Jean Claude Juncker 160628141837
EUROPA 28 Giugno Giu 2016 0830 28 giugno 2016

Brexit, Consiglio Ue per cercare una via d'uscita: il live

Bruxelles vuole fare presto. Il M5s con Farage contro la risoluzione. Il live.

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Jean-Claude Juncker in Aula con Nigel Farage.

Si parlerà anche d'altro, certamente, ma il vertice del 28 giugno a Bruxelles ha un oggetto ben preciso, che risponde al nome di Brexit.
Il summit dei leader Ue è chiamato a fare il punto sulla strategia comune da adottare per sollecitare al più presto l'attivazione dell'articolo 50 da parte del Regno Unito.
«Voglio che sia un processo il più costruttivo possibile, con un risultato il più costruttivo possibile», ha dichiarato il premier britannico David Cameron entrando al vertice, «perché lasciamo la Ue, ma non le voltiamo le spalle, con questi Paesi siamo partner, amici, alleati, vogliamo il rapporto più stretto possibile in termini di commercio, cooperazione e sicurezza».
APPROVATA MOZIONE PER L'USCITA RAPIDA. I capi di Stato discuteranno di Brexit durante la cena, che sarà presumibilmente l'ultima con Cameron.
Intanto, il parlamento europeo riunito in una sessione straordinaria ha chiesto «un'implementazione rapida e coerente della procedura di revoca» dell'appartenenza del Regno Unito alla Ue. La plenaria ha approvato la risoluzione bipartisan a larghissima maggioranza con 395 voti a favore, 200 contrari e 71 astenuti. Tra i contrari, i parlamentati del Movimento 5 stelle hanno votato insieme all'Ukip di Nigel Farage.

  • Il discorso di Nigel Farage al parlamento.


L'indomani, il 29 giugno, i capi di Stato e di governo degli altri Stati membri si incontreranno per la prima volta a 27, in un vertice informale che comincerà la riflessione su come dovrà essere l'Ue dopo l'uscita dei britannici, sul lavoro da fare e sui cantieri da aprire per rendere l'Unione più efficace e riconquistare il consenso dei cittadini.
«Noi prendiamo atto che la Gran Bretagna non ha ancora presentato richiesta formale di uscita», ha detto Angela Merkel intervenendo al Bundestag nella comunicazione del governo, «loro devono prendere atto che nessun colloquio informale potrà partire prima».
JUNCKER: «LONDRA NON GIOCHI». Perentori anche i toni utilizzati dal presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, messo all'angolo dai Paesi membri che vogliono decidere della Brexit in prima persona. «Io sono allergico alle incertezze» e quindi «vorrei che la Gran Bretagna rispettasse la volontà del popolo britannico senza nascondersi dietro giochi a porte chiuse». «Sono sorpreso di vedere che io, proprio io che in Gran Bretagna vengo dipinto come tecnocrate, eurocrate e robot, voglio trarre le conseguenze del voto. E loro no?».
FARAGE: «NON MI DIMETTO». Nigel Farage, da parte sua, ha ribadito di non essere intenzionato a fare alcun passo indioetro, almeno per ora: «Non mi dimetto ora dall'Europarlamento. Non intendo dimettermi fino a quando il lavoro sarà fatto». Una risposta indiretta a Juncker, che poco prima lo aveva apostrofato: «È l'ultima volta che applaude in quest'aula. A dire il vero devo dire di essere sorpreso di vederla qui, lei non era per la Brexit?»

  • Il battibecco tra Nigel Farage e Jean-Claude Juncker.

Il liveblogging:

19.27 - IL 9 SETTEMBRE IL NUOVO LEADER TORY. È stato spostato dal 2 al 9 settembre l'annuncio del nuovo leader del Partito Conservatore britannico, in sostituzione del dimissionario premier David Cameron. Lo si legge in un comunicato diffuso dal direttivo dei Tories. Questo per garantire la «piena partecipazione» di quanti vogliono candidarsi alla leadership, che dovranno presentare le loro domande entro giovedì 30.

19.07 - BCE: RISCHIO SVALUTAZIONE COMPETITIVA. Il Brexit può innescare una corsa alle svalutazioni competitive delle monete in tutto il mondo. Questo il timore del presidente della Bce Mario Draghi espresso al vertice Ue secondo quanto riporta la Bloomberg che cita un documento. «Temiamo le reazioni dei Paesi che provino a correggere ciò che loro vedono come un tasso di cambio errato, cosa che potrebbe innescare svalutazioni competitive e incrementare i premi di rischio e le turbolenze».

