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DISCRIMINAZIONE 28 Giugno Giu 2016 1617 28 giugno 2016

Regno Unito, ondata di razzismo nel dopo-Brexit

Boom di episodi contro polacchi, asiatici, africani e arabi. In un video l'aggressione a un ragazzo di colore. Cameron: «Non accettiamo intolleranza».

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L'aggressione razzista sul tram di Manchester.

Insulti, scritte ingiuriose, minacce. Un'ondata di razzismo anti-immigrati attraversa la Gran Bretagna del dopo Brexit, suscitando preoccupazione in tutte le minoranze che vivono nel Paese e provocando la reazione ferma di David Cameron, che ha promesso intransigenza e ha ricordato a tutti che nel Regno Unito la tolleranza è sempre stata e sarà un valore, prima e dopo l'Unione europea.
Martedì 28, la polizia di Manchester ha confermato un episodio di sfacciato razzismo accaduto su un tram di Manchester.

Alcuni giovanissimi inglesi iniziano a gridare contro un ragazzo di colore (poi rivelatosi statuniense) di scendere dal tram, incuranti degli altri passeggeri che chiedevano loro di smetterla. La tensione sale quando gli adolescenti si avvicinano con fare minaccioso alla vittima degli insulti, gettandogli addosso della birra. A scendere, alla fine, sono stati proprio loro. «Siete la vergogna dell'Inghilterra», gli urlano inorriditi gli altri passeggeri.
BOOM DI DENUNCE DI RAZZISMO. Secondo la polizia, le denunce di atti razzisti sono aumentate del 57% tra giovedì, giorno del referendum e venerdì. Ben 85 segnalazioni in quattro giorni, quasi il doppio di un mese fa. In sole 24 ore la pagina Facebook 'Worrying Signs' (Segnali allarmanti), creata dalla trentaduenne Sarah Childs per denunciare episodi di razzismo, ha già raccolto oltre 7.000 adesioni e qualche minaccia. Tra le centinaia di storie raccontate sul 'profilo' ci sono quella di un'attrice originaria di Trinidad alla quale un gruppo di inglesi in una strada di Londra ha urlato «Rendiamo la Gran Bretagna di nuovo bianca». O Kerem che racconta: «Un uomo alla stazione di Kings Cross ha urlato 'Brexit' contro un mio amico di origine asiatica. È il secondo episodio di razzismo a cui assisto a poche ore dal referendum».

Polacchi presi di mira

Tra i primi a finire vittima di quelli che rischiano di non essere soltanto episodi isolati sono stati i polacchi.
Domenica mattina sul muro dell'Istituto di cultura polacca, nel quartiere londinese di Hammersmith è stata trovata una scritta razzista subito cancellata dalla polizia che ha aperto un'indagine. «Parole spaventose, non le voglio neanche ripetere», ha dichiarato la direttrice dell'Istituto. «Siamo preoccupati», spiega Johanna Mludzinska, «ma soprattutto per i polacchi che vivono in provincia. Londra è un 'melting pot', la gente del quartiere ci ha subito dimostrato la sua solidarietà con fiori e messaggi su Facebook».
IMMIGRATI SOTTO ATTACCO NELLE PERIFERIE. Sono stati infatti gli immigrati che vivono a Huntingdon, nel Cambridgeshire, a subire gli attacchi più pesanti. «Alcuni sono stati insultati in mezzo alla strada, chiamati 'feccia'», racconta Johanna. Ad altri sono stati lasciati bigliettini minacciosi, in inglese e polacco, nella cassetta della posta. «Tornatevene a casa, parassiti polacchi», c'era scritto.
Un linguaggio violento che, secondo la direttrice dell'Istituto di cultura, non può che essere il frutto della campagna aggressiva condotta dai sostenitori della Brexit, che della 'paura del migrante' ha fatto il suo cavallo di battaglia.
«LEGAME CON IL REFERENDUM». «È ovvio che ci sia un legame tra il risultato del referendum e questi episodi. Non ci era mai successo prima». Immediata la reazione del governo polacco che, per bocca dell'ambasciatore a Londra Witold Sobkow, ha chiesto un intervento delle autorità. E Cameron ha chiamato il premier polacco per rassicurarlo sull'impegno di Downing Street contro ogni forma di razzismo e intolleranza. «Questo governo non accetta l'intolleranza», ha dichiarato il primo ministro, «vogliamo rassicurare tutte le comunità che vivono in Gran Bretagna che siamo una nazione tollerante», i cui principi esistevano molto prima della «nostra adesione all'Unione europea», ha aggiunto Cameron

Il sindaco pachistano di Londra Sadiq Khan ha chiesto alla polizia di vigilare con più attenzione sulle strade della capitale e ha rivolto ai londinesi un appello «a restare uniti, a dispetto di chi vorrebbe sfruttare il risultato del referendum per dividerci» e perpetrare azioni «criminali e violente». Ma la paura tra le comunità di stranieri che vivono in Gran Bretagna continua a crescere. Non sono soltanto i migranti dell'est Europa a temere per la loro incolumità, ma anche asiatici, arabi, africani.

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