. L'indice Euro Stoxx cede il 9,1%, con crolli che vanno dal -11,7% di Milano all'8,9% di Parigi, passando per il 7,2% di Francoforte e l'11,5% di Madrid. Londra perde il 5,1% tra sospensioni a raffica. Ad Atene l'indice Bs Ase perde il 14%. Tra i 600 titoli a maggior capitalizzazione del Vecchio Continente, vengono letteralmente scaricate le banche greche, con Eurobank Ergasi e Alpha Bank in calo del 30%.

10.13 - TELEFONATA HOLLANDE-MERKEL. Il presidente francese, Francois Hollande, si è intrattenuto per «circa venti minuti» al telefono con la cancelliera tedesca, Angela Merkel. A quanto si apprende, è stata una conversazione «molto intensa» in seguito alla decisione dei britannici di lasciare l'Unione europea. Hollande ha sentito anche il presidente del consiglio dell'Ue, Donald Tusk. Attualmente è impegnato in una riunione di crisi all'Eliseo al termine della quale dovrebbe rivolgersi ai francesi.

10.10 - MADRID AFFONDA. La Borsa di Madrid affonda. La piazza spagnola soffre l'effetto Brexit e l'indice Ibex 35 va giù dell'11% a 9.560,08 punti.

10.05 - MILANO CROLLA CON LE BANCHE: -11%. In Piazza Affari stanno facendo faticosamente prezzo quasi tutti i titoli e l'indice Ftse Mib cede l'11%. Nelle ultime cinque sedute la Borsa di Milano ha guadagnato quasi il 10%, ma ora è un bagno di sangue senza precedenti: Mediolanum, Bper, Mps, Bpm e Banco popolare - congelate in asta di volatilità - segnano perdite teoriche superiori al 20%, con Intesa che agli scambi normali cede il 19% a 1,8 euro. Tra gli altri titoli Telecom perde il 14%, Mediaset, Generali a Fca segnano cali a due cifre.

9.48 - RENZI: «CAMBIARE L'UE, MA È IL NOSTRO FUTURO». «Dobbiamo cambiarla per renderla più umana e più giusta. Ma l'Europa è la nostra casa, è il nostro futuro». Così il premier Matteo Renzi, su Twitter, dopo la vittoria del 'Leave' al referendum in Gran Bretagna.

9.44 - GENTILONI: «UK RESTA NOSTRA ALLEATA». «L'Italia, come tutti sanno, avrebbe di gran lunga preferito un esito diverso, rispetta la decisione. Ma uscire significa uscire. Certamente la Gran Bretagna resterà nostra amica e alleata nella Nato ma la decisione di uscire dall'Ue è stata presa e ad essa bisogna dare seguito». Così il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, commentando alla Farnesina l'esito del referendum sulla Brexit.

9.40 - CAMERON: «NESSUN CAMBIAMENTO IMMEDIATO PER I CITTADINI». «Non ci saranno cambiamenti immediati per i cittadini dell'Unione europea che vivono in Gran Bretagna e per i britannici che vivono in altri Paesi dell'Unione europea», ha affermato il premier britannico David Cameron nella sua prima dichiarazione dopo il voto sulla Brexit.

9.36 - UE: RIUNIONE STRAORDINARIA IL 28. Il Parlamento europeo si riunirà per una sessione straordinaria sulla Brexit martedì prossimo. Questa, a quanto si è appreso, la decisione maturata dalla conferenza dei presidenti dei gruppi politici ancora in corso. Il Pe chiederà a Londra di formalizzare la richiesta di uscita dall'Ue e l'applicazione dell'articolo 50.

+++ FLASH: CAMERON SI DIMETTE: NUOVO PREMIER GUIDERÀ L'USCITA DALL'UE +++

9.15 - BORSA DI LONDRA: -8%. La Borsa di Londra crolla. L'indice Ftse 100 a poche battute dall'avvio cede l'8%.

9.13 - IL LEADER LABURISTA CORBYN: «NON LASCIO». Il leader dei laburisti Jeremy Corbyn, sostenitore del Remain, ha affermato che non si dimetterà a causa dei risultati del referendum che sanciscono la vittoria del 'Leave'.

9.09 - PIAZZA AFFARI SOSPESA. Tutti i titoli principali di Piazza Affari non riescono a fare prezzo in avvio e sono stati posti in asta di volatilità: l'indice Ftse Mib (-0,1%) di fatto non può essere indicativo.

