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DIPLOMAZIA 28 Giugno Giu 2016 1924 28 giugno 2016

Onu, il voto sull'Italia per il Consiglio di Sicurezza

In cinque votazioni nel ballottaggio contro l'Olanda non è stato raggiunto il quorum: i due Paesi si alterneranno per un anno a testa come membro non permanente.

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Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu.

Compromesso tra Italia e Olanda, che all'Onu hanno stabilito di dividersi un anno per uno il seggio come membro non permanente in Consiglio di Sicurezza per il biennio 2017-2018.
L'accordo politico è stato raggiunto dopo cinque fumate nere dai ministri degli esteri Bert Koenders e Paolo Gentiloni, che si sono riuniti con le rispettive delegazioni nell'ufficio del presidente dell'Assemblea Generale Mogens Lykketoft. Il seggio in Consiglio di Sicurezza diviso tra due Paesi è una evenienza rarissima: è successo la prima volta nel 1955 con Yugoslavia e Filippine e pochissime altre volte.
«Con questa proposta vogliamo passare un messaggio di unità di due Paesi europei e abbiamo preso spunto da questa parità perfetta, 95 a 95 nell'ultimo voto», ha dichiarato Gentiloni, annunciando che l'Italia sarà la prima a occupare il seggio, e collaborerà con l'Olanda l'anno successivo.
SVEZIA PASSA AL PRIMO TURNO. Al primo turno di votazione, è passata la Svezia per uno dei due seggi del gruppo Europa Occidentale con 134 voti, mentre l'Olanda ha ottenuto 125 voti e l'Italia 113.
Tra gli altri gruppi geografici, la Bolivia è stata eletta con 183 voti per l'America Latina e Caraibi, l'Etiopia con 185 voti per l'Africa.
Dal 1 gennaio i cinque nuovi membri non permanenti sostituiranno gli uscenti Spagna, Nuova Zelanda, Angola, Venezuela e Malesia.
Rimangono per il 2017 Egitto, Giappone, Ucraina, Senegal e Uruguay, oltre i cinque Paesi con un seggio permanente, ossia Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina.
RUOLO PRIVILEGIATO NEL MEDITERRANEO. Con la crisi libica, il conflitto in Siria, il fenomeno di migranti e rifugiati, e con una Europa che vede il suo baricentro necessariamente spostato un po' più a sud, l'Italia tende a collocarsi come osservatorio privilegiato del Mediterraneo. E a otto anni dalla fine dell'ultimo mandato, occuperà un seggio non permanente nell'organo esecutivo del Palazzo di Vetro a partire dal prossimo 1 gennaio, con un'agenda che oltre ai tradizionali punti di forza racchiude anche nuove e importanti sfide.

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