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MUM AT WORK 25 Giugno Giu 2016 1400 25 giugno 2016

Appendino, sindaca più indipendente di Raggi

Una ha firmato un 'contratto' col M5s. L'altra è più autonoma. Anche sui social.

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Chiara Appendino e Virginia Raggi del M5s.

Può essere un tema del dibattito pubblico parlare del fatto che le nuove due sindache Raggi e Appendino siano donne e madri? Sì, può esserlo. Perché ce ne sono poche, si tratta ancora di animali rari. Secondo dei dati Ancitel del 2016, tra i capoluoghi di Provincia (in totale 97) solo otto sono amministrati da donne e tra i capoluoghi di Regione sono tre. Più il Comune è piccolo, più è semplice per un donna fare il primo cittadino. Ma quando i numeri crescono, diventa una mission impossible.
NON SONO LE PRIME SINDACHE. Eppure, oltre a Giusi Nicolini sindaca di Lampedusa candidata al Nobel per la Pace, di sindache famose ce ne sono state, come Moratti a Milano o Iervolino a Napoli. Passando dalla prima sindaca d’Italia, Ada Natali eletta nel 1946, a Massa Fermana, in provincia di Ascoli Piceno alla prima per Torino, Maria Magnani Noya, del Psi, in carica per tre anni (dal 1987 al 1990). Di certo per 'maestra Ada' o per Magnani Noya la sfida sui social non era un’opzione. Invece nel dna delle grilline neo-elette la Rete ha giocato un ruolo determinante.
«La mia sensazione è che sia la gestione di Facebook che di Twitter siano uscite dalla stessa scuola, come se avessero fatto lo stesso corso di digital marketing», ha commentato Riccardo Scandellari, aka Skande, social media influencer e autore di diversi testi sul mondo dei social network. «Stessa tecnica con diversi contenuti, anche se Raggi è più brava: fa copertine e posta sia immagini che video curatissimi, come se avesse un’agenzia di comunicazione alle spalle». Ma com’era il loro stile prima? Twitter, che permette di andare più indietro nel tempo, mostra che «il registro comunicativo è cambiato» anche se il fatto rilevante è un altro.
«Per una candidata il sito creato per la campagna elettorale si inserisce all’interno del blog di Grillo, mentre per l’altra si tratta di un sito indipendente, registrato a suo proprio nome e di sua proprietà», ha continuato Scandellari.
IL SITO DELLA RAGGI È DENTRO AL BLOG. E, a ben guardare al mondo fuori dai social, si vede che «la sindaca che ha creato il suo sito all’interno del blog di Grillo» è la stessa che ha firmato il fantomatico 'contratto'. È Virginia Raggi. Mentre Chiara Appendino non lo ha firmato e si è creata il sito per la campagna da sola. Che vuol dire? Cos’è questo 'contratto'?
«'Il contratto' riguarda l’agenzia di comunicazione. In seno a questo contratto, se dovessero incorrere in un reato penale, l’agenzia non segue il politico e questi dovrà pagare una 'penale' di 150 mila euro. È una garanzia affinché non cambino casacca e per far sì che rispettino le linee guida del Movimento», ci ha spiegato un avvocato di Roma. «'Contratto' è la parola sbagliata, anche perché credo che tanti giornalisti facciano confusione tra il codice etico del Movimento 5 stelle e il contratto con l’agenzia di comunicazione. Poi la penale da 150 mila euro è un 'pro forma'. Chi l’ha mai pagata?», ha commentato una fonte vicina al Movimento romano.
Nel dubbio, possiamo stare tranquilli: Raggi non è meno indipendente di Appendino. Vero?

Twitter @Francesca_Gui

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