9.00 - SPREAD SCENDE SOTTO I 170 PUNTI. Brusche oscillazioni degli spread dopo l'ufficializzazione della Brexit. Il differenziale tra Btp e Bund è schizzato fino a 191 punti base per poi ripiegare sotto quota 170 a 165 punti. Il divario tra i decennali di Spagna e Germania ha sfiorato i 200 punti base e ora si è ridotto a 173 punti.

8.59 - TUSK: «MOMENTO DRAMMATICO». «Non nascondo che volevamo un risultato diverso. Sono pienamente cosciente di quanto grave e anche drammatico sia questo momento politicamente. Non c'è modo di prevedere tutte le conseguenze politiche». Così il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk. Che ha aggiunto: «L'Unione europea è preparata anche per questo scenario negativo e tutte le procedure per il ritiro del Regno Unito dalla Ue sono chiare e scritte nei Trattati».

8.40 - SI ALLONTANA LA STRETTA FED. Un aumento dei tassi di interesse da parte della Fed si allontana con la vittoria del Leave al referendum sulla Brexit. Ci sarebbe solo il 2,5% di possibilità di una stretta a luglio, con alcuni analisti che prevedono che la Fed non alzerà il costo del denaro fino al 2017.

8.37 - SCHÄUBLE: «L'EUROPA RIMANGA UNITA». «L'Europa dovrà adesso rimanere unita, insieme dobbiamo tirare fuori il meglio dalla decisione dei nostri amici britannici». Lo ha detto il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble a Berlino, commentando la vittoria della Brexit.
«Rispettiamo il risultato», ha aggiunto, «anche se mi ero augurato un altro esito». Il ministro ha poi detto di essere costantemente in contatto con i colleghi del G7 e che il procedimento per l'uscita dall'Ue è regolato in maniera chiara e verrà utilizzato: «Questo crea affidabilità», ha concluso.

8.35 - IRLANDA DEL NORD PER IL REMAIN. Oltre a quelle sull'Inghilterra, il sito della Bbc ha fornito le percentuali dei risultati del referendum sulla Brexit anche delle altre tre 'nazioni' che compongono il Regno Unito. In Irlanda del Nord il Remain ha vinto con il 55,8% a fronte di un 44,2% attribuito al Leave. In Scozia il no alla Brexit ha prevalso col 62,0% mentre per l'uscita dall'Ue ha votato il 38,0% degli elettori. In Galles il Leave ha ottenuto il 52,5% battendo il Remain, fermatosi al 47.5%

8.32 - FARAGE: «VITTORIA DELLA GENTE COMUNE». Nigel Farage afferma che al referendum sulla Brexit c'è stata «la vittoria della gente comune contro le grandi banche, il grande business e i grandi politici». E aggiunge: «L'Unione europea sta morendo e altri Paesi potrebbero seguire l'esempio della Gran Bretagna».

8.27 - CROLLANO I FUTURES. MILANO VERSO IL -9%. Pesanti cali per i futures sull'avvio delle Borse europee: secondo il circuito Bloomberg i contratti sulla partenza di Parigi sono ribasso fino all'11%, quelli su Francoforte cedono il 10% mentre Londra segna un calo previsto che ondeggia attorno all'8%. La maggioranza degli operatori - in un clima eccezionalmente volatile - vede per Milano un avvio in perdita attorno al 9%, con punte anche a due cifre

8.23 - BANK OF ENGLAND: PRONTI PIANI DI EMERGENZA. Dopo il voto per la Brexit la Bank of England afferma di aver assunto «estensivi piani di emergenza» e afferma di lavorare a stretto contatto con il ministero del Tesoro, le altre autorità del Regno Unito e le banche centrali estere.
«La Bank of England sta monitorando attentamente gli sviluppi», afferma l'istituto centrale britannico in una nota. «Ha intrapreso estensivi piani di emergenza e sta lavorando strettamente con il Tesoro di Sua Maestà, le altre autorità domestiche e le banche centrali estere. La Bank of England intraprenderà tutte le azioni necessarie per assumersi appieno le proprie responsabilità sulla stabilità monetaria e finanziaria».

8.20 - SPREAD A 185 PUNTI BASE. Tempesta sugli spread dopo la Brexit. Il differenziale tra Btp e Bund si è ampliato a 185 punti base in pochi minuti dai 130 della chiusura di giovedì, con il tasso del 10 anni italiano in rialzo all'1,7%. Il tasso del Bund è piombato fino al minimo record di -0,17% per poi risalire a -0,15%. Il divario Bonos/Bund balza a 190 punti base.

