Marta Vincenzi 140505171937
TRIBUNALE 28 Giugno Giu 2016 1609 28 giugno 2016

Alluvione Genova, chiesti sei anni e un mese per Marta Vincenzi

Quattro donne e due bambine morte. L'ex sindaca rischia il carcere.

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Ex sindaco di Genova, Marta Vincenzi, indagata per omicidio colposo.

Quel disastro le è già costato il posto da sindaca, ma ora potrebbe farle ancora più male. Il pm Luca Scorza Azzarà ha chiesto sei anni e un mese di reclusione per Marta Vincenzi, ex prima cittadina di Genova, nel processo per i fatti dell'alluvione del 4 novembre 2011, in cui persero la vita quattro donne e due bambine.
IMPUTATO ANCHE UN EX ASSESSORE. Oltre alla Vincenzi, sono imputati l'ex assessore comunale Francesco Scidone (per il quale sono stati chiesti 5 anni e 11 mesi), i tre dirigenti comunali Gianfranco Delponte, Pierpaolo Cha e Sandro Gambelli (chiesti rispettivamente 4 anni e sette mesi e 15 giorni ai primi due e quattro anni e un mese).
L'anno dopo quei fatti, Marta Vincenzi si ripresentà da candidata alle primarie del centrosinistra per la poltrona di sindaco di Genova. Fu sconfitta dall'indipendente di sinistra Marco Doria, che avrebbe poi vinto le elezioni. Ma nel 2013, la Vincenzi venne indagata per calunnia, falso, pluriomicidio colposo, disastro colposo.
DECISE DI TENERE APERTE LE SCUOLE. Fu Vincenzi a decidere di non chiudere le scuole, e, secondo l'accusa, ad avallare la redazione di verbali falsi che scagionassero l'amministrazione cittadina da ogni responsabilità.
Rinviata a giudizio nel 2014, a settembre 2015, interrogata in aula, spiegò di aver atteso indicazioni meteorologiche più precise prima di decidere se chiudere le scuole. Poi dichiarò di aver cancellato dalla sua memoria diversi dettagli, dicendo però di ricordare di non essere presente al Matitone mentre il Fereggiano esondava: «In quei momenti mi trovavo al convegno di Eurocities al Porto Antico».
«NESSUNA RIUNIONE SEGRETA, NESSUN FALSO». Poi aggiunse: «La decisione di tenere aperte le scuole la feci mia perché l'assessore Scidone e i tecnici mi dissero che non ci sarebbero stati rischi. Per quanto riguarda la riunione per decidere il presunto falso nego che ci sia stata. Il quattro Gambelli (altro imputato che rivelò della decisione di taroccare il verbale) non era al Matitone, lo cercai, ma arrivò solo a conferenza stampa iniziata. Inoltre tutte le sale erano piene di giornalisti e operatori ed era materialmente impossibile fare una qualsiasi tipo di riunione 'segreta'».

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