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SCENARIO 28 Giugno Giu 2016 1807 28 giugno 2016

Brexit, M5s con Farage: i possibili sviluppi

I 5 stelle con il leader dell'Ukip «contro l'accelerazione Ue». Ma se perdessero l'alleato, potrebbero affidarsi a una nuova consultazione online.

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Beppe Grillo e Nigel Farage.

Sì a «una implementazione rapida e coerente della procedura di revoca» dell'appartenenza della Gran Bretagna alla Ue in conseguenza della decisione del popolo britannico nel referendum.
A larghissima maggioranza la plenaria straordinaria ha approvato la risoluzione bipartisan: 395 voti a favore, 200 contrari e 71 astenuti.
Tra i contrari, compatti, i 17 europarlamentari del M5s che hanno sostenuto l'alleato Nigel Farage ma anche i conservatori del Ecr, l'Enf di Marine Le Pen e Matteo Salvini, l'estrema destra dei 'non iscritti', la sinistra unitaria (Gue/Ngl), 12 parlamentari del Ppe, tra cui l'italiano Fulvio Martusciello e la italo-svedese Anna Maria Corazza-Bildt. Infine, Sergio Cofferati si è astenuto con alltri 21 del gruppo S&D.
M5S, PRO EU O CONTRO? Per i cinque stelle si tratta dell'ennesima giravolta sull'Europa?
Alla vigilia del referendum britannico, il Blog di Beppe Grillo aveva infatti preso le distanze dalle posizioni dei Leaver capitanati da Farage e Boris Johnson.
«Ci sono molte cose che non funzionano», si legge nel post pubblicato giovedì 23 giugno. Ma «l’unico modo per cambiare questa ‘Unione’ è il costante impegno istituzionale, per questo il Movimento 5 stelle si sta battendo per trasformare l’Ue dall’interno».
LA DISCUSSIONE SULL'EURO. Unione europea non significa euro, però. Lo stesso Luigi Di Maio era tornato sull'argomento di recente, rilanciando il referendum per cambiare la Costituzione e permettere di indire una consultazione sulla materia.
La nuova spinta europeista cinque stelle, però, ha subito un'altra battuta d'arresto.
E il voto con Farage, Salvini e Le Pen - leader della battaglia contro Bruxelles - è lì a dimostrarlo.
LA RESISTENZA DI FARAGE. Il leader Ukip lo aveva detto chiaro e tondo in faccia a Jean-Claude Juncker: «Non mi dimetto ora dall'europarlamento. Non intendo dimettermi fino a quando il lavoro sarà fatto». E, ancora: «Abbiamo vinto la guerra ora dobbiamo vincere la pace».
Al momento ha vinto la poltrona. E con essa i circa 19 mila euro lordi comprensivi di tutte le voci di spesa che si porta a casa ogni mese. Moltiplicati per i suoi 21 colleghi dell'Ukip. Per un totale che sfiora i 5 milioni di euro l'anno.
Il tutto avendo partecipato al 40,73% delle votazioni posizionandosi al 745 posto della classifica su 798. E rimanendo invischiato nello scandalo dei fondi Ue utilizzati per pagare la propria scorta.

Il M5s: «Non spetta al parlamento imporre una accelerazione»

Il blog M5s Europa.

I pentastellati - che sui social e sul Blog europeo però si concentrano ad attaccare il dem Gianni Pittella per la sua presa di posizione contro il Fiscal Compact - dal canto loro hanno dichiarato di aver votato contro perché «la risoluzione approvata dal parlamento europeo a seguito della Brexit è profondamente ingiusta verso il popolo del Regno Unito».
«Il Movimento 5 stelle», prosegue il comunicato, «è unicamente interessato al rispetto della volontà popolare come emersa dal referendum: non spetta al parlamento imporre una irrituale accelerazione delle procedure stabilite dall’art. 50, che non rientrano nemmeno nelle prerogative del parlamento».
IL RUOLO DEL CONSIGLIO UE. In realtà, l'articolo prevede che il Paese che decide di recedere notifichi la decisione al Consiglio Ue che, a sua volta, deve presentare i suoi orientamenti per arrivare a un accordo sulle modalità dell'uscita.
A concludere l'accordo è quindi il Consiglio che delibera a maggioranza qualificata dopo l'approvazione del parlamento Ue.
NAVIGAZIONE A VISTA. Vero è, come spiegano fonti a Lettera43.it, che essendo «la prima volta che si verifica un recesso dal Trattato molte cose restano da capire».
Insomma, si naviga a vista.
Lo confermano gli stessi europarlamentari M5s: «La situazione è senza precedenti e complessa». Proprio per questo, aggiungono, «in questo contesto ci sembra assurdo che la risoluzione, dopo quanto accaduto, non preveda una seria autocritica, in quanto non si vanno ad analizzare le colpe della stessa Europa».
CHIESTE LE DIMISSIONI DI JUNCKER. Per questo hanno proposto che «il Consiglio conferisca alla Commissione un mandato politico ben definito». Non solo: in un altro emendamento - bocciato - hanno «chiesto di evitare una situazione discriminatoria nei confronti degli eurodeputati inglesi, dovuta a un probabile cambiamento nell’organizzazione parlamentare». E, insieme con il gruppo Enf (cioè Front National e Lega Nord), hanno chiesto le dimissioni del presidente della Commissione Juncker.
Una cosa è certa, per quanto il parlamento si sia espresso per una accelerazione, una volta iniziati, assicura un europarlamentare, «i negoziati saranno lunghi».
VERSO UNA NUOVA CONSULTAZIONE ONLINE? Se però i britannici, e quindi i 22 dell'Ukip, dovessero lasciare Bruxelles prima della scadenza della legislatura, il Movimento dovrebbe trovare un gruppo di riferimento.
C'è chi assicura che la scelta avverrà, come nel 2014, attraverso le votazioni online. Le stesse che decretarono le nozze con Farage (scelto dal 78% dei votanti: 23.121 voti su 29.584).
Allora la scelta (imposta) fu tra Ukip, i non iscritti e i conservatori dell'Ecr. Tra l'altro, questi ultimi, con la difesa della sovranità degli Stati, del libero mercato e la battaglia all'immigrazione illegale potrebbero rappresentare un porto sicuro.

La votazione sul Blog.


Dalla teoria alla pratica, però, ce ne passa. Negli ultimi due anni, infatti, i pentastellati - forti della clausola della loose association e cioè la libertà dal gruppo - hanno di fatto sempre votato in linea con i Verdi.
Gia due mesi fa, nel suo passaggio Oltremanica Di Maio, anche per accreditarsi come leader affidabile, aveva ridimensionato l'intesa con l'Ukip alla quale aveva lavorato Davide Casaleggio e che era stata fortemente sponsorizzata da Gianroberto e Beppe Grillo, a un'«alleanza tecnica».
Tempo di cambiare orientamento?
Chissà se questa volta sul Blog gli iscritti potranno virtualmente barrare anche il simbolo green.

Twitter @franzic76

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