8.15 - PREMIER BELGA: «SUBITO SUMMIT SENZA LONDRA». Convocare al più presto un 'conclave' senza la Gran Bretagna: questo l'invito-appello lanciato ai suoi colleghi questa mattina dal premier belga Charles Michel. La riunione dovrebbe servire a dare una risposta alla Brexit e indicazioni sul futuro Ue. Secondo Michel il 'conclave' tra i leader Ue, ma senza Cameron, si dovrebbe svolgere a luglio con l'obiettivo di «definire al più alto livello gli orientamenti politici sul futuro dell'Europa». In particolare, bisognerà individuare come procedere sulla strada del completamento del mercato unico e dell'unione monetaria, nonchè ad approfondire la cooperazione in materia di sicurezza. Si tratta, ha sottolineato Michel, di trasformare un «momento difficile in una opportunità». Il voto per la Brexit è uno «schiaffo» all'Europa, ha detto ancora il premier belga, «ma non per questo bisogna cedere al panico. La costruzione dell'Ue è stato il più bel sogno del Ventunesimo secolo, bisogna costruirne un altro.

8.10 - A BRUXELLES RIUNIONI DI EMERGENZA. Prima la riunione della conferenza dei presidenti dei gruppi politici al Parlamento europeo poi un 'summit' tra i presidenti della Commissione, Jean Claude Juncker, del Consiglio, Donald Tusk, del Pe Martin Schulz e della presidenza di turno olandese dell'Ue Mark Rutte: questa la sequenza di incontri con cui stamane le istituzioni europee metteranno a punto la prima risposta ufficiale da dare alla Brexit. A Lussemburgo, per il primo pomeriggio, è poi prevista la riunione del Consiglio affari generali.

+++ FLASH +++ BBC: IL FRONTE DEL BREXIT VINCE COL 51,9%

8.07 - L'ATTESA DELLA BCE. La Bce alla finestra: non ha ancora deciso se e quando convocare una conference call del consiglio per discutere eventuali reazioni alla Brexit. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando alcune fonti.

8.00 - HOLLANDE CONVOCA RIUNIONE. Il presidente François Hollande ha convocato una riunione alle 9 all'Eliseo, con il premier Manuel Valls e i principali ministri del governo dopo il voto sulla Brexit.

7.59 - L'ORO GUADAGNA IL 6%. Dopo il crollo della sterlina ai minimi storici, l'oro, uno dei beni rifugio per eccellenza, guadagna circa il 6% a 1.330,89 dollari l'oncia rimanendo poco sotto i massimi toccati subito dopo l'annuncio dei risultati del referendum britannico che ha visto l'addio di Londra a Bruxelles.

07.40 - PPE: NEGOZIATI D'USCITA ENTRO DUE ANNI. «Rispettiamo e deploriamo la decisione degli elettori britannici», che «provoca un danno maggiore a entrambe le parti, ma in prima battuta alla Gran Bretagna», per questo «non ci può essere nessun trattamento speciale per il Regno Unito» e quindi «i negoziati di uscita devono concludersi entro due anni». Così il leader del Ppe all'Europarlamento, il tedesco Manfred Weber, sottolineando che ora «l'Europa ha bisogno di un momento di riflessione, vogliamo un'Europa migliore e più intelligente».

07.34 - HOLLANDE CONVOCA UNA RIUNIONE ALL'ELISEO. Il presidente François Hollande ha convocato una riunione alle 9 all'Eliseo, con il premier Manuel Valls e i principali ministri del governo dopo il voto sulla Brexit.

La mappa del voto elaborata dal Guardian: in giallo i Remain.

07.31 - RINVIATA LA DIREZIONE PD. La direzione del Pd, prevista per questo pomeriggio, e' stata rinviata probabilmente a venerdi' della prossima settimana. Il rinvio, si apprende da fonti Pd, è collegato all'esito del referendum sulla Brexit.

07.29 - SALVINI: GRAZIE UK, ORA TOCCA A NOI. «Evviva il coraggio dei liberi cittadini! Cuore, testa e orgoglio battono bugie, minacce e ricatti. Grazie Uk, ora tocca a noi. #Brexit». Così esulta su Twitter il leader della Lega, Matteo Salvini, per la vittoria del 'Leave' in Gran Bretagna.


07.18 - MARINE LE PEN: REFERENDUM ANCHE IN FRANCIA. «Vittoria della libertà! Come chiedo da anni ora serve lo stesso referendum in Francia e nei Paesi dell'Ue»: lo scrive la leader del Front National, Marine Le Pen, in un tweet pubblicato nel giorno del Brexit. Anche il numero 2 del Front National, Florian Philippot, ha twittato: «La libertà dei popoli finisce sempre per vincere. Bravo Regno Unito. Ora tocca a noi».


