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CONSEGUENZE 25 Giugno Giu 2016 0844 25 giugno 2016

Brexit, l'Europa ora vuole accelerare il divorzio

Pressing su Londra per l'attivazione dell'articolo 50.  Juncker: «Non sarà una separazione consensuale, ma spero si faccia in fretta».

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Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker.

Il giorno dopo la drammatica svolta che ha sancito l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea, Bruxelles fa i conti con gli effetti della Brexit e studia le contromosse per accelerare le procedure che porterarnno alla separazione. Un divorzio che il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha ricordato non essere affatto «consensuale», anticipando di fatto il via ai negoziati per accelerare la procedura di uscita.
«Dopotutto» - ha aggiunto Juncker - «non è stata neppure una grande relazione amorosa. Non capisco perchè il governo britannico abbia bisogno di aspettare sino a ottobre per decidere se inviare o no la lettera di divorzio a Bruxelles, vorrei riceverla subito».
LONDRA TEMPOREGGIA. Da Londra, infatti, si tende a temporeggiare, ma la richiesta delle cancellerie europee è forte e chiara e prevede di attivare al più presto l'articolo 50 del trattato di Lisbona. Per Angela Merkel è il governo britannico che deve fornire informazioni su come intende procedere nel processo di uscita. «Le trattative non possono durare in eterno, ma tocca alla Gran Bretagna muovere i suoi passi», ha detto la cancelliera.
RIUNIONE A BERLINO. Proprio concordare una linea unitaria in tal senso i capi della diplomazia dei sei paesi fondatori dell'Ue (oltre all'Italia, Germania, Francia, Olanda, Lussemburgo e Belgio) si sono dati appuntamento a Berlino per discutere delle conseguenze del referendum britannico. Attorno a un tavolo, si legge in una nota diffusa a Berlino, si sono ritrovati oltre al ministro degli esteri del Paese ospite Frank-Walter Steinmeier, il capo della diplomazia italiana Paolo Gentiloni, il francese Jean-Marc Ayrault, l'olandese Bert Koenders, il belga Didier Reynders e il lussemburghese Jean Asselborn. In agenda «uno scambio sui temi attuali della politica europea».
«NESSUNO CI RUBERÀ L'EUROPA». «Nessuno ci ruberà la nostra Europa», ha ribadito Steinmeier prima di incontrare a Berlino i suoi colleghi degli altri cinque Paesi fondatori. «Sono sicuro che questi Stati invieranno come messaggio che non permetteremo a nessuno di prendersi la nostra Europa, questo progetto di pace e di stabilità».
In serata, invece, Matteo Renzi è atteso a Parigi per una cena, «un incontro informale» nel gergo della diplomazia, con il presidente francese François Hollande.
REGNO UNITO A RISCHIO DOWNGRADE. Intanto, dopo la Brexit il Regno Unito è a rischio downgrade. Lo ha spiegato l'agenzia internazionale Moody's, che ha confermato il rating 'Aa1', ma ha portato l'outlook da stabile a negativo. Moody's ha sottolineato come il voto per la Brexit comporti il rischio di «un prolungato periodo di incertezza per il Regno Unito, con implicazioni negative nel medio termine per la crescita del Paese». Implicazioni che avranno delle conseguenze anche sul fronte dei conti pubblici, complicando l'attuazione del piano pluriennale di risanamento e consolidamento messo a punto a suo tempo.

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