Premier Matteo Renzi 160324204417
MAMBO 24 Giugno Giu 2016 1732 24 giugno 2016

Mentre cambia il mondo nel Pd si parla della Raggi

Il renzismo ha un grave problema culturale. Così il partito perde contatto con la realtà.

  • ...

Il premier Matteo Renzi.

Fa molto male Matteo Renzi a continuare a credere che la partita in Italia sia lui contro tutti gli altri.
Fa molto male a pensare che la battaglia campale sia il referendum. Fa molto male a respingere tutte, dicasi tutte, le proposte che gli vengono offerte dalle opposizioni.
Comunque si legga il voto amministrativo, il fatto che Renzi sottovaluta è che sta soffiando un vento violento che rischia di travolgere antiche credenze, strutture burocratizzate, leadership gonfie di sé.
LO SCONTRO INTERNO AL PD, CHE ERRORE. Tutto il Pd sbaglia se sceglie lo scontro interno all’ultimo sangue mentre il Paese parla d’altro e sicuramente è indifferente a quel che accade nel partito maggiore.
Sarebbe il momento, invece, di analizzare la situazione e dire che lo scontento sta crescendo, che nessuno crede ai miracoli, che ovviamente nessuno vede, che il Movimento 5 stelle si è collocato all’incrocio dei venti per prendere più velocità mentre gli altri rischiano di essere travolti.
L’analisi della situazione dovrebbe essere all’altezza di quei momenti in cui sentivamo che il mondo stava cambiando nel profondo. Ci stiamo giocando l’Europa. Vi pare poco? Si può fronteggiare questa situazione discutendo di Raggi e Boschi, di 'Sì' o 'No' a referendum su leggi scritte male, lasciando andare alla deriva tanta parte di quella società che vede la povertà a occhio nudo sia perché ci è già dentro sia perché teme di finirci.
Un partito serio si prende un tempo breve per riflettere, accantonando per qualche tempo lo scontro salvo riproporlo su alternative sostanziose.
IL RENZISMO HA UN PROBLEMA CULTURALE. Il renzismo non è adeguato culturalmente ad affrontare la situazione. Non è colpa del premier. È che dietro di lui non c’è pensiero. Nelle opposizioni c’è talvolta un pensiero antico, ma non c’è il coraggio di dire che abbiamo sbagliato la lettura del mondo negli anni dell’Ulivo e del post Ulivo. Qui devono rispondere Prodi e D’Alema, altro che scontro con Renzi.
Oggi il tema è quello della ricostruzione di una casa socialista europea.
Si dirà che è un ritorno all’antico, a vecchie ideologie. Non è così. L’ideologia più vecchia è stata battuta in queste ore con l’idea che non siano necessarie destra e sinistra, che l’Europa dei burocrati avrebbe resistito, che Farage e altri sono fenomeni da baraccone, che l’Ungheria è una eccezione, che Le Pen sarà battuta dello spirito repubblicano dei francesi.
Non è così. Tutta questa roba, come la fine della storia propagandata dopo l’89, è una drammatica sciocchezza.
IL MONDO VUOLE RISPOSTE ORA PIÙ CHE MAI. Il mondo aspetta risposte alla sua trasformazione che ormai investe direttamente l’Occidente, le sue casematte, le sue leadership. Il mondo aspetta che una forza culturale prima che politica sappia raccontarlo nelle sue fragilità, nei suoi punti di forza, nel dialogo con una umanità dolente che non accetta più di vivere come ha vissuto finora.
Il pensiero a cui ci riferiamo non può essere un pensierino italiano. Lasciamo questo alle nuove destre. Il pensiero deve guardare al mondo con la stessa larghezza di veduta del papa. Io non vedo altra strada che la messa in discussione di ideologie mercatiste e di istituzioni burocratiche che possono venire solo da una nuova concezione del socialismo.
Renzi perde troppo tempo davanti allo specchio. Guardi oltre. Ma lo faccia anche la sua sinistra.

Correlati

Potresti esserti perso