07.12 - I SOCIALISTI FRANCESI: ORA RIFONDARE L'UE. «Lanciamo un appello: ora è il momento di una rifondazione, sia a livello dell'Ue che al livello dell'eurozona, i 27 devono lavorare insieme». Così la delegazione degli eurodeputati socialisti francesi in una nota, sottolineando che con la Brexit «la Gran Bretagna tornerà ad essere un'isola».

07.10 - +++ BBC: LA VITTORIA DELLA BREXIT È UFFICIALE +++

07.08 - ANALISTI IG: LE BORSE UE APRIRANNO CON CALO 8,5%. ANCHE MILANO. «Le Borse europee sono destinate ad aprire con cali nell'ordine dell'8,5%, anche Milano». Lo afferma Vincenzo Longo analista di Ig sulla base delle indicazioni della piattaforma di trading. «Sulla base dei nostri indicatori Milano aprirà a 16.350 punti, che è il livello di giovedì scorso», segnala. «L'incertezza rimane altissima - afferma in generale sui mercati oggi -. Si apre la strada potenzialmente a una maggior debolezza dell'Unione Europea che può aprire i varchi all'uscita di altri paesi». Qual è il movimento più impressionante nella reazione dei mercati? gli viene chiesto. «Il crollo della sterlina, arrivata a perdere 11% nei confronti del dollaro - risponde -. Non è mai accaduto, sono movimenti che sul mercato valutario è difficile vedere nel corso dell'intera vita». (ANSA).

07.04 - OPERATORI USA: LIQUIDITA BANCHE CENTRALI SOTTO OSSERVAZIONE. Gli operatori borsistici Usa dopo il risultati del referendum sulla permanenza della Gran Bretagna nell'Ue, dove avrebbe prevalso il Leave, guardano all'azione della banche centrali per arginare la volatilita' dei mercati che stimano superiore a quella della crisi di Lehman Brothers. Le banche centrali dovrebbero a breve intervenire per calmare i mercati: «Offriranno molta liquidità se necessario», afferma Tony Nangle, numero uno di Threadneedle per l'area Emea.

06.55 - IL VICE DELLA MERKEL: BRUTTO GIORNO PER L'EUROPA. «Maledizione, un brutto giorno per l'Europa». Lo ha twittato il vice cancelliere tedesco Sigmar Gabriel. È la prima reazione di un membro del governo tedesco alla vittoria della Brexit al referendum.

06.54 - FINANZA DI LONDRA: SCENARIO DI TERRORE SUI RENDIMENTI USA. Dopo la notte insonne ai terminali, in attesa del voto Uk un gestore italiano nella City, Mauro Ratto, head of Emerging Market Investment Management di Pioneer Investments, parla di mercati «molto pesanti». «Per il momento ancora niente di drammatico», racconta all'ANSA, «potrebbe esserci ulteriore volatilità a breve con l'apertura dei mercati europei». Sui rendimenti dei titoli di stato Usa Ratto parla poi di 'uno scenario di terrore': Il future sul decennale 'è poco liquido - spiega anche -, nelle mani di pochi operatori hedge fund e asiatici, ma tratta all'1,5% e 25 basis point di differenza sono un'enormità di questi tempi'. A Londra i gestori Pioneer (gruppo Unicredit) hanno monitorato la situazione durante la notte, spiega Ratto, anche se 'le posizioni sono state prese a inizio serata, l'esito del referendum si è capito abbastanza rapidamente'. «E' un risultato ben al di là di quello che ci si poteva aspettare con 1 milione di voti di differenza - racconta -. E' una situazione, storica si vive un po' attoniti».»
«I mercati azionari sono chiaramente molto pesanti a partire dal future sul 'Footsie', con tutti i mercati asiatici al ribasso», riassume poi il capo dei mercati emergenti di Pioneer. «C'è un movimento molto forte sui cambi, la sterlina perde 10 punti percentuali rispetto al dollaro. Scendono tutte le valute dell'area euro periferico, lo sloty polacco, il fiorino ungherese di 4-5 punti. E' un momento storico, non necessariamente positivo», afferma Ratto definendosi 'europeista convinto». «E' un segnale che sta accadendo qualcosa di storico e che avrà delle ripercussioni prolungate sul progetto europeo e sulle condizioni economiche sia di Londra e sia dell'economia globale», dice.

