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POLTRONE 28 Giugno Giu 2016 1700 28 giugno 2016

Alfano trema dopo l'inchiesta sulla vigilanza privata

Doppia scorta e intrecci con l'Ivri di Basile: una puntata di Rec su Rai3 inchioda il ministro dell'Interno. Interrogazione del M5s. Pronto Fiano (Pd) al suo posto?

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Angelino Alfano.

Nella notte dei ballottaggi, il 19 giugno 2016, è andata in onda una puntata del programma Rec su RaiTre (qui il link per vedere la puntata) che sta facendo discutere i palazzi della politica romana.
E che avrebbe messo in seria difficoltà il ministro dell'Interno Angelino Alfano, protagonista dell'inchiesta del giornalista Federico Ruffo dove si parla del business della vigilanza privata in mano al presidente dell'Ivri (gli Istituti di vigilanza riuniti d'Italia) Rosario Basile.
Non solo. Nella puntata si arriva fino alla strage mafiosa di via D'Amelio dove il 19 luglio 1992 morì il magistrato Paolo Borsellino e al presunto, ma mai confermato nelle aule di tribunale, coinvolgimento di alcuni dirigenti proprio dell'Ivri.
INTERROGAZIONE DEL M5S. Ne è nata pure un'interrogazione parlamentare del Movimento 5 stelle, depositata il 21 giugno 2016, dove si chiedono delucidazioni sul motivo per cui nel 2008, come ministro di Grazia e Giustizia, Alfano avesse oltre alla scorta d'ordinanza (quella dell'Uspev, l'Ufficio per la sicurezza personale e vigilanza gestito dall'Ucis del Dipartimento della pubblica sicurezza) anche la vigilanza privata di Basile al seguito: domanda che gli è stata posta durante la trasmissione, ma a cui non ha voluto rispondere.
RAI, UN ATTACCO PESANTE. Passata in secondo piano, coperta dalle maratone televisive e dall'attesa per i risultati di Roma, Milano e Torino, l'inchiesta di Rec ha riportato a galla però i rapporti proprio tra Alfano e Basile, gettando un'ombra sul leader del Nuovo centrodestra.
Tanto che nei ''dietro le quinte'' di Palazzo Chigi ci si domanda come mai su una Rai così filo-renziana e guidata da Antonio Campo Dall'Orto e Daria Bignardi sia andato in onda un attacco del genere al ministro dell'Interno.

C'è aria di rimpasto: Fiano possibile sostituto al Viminale

Emanuele Fiano, deputato del Partito democratico.

I ben informati suggeriscono che tiri aria di rimpasto e che la poltrona di Alfano sia sempre più vacillante.
E si fa già il nome di un possibile sostituto, ossia Emanuele Fiano, già componente del Copasir nella precedente legislatura, esperto di sicurezza, in attesa di un incarico dopo essersi sfilato dalla corsa alle Primarie del Partito democratico per il candidato sindaco di Milano.
MAGGIORANZA AGITATA. Sono voci che non trovano conferme al momento, ma che danno la tara sul periodo di estrema tensione che si sta vivendo dentro la maggioranza.
Alla vigilia di un referendum sulle riforme costituzionali (ottobre 2016) che è destinato con tutta probabilità a spaccare il Ncd tra chi sarà per il ''no'' e chi invece voterà a favore, in linea con Matteo Renzi.
GROVIGLIO SU BASILE. Del resto l'intreccio tra il numero uno dell'Ivri e Alfano era già venuto a galla nel 2015, dopo la sparatoria nel palazzo di Giustizia di Milano.
Ne aveva scritto Linkiesta raccontando del groviglio siciliano intorno a Basile, titolare oltre che di Ivri e di altre otto società nel settore dela vigilanza privata, anche della Ksm, azienda leader di settore.

Il sistema siciliano della vigilanza privata e gli affari col pubblico

Ivri è presente in oltre 30 provincie e conta 3.500 guardie.

Quella di Basile è una della famiglie più importanti di Palermo, di cui Rosario è il capostipite.
Il figlio Luciano, amministratore delegato di Ivri, è vicepresidente di Confindustria Sicilia.
Ma è anche amministratore delegato della Sicurtransport, società collegata alla Ksm, finita nelle pagine dell’inchiesta del sistema Trani in Puglia su alcuni appalti truccati per la vigilanza di immobili del demanio, indagine che è passata per competenza a Palermo ma su cui al momento tutto tace.
TRA UNIV E UDC. Nell'interrogazione dei grillini al ministro Alfano si legge: «Ksm risulterebbe oggi un gruppo con circa 6 mila dipendenti su 32 sedi in Italia, 27 centrali operative, 17 caveaux, 1.300 veicoli al servizio di più di 70 mila clienti e un giro d'affari di oltre 350 milioni di euro; tra i clienti del gruppo, oltre a importanti società private, quali Feltrinelli, Ibm, Auchan, Bnl, D&G, Fininvest, Mediaset e Università Bocconi, vi sarebbero enti e società pubbliche di primaria rilevanza, tra i quali Inps, Rai e Poste italiane SpA, oltre a diversi aeroporti siciliani; Rosario Basile, alla guida del gruppo Ksm, insieme ai figli Luciano e Filippo, è stato vicepresidente dell'Univ (l'Unione nazionale degli istituti di vigilanza), poi componente del direttivo di Confindustria Caltanissetta, presidente vicario di Confindustria Palermo, con delega ai rapporti istituzionali, candidato dell'Udc nel 2013 e attualmente è presidente del consiglio di amministrazione dell'Irfis (società finanziaria per lo sviluppo della Sicilia)».

Chiesto l'intervento dell'Anticorruzione di Cantone

Raffaele Cantone insieme con Matteo Renzi.

Il M5s ha anche aggiunto: «Il sito internet della citata trasmissione Rai riporta che '(...) quella dei Basile è una struttura molto attenta ai rapporti con le persone che contano».
In effetti nel consiglio di amministrazione della Sicurtransport, società del Gruppo Ksm, «siederebbe Salvatore Finazzo, anche noto per essere, come riportato dalla citata inchiesta, il più facoltoso consigliere comunale di Palermo.
Con lui anche Stefano De Luca, presidente del Partito liberale italiano, che ha svolto due mandati nel parlamento italiano e uno in quello europeo».
ALFANO RISPONDERÀ? E infine si chiede l'intervento di Raffaele Cantone, presidente dell'Anac, ente nazionale anticorruzione: «Non sarebbe opportuno confrontarsi sulla legalità degli appalti nel settore con l'Anac, con particolare riguardo per gli appalti che interessano le pubbliche amministrazioni e le società a totale o parziale partecipazione pubblica?».
Ora Alfano dovrà rispondere. Lo farà?

Twitter @ARoldering

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