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REFERENDUM 24 Giugno Giu 2016 0809 24 giugno 2016

Brexit, le reazioni dei leader europei

Esultano gli euroscettici: Salvini: «Ora tocca a noi». Marine Le Pen chiede il referendum anche per la Francia. Il rischio della disgregazione del Vecchio Continente.

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I primi ad esultare, Matteo Salvini e Marine Le Pen.

L'uscita del Regno Unito dall'Ue segna la fine del sogno europeo. I cittadini britannici hanno detto No alla costruzione del progetto voluto dai padri fondatori per costruire un'Europa più forte, la quale si trova ora ad affrontare lo spettro dei nazionalismi che hanno tragicamente segnato il secolo scorso. E mentre tremano le fondamenta di Bruxelles, i leader populisti dei partiti euroscettici che tanto sono cresciuti negli ultimi anni possono festeggiare.
SALVINI ESULTA: «SCHIAFFO A RENZI E NAPOLITANO». «Evviva il coraggio dei liberi cittadini!», twitta il leader della Lega Matteo Salvini, «Cuore, testa e orgoglio battono bugie, minacce e ricatti. Grazie Uk, ora tocca a noi. #Brexit».
«L'importante è che l'Italia non sia l'ultima a scendere da questa nave che affonda», ha dichiarato in conferenza stampa nella sede di via Bellerio, «da Londra è arrivato uno schiaffone ai Renzi, ai Napolitano, ai Monti che dicono che gli italiani non devono occuparsi d'Europa».

La notizia arriva felicemente inaspettata per il partito più lontano dall'Europa in Italia. Soprattutto dopo che gli stessi leader del Leave oltre Manica nella serata del 23 giugno annunciavano la probabile vittoria del Remain. Scaramanzia, evidentemente, o semplice voglia di pararsi nel caso di sconfitta.
M5S: «CAMBIARE L'UE DALL'INTERNO». Da parte sua, il Movimento 5 stelle aveva dichiarato alla vigilia l'intenzione di non voler andare contro all'Unione. «Il M5s è in Europa e non ha nessuna intenzione di abbandonarla. Se non fossimo interessati all'Unione Europea non ci saremmo mai candidati», scriveva il 23 il blog di Beppe Grillo, «l'Italia è uno dei Paesi fondatori dell'U, ma ci sono molte cose di questa Europa che non funzionano. Per questo il Movimento 5 Stelle si sta battendo per trasformare l'UE dall'interno».
Se nella Penisola il rischio di una deriva anti europea è limitato, per ora, al partito che un tempo voleva addirittura la secessione da Roma, nel resto d'Europa il primo Paese a chiedersi cosa succederà è la Francia.
LE PEN: «ORA FREXIT». «Vittoria della libertà! Come chiedo da anni, ora serve lo stesso referendum in Francia e nei Paesi dell'Ue», scrive la leader del Front National, Marine Le Pen, in un tweet pubblicato nel giorno del Brexit. «È una giornata storica, adesso la realtà si è imposta: uscire dall'Unione europea è possibile», ha dichiarato la Le Pen in conferenza stampa.

Anche il numero 2 del Front National, Florian Philippot, ha twittato: «La libertà dei popoli finisce sempre per vincere. Bravo Regno Unito. Ora tocca a noi».
«Vittoria»: Marion Le Pen, nipote di Marine e nuova star del partito esulta così in un messaggio diffuso via Twitter, seguito subito dopo da un secondo tweet in cui afferma che «Dalla Brexit alla Frexit: è ormai ora di importare la democrazia nel nostro paese. I francesi devono avere il diritto di scegliere!».
CARBURANTE PER GLI EUROSCETTICI. «Hurrah per i britannici. Ora è il nostro turno. È tempo per un referendum olandese», così il leader degli euroscettici olandesi, Geert Wilders esulta su Twitter, prefigurando una Nexit dopo la Brexit.
«Se diventerò primo ministro, ci sarà un referendum anche in Olanda per abbandonare l'Unione europea, lasciamo decidere il popolo olandese». Così il leader del partito euroscettico olandese in un comunicato. «Vogliamo essere responsabili per il nostro stesso Paese, la nostra stessa moneta, le nostre stesse frontiere, e la nostra stessa politica migratoria», ora «è tempo per un nuovo inizio facendo affidamento alla nostra stessa forza e sovranità, anche in Olanda», per questo il Pvv «chiede un referendum sulla Nexit, un'uscita dell'Olanda dall'Ue».

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