06.46 - WILDERS ESULTA, ORA REFERENDUM IN OLANDA. «Hurrah per i britannici. Ora è il nostro turno. È tempo per un referendum olandese»: così il leader degli euroscettici olandesi, Geert Wilders esulta su Twitter, prefigurando una Nexit dopo la Brexit. «Se diventerò primo ministro, ci sarà un referendum anche in Olanda per abbandonare l'Unione europea, lasciamo decidere il popolo olandese. Vogliamo essere responsabili per il nostro stesso paese, la nostra stessa moneta, le nostre stesse frontiere, e la nostra stessa politica migratoria», ora «è tempo per un nuovo inizio facendo affidamento alla nostra stessa forza e sovranità, anche in Olanda», per questo il Pvv «chiede un referendum sulla Nexit, un'uscita dell'Olanda dall'Ue'.

06.43 - TOKYO APPLICA IL CIRCUIT BREAKER. Le autorità di vigilanza della Borsa di Tokyo hanno deciso l'applicazione del 'circuit breaker', il dispositivo che inibisce le funzioni di immissione e modifica degli ordini, limitando i ribassi troppo elevati. Dopo la pausa pomeridiana, l'indice Nikkei era arrivato a perdere fino all'8,17%, lasciando sul terreno oltre 1.300 punti a quota 14.911,19.

06.42 - SEUL CONVOCA SEDUTA D'EMERGENZA. Il governo della Corea del Sud ha convocato una seduta d'urgenza per esaminare gli effetti della Brexit: lo riferisce l'agenzia Yonhap. I mercati azionari accusano pesanti perdite (-4% la Borsa di Seul, mentre al Kosdaq è scattata il 'circuit breaker' per tamponare il tonfo), mentre il won è trattato a 1.155,65 contro il dollaro, in calo di 5,45.

06.36 - CROLLANO VALUTE, SALE IL BITCOIN. Il Bitcoin sale con le proiezioni della Bcc di una vittoria del Leave al referendum sulla Brexit. La valuta virtuale sale del 5,1% a 656,85 dollari. Il Bitcoin potrebbe essere un nuovo bene rifugio, secondo alcuni analisti convinti che possa mettere al riparo dalla volatilila' dei mercati.

06.30 - CROLLA ANCHE IL PETROLIO. Il petrolio è in calo dopo il risultato del referendum sulla Brexit e cede oltre il 6% a 47 dollari per il barile Wti mentre il Brent cede poco meno (il 5,95%) a 47,88 dollari.

06.12 - CROLLA HONG KONG. La Borsa di Hong Kong crolla con la Brexit: l'indice Hang Seng brucia quasi 1.000 punti con un tonfo del 4,67%, scivolando intorno ai minimi a quota 19.894,12.

06.02 - LA STERLINA PERDE IL 10%. La sterlina perde il 10%. Ai minimi storici.

05.56 - TOKYO PERDE L'8%. Panico sui mercati di tutto il mondo: Tokyo perde l'8%.

05.45 IL REGNO UNITO FUORI DALL'UE. Tutte le principali emittenti televisiobe britanniche annunciano l'uscita del Regno Unito dall'Europa. Bbc: vince la Brexit, Gb fuori da Ue

05.34- TOKYO PERDE IL 5%. Continua il crollo della Borsa di Tokyo dopo l'apertura col segno più e il ritracciamento degli indici in seguito alle indicazioni mutevoli che arrivano dagli exit poll sul referendum della Brexit in Gran Bretagna: l'indice Nikkei perde circa il 5%.

05.24. FARAGE INOVA LE DIMISSIONI DI CAMERON. Se il Leave vince, il premier David Cameron si deve dimettere 'immediatamente', ha detto il leader dell'Ukip.

05.18 - STERLINA AI MINIMI DAL 1985. La sterlina è crolla sotto gli 1,35 dollari, segnando i minimi dal 1985. È il calo più forte di sempre per la valuta inglese.

05.02 - BORSA DI TOKYO A -3%, STERLINA AI MINIMI. Continua l'andamento altalenante alla Borsa di Tokyo dopo l'apertura col segno più e il ritracciamento degli indici in seguito alle indicazioni mutevoli che arrivano dagli exit poll sul referendum della Brexit in Gran Bretagna: alle 11,30 l'indice Nikkei perde il 3,05%, cedendo quasi 500 punti a quota 15.742,40. La sterlina si è deprezzata scendendo sui minimi in 6 anni al cambio con lo yen a quota 139,70.

04.59 - FARAGE: «ORA SOGNO, E' L'INDIPENDENCE DAY». «Ora ho il coraggio di sognare che l'alba stia arrivando su un Regno Unito indipendente. Questo è l'Indipendence day». Così il leader dello Ukip, Nigel Farage.

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