18.56 - BCE: IMPATTO DELLO 0,5%. La Brexit può avere un impatto negativo fino allo 0,5% del Pil della zona euro. Lo afferma, secondo quanto riporta Bloomberg che cita un documento ottenuto al vertice Ue, il presidente Bce Mario Draghi secondo cui ci sarà una riduzione della crescita del Pil nei prossimi tre anni.

18.15 - CORBYN NON VUOLE LASCIARE. Jeremy Corbyn non intende dimettersi da leader del Partito Laburista britannico dopo il voto di sfiducia dell'80% del suo gruppo parlamentare e si appella alla base degli iscritti che lo ha eletto nove mesi fa. Lo ha ribadito lui stesso, affermando che facendosi da parte 'tradirebbe' il mandato ricevuto dalla base a larga maggioranza.

18.01 - JOHNSON NON VUOLE VOTO ANTICIPATO. L'ex sindaco di Londra Boris Johnson, capofila del fronte filo-Brexit al referendum britannico sull'Ue, non è intenzionato a convocare un voto politico anticipato nel Paese, a dispetto delle aspettative, se fosse eletto leader del Partito Conservatore al posto del dimissionario David Cameron. Lo ha detto una fonte a lui vicina alla Bbc, precisando che secondo Johnson la vittoria referendaria gli garantisce già un mandato popolare.

17.36 - TUSK: «INAPPROPRIATO INCONTRARE STURGEON». «Il presidente Tusk è molto grato per la richiesta d'incontro bilaterale da parte della first minister della Scozia Nicola Sturgeon ma ritiene che questo non sia il momento più appropriato data la situazione in Gran Bretagna». Così il portavoce del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, che di fatto ha rifiutato un potenziale incontro domani tra i due.

17.34 - IL LABOUR SFIDUCIA CORBYN. Una larga maggioranza di deputati del Labour ha votato per la sfiducia al leader Jeremy Corbyn. Ne dà notizia Sky News, che sottolinea comunque che la votazione non è vincolante per il capo dell'opposizione.

17.32 - TSIPRAS: «ORA INIZIATIVE ANTIAUSTERITY». «Prendiamo iniziative d'emergenza per rimpiazzare l'austerità con la crescita, la disoccupazione con posti di lavoro dignitosi e negoziati senza fine a porte chiuse con trasparenza e democrazia». Così il premier greco Alexis Tsipras al vertice Ue. «Temo siamo giunti a un crocevia difficile, l'Ue ha raggiunto una crisi prevedibile per assenza di coesione sociale e solidarietà, spero il referendum britannico sia una sveglia, sono necessarie decisioni coraggiose per rendere l'Ue più attraente per la gente».

16.09 - MERKEL: «NO A CONTATTI INFORMALI». «No a trattative anche informali senza la notifica dell'articolo 50», ma «la Gran Bretagna deve rimanere un Paese amico e partner anche nelle relazioni bilaterali». È il messaggio che la cancelliera Angela Merkel ha ribadito al suo arrivo del vertice Ue. Questa a Bruxelles «è la prima possibilità che Cameron ha per presentare la sua valutazione del referendum» ai 27, «ma la trattativa sarà possibile solo quando ci sarà la notifica», ha detto Merkel, aggiungendo che si dovrà parlare anche di economia

15.29 - RENZI: «OTTENUTI 1,4 MLD DI FONDI». «Proprio oggi abbiamo ottenuto l'autorizzazione ad avere 1,4 miliardi di fondi coesione: è un bel risultato», ha detto il premier Matteo Renzi lasciando il prevertice tra i leader del Pse. «Si tratta di denari che andranno alle Pmi e per il lavoro dei giovani, ha aggiunto.

15.16 - STURGEON: «LA SCOZIA VUOLE RESTARE NELL'UE». Il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon ha parlato al parlamento europeo, restando però cauta su un possibile nuovo referendum per l'indipendenza della Scozia. «Sono determinata a proteggere il posto della Scozia nell'Unione europea», ha detto la first minister scozzese Nicola Sturgeon. «Domani incontrerò Martin Schulz a Bruxelles», ha annunciato.

15.12 - RENZI: «RISPARMI AL SICURO». «La cosa importante è ribadire ai cittadini che non c'è nessun rischio per i loro risparmi». Lo ha sottolineato il premier Matteo Renzi lasciando il pre-vertice dei leader del Pse, prima del summit europeo. «Non c'è nemmeno una trattativa particolare con l'Unione europea. Se ci saranno emergenze le affronteremo», ha aggiunto.

