Sadiq Khan, sindaco di Londra.
GRAN BRETAGNA 25 Giugno Giu 2016 1053 25 giugno 2016

Brexit, pioggia di petizioni per nuovi referendum

Oltre 1,5 mln di firme per chiedere una nuova consultazione. Londra vuole la  «secessione». E la Scozia pensa al bis.

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Il Remain è uscito con le ossa rotte dal referendum del 23 giugno, ma c'è già chi chiede di indire una nuova consultazione.
Per questo motivo è stata lanciata online una petizione che in poche ore ha raccolto 2 milioni di firme.
A promuoverla è stato un gruppo di parlamentari britannici che, nello specifico, chiede la promulgazione di una nuova legge che prescriva la ripetizione del referendum in caso di un risultato con un margine di vantaggio del Leave inferiore al 60% e che abbia come condizione minima l’affluenza alle urne di almeno il 75% dei cittadini.
Una legge britannica prevede che quando almeno 100 mila persone firmano una petizione il parlamento debba prendere in considerazione la proposta.
A sostegno della petizione su Twitter è nato l'hashtag #Regrexit, da 'regret', ovvero rimorso'.
PETIZIONE PER LONDRA. Nelle stesse ore, Change.org ha rivolto un appello al sindaco di Londra Sadiq Khan per una «secessione» della capitale britannica, dove i sostenitori del Remain sono stati la maggioranza, dal resto del Regno Unito. Identiche le condizioni.
«Chiediamo al governo di applicare una regola secondo la quale se le preferenze a Remain o a Leave sono sotto al 60% su un'affluenza inferiore al 75% allora debba esserci un altro referendum», recita la petizione, che il 28 giugno sarà valutata dalla commissione incaricata e, nel caso, presentata in parlamento. «Londra è una metropoli internazionale, vogliamo rimanere nel cuore dell'Europa ed essere membri dell'Unione europea», è scritto nella petizione sulla capitale che ha già raccolto 99.800 firme.
E LA SCOZIA PENSA AL BIS. Il tutto, vale la pena ricordarlo, in un panorama nel quale anche la Scozia sembra essere intenzionata a chiedere una nuova consultazione, dopo quella che nel 2014 aveva sancito la permanenza nel Regno Unito. La first minister di Edimburgo, Nicola Sturgeon, ha invocato «l'avvio immediato» di negoziati fra l'Ue e la Scozia per «difendere gli interessi» del popolo scozzese, che nel referendum britannico ha votato contro la Brexit a differenza della maggioranza degli elettori del Regno Unito.

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