14.45 - EUROPORLAMENTARI M5S VOTANO CON FARAGE. I 17 europarlamentari del M5s hanno votato compatti con il leader dell'Ukip Nigel Farage, di cui sono alleati nel gruppo euroscettico Efdd, contro la risoluzione del parlamento europeo sulla Brexit. Il testo - sostenuto da popolari, socialisti, liberali e verdi - è stato approvato a larga maggioranza. Tra i 200 'no' non solo quelli del gruppo dei conservatori Ecr (di cui fanno parte, tra gli altri i 'tories' britannici), ma anche dell'Efdd di Grillo e Farage, l'Enf di Marine Le Pen e Matteo Salvini e l'estrema destra neofascista dei 'non iscritti'

14.15 - CAMERON: «NON VOLTIAMO LE SPALLE ALL'UE». «Voglio che sia un processo il più costruttivo possibile, con un risultato il più costruttivo possibile, perché lasciamo la Ue, ma non voltiamo le spalle alla Ue, con questi Paesi siamo partner, amici, alleati, vogliamo il rapporto più stretto possibile in termini di commercio, cooperazione e sicurezza», ha detto il premier britannico David Cameron entrando al vertice sulla Brexit.

13.33 - VERTICE STRAORDINARIO A SETTEMBRE. Un vertice informale straordinario Ue si terrà a settembre a Bratislava per discutere del futuro dell'Ue. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk.

13.27 - TUSK: «STA ALLA GRAN BRETAGNA AVVIARE LA PROCEDURA». «Rispettiamo il volere dei britannici, ma dobbiamo rispettare anche i trattati che dicono che sta al governo britannico avviare la procedura, è il solo modo legale, tutti devono essere consapevoli di questo e perciò dobbiamo essere pazienti»: lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, entrando al vertice. «L'Ue è pronta a partire con quel processo anche oggi, senza entusiasmo, come immaginate», ha aggiunto.

12.43 - EUROPARLAMENTARE SCOZZESE: «UE NON CI ABBANDONI». Standing ovation al parlamento Ue per l'accorato appello di Alyn Smith, eurodeputato dello Scottish national party, che ha chiesto a Bruxelles di «non abbandonare la Scozia». «Noi non vi abbiamo deluso», ha detto Smith, «ora, vi prego, non lasciateci soli». Alle 14 (le 15 in Italia) è previsto un intervento della premier scozzese Nicola Sturgeon al parlamento di Edimburgo sui prossimi assi del governo per proteggere il posto della Scozia nell'Unione europea.

12.18 - PARLAMENTO APPROVA RISOLUZIONE PER AVVIO USCITA. Il parlamento ha chiesto «una implementazione rapida e coerente della procedura di revoca» dell'appartenenza della Gran Bretagna alla Ue in conseguenza della decisione del popolo britannico nel referendum. La plenaria straordinaria ha approvato la risoluzione bipartisan a larghissima maggioranza con 395 voti a favore, 200 contrari e 71 astenuti.

11.08 - JUNCKER: «NÉ STANCO NÉ MALATO». «Io non sono né stanco né malato. Combatterò fino al mio ultimo respiro per un'Europa unita e migliore», ha dichiarato Jean-Claude Juncker alla plenaria straordinaria del parlamento europeo sulla Brexit.

11.01 - MERKEL «NIENTE PRIVILEGI SENZA OBBLIGHI». «La Gran Bretagna non può aspettarsi di non avere più obblighi ma mantenere i privilegi» di un legame con l'Ue. Lo ha detto Angela Merkel nell'intervento al Bundestag sulla Brexit, in un passaggio sottolineato dagli applausi di larga parte dell'emiciclo.

10.21 - RENZI: «FAREMO IL NECESSARIO PER GARANTIRE I RISPARMIATORI». «Siamo pronti a fare tutto il necessario, se servirà, per garantire la sicurezza dei risparmiatori e dei cittadini». Parola del presidente del Consiglio Matteo Renzi in merito alla situazione delle banche italiane dopo il voto sulla Brexit.

10.14 - MERKEL CONTRO LA PRESIDENZA DI TURNO A LONDRA. La cancelliera tedesca Angela Merkel non vuole che Londra abbia la presidenza di turno dell'Unione europea nella seconda metà del 2017. Lo scrive la Bild delineando il piano della cancelliera per affrontare la Brexit. Lo sforzo sarà quello di convincere la Gran Bretagna a rinunciare alla presidenza del semestre europeo, «o in caso di necessità, a togliergliela», scrive il giornale tedesco.

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