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MARINA MILITARE 29 Giugno Giu 2016 1805 29 giugno 2016

De Giorgi, quell'ultimo giorno da ''Gladiatore'' finisce in parlamento

Selfie, musiche del film di Ridley Scott e minacce alle lobby che l'hanno abbattuto: interrogazione di Sel sull'ammiraglio coinvolto nell'inchiesta di Potenza e accusato di spese pazze.

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L'ammiraglio Giuseppe De Giorgi, capo di Stato maggiore della marina.

Selfie prima dei saluti ufficiali, la musica del film Il Gladiatore di Ridley Scott in sottofondo, minacce neppure velate a presunte lobby che lo hanno voluto spodestare: l'ultimo giorno dell'ex capo di Stato maggiore della Marina Giuseppe De Giorgi è finito in un'interrogazione parlamentare al governo.
A presentarlo è stata la deputata di Sinistra ecologia e libertà (Sel) Donatella Duranti che il 24 giugno 2016 ha depositato un fascicolo a Montecitorio dove chiede al Consiglio dei ministri e al ministero della Difesa di aprire un'inchiesta su «un fatto di assoluta gravità».
Le parole di De Giorgi «destano particolare preoccupazione nel modo in cui sono state pronunciate».
FINITO NELL'INCHIESTA GUIDI. L'ammiraglio noto per i dossier che lo hanno accusato di aver portato un cavallo bianco a bordo di una nave, già coinvolto nell'inchiesta di Potenza, ha fatto discutere il 22 giugno per il suo exploit al palazzo della Marina di Roma, durante la cerimonia di avvicendamento con il nuovo capo di Stato maggiore Valter Girardelli.
PRESENTI TUTTE LE AUTORITÀ. Alla cerimonia erano presenti il ministro della difesa, Roberta Pinotti, il capo di Stato maggiore della difesa, generale Claudio Graziano, il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, le massime autorità militari e dei servizi di intelligence, le autorità civili, i vertici di industrie che lavorano con il mondo della Difesa.
«VILIPESO DA CORVI ANONIMI». «Prima dei discorsi e di quanto previsto dal cerimoniale dell'avvicendamento», si legge nell'interrogazione, «De Giorgi con fare cameratesco e anche con allegria si prestava ai numerosi ''selfie'' chiestigli da ufficiali, sottufficiali e marinai semplici che affollavano già la piazza; a un certo punto, sempre prima che la cerimonia iniziasse, c’è stato anche l'intermezzo musicale, grazie alla banda della Marina che ha dato vita a un medley cui era inserito anche il tema de Il Gladiatore, l'ammiraglio in congedo pronunciava le seguenti parole: ''Sono l'ammiraglio Giuseppe De Giorgi, ultimo comandante della flotta repubblicana, offeso dai media, vilipeso da corvi anonimi: avrò la mia vendetta in un modo o nell'altro. Forza e onore'', con tanto di applausi dei militari nel piazzale e non ancora schierati per la cerimonia».

Accusato di associazione a delinquere e concorso in abuso d'ufficio

Per la parlamentare di Sel «quanto pronunciato da De Giorgi è inequivocabile, come riportato un video pubblicato su Repubblica.it. A margine della cerimonia e ripreso da più fonti giornalistiche, De Giorgi affermava: «Non affondo, sono qua più combattivo che mai, con tutta la forza armata al mio fianco. Non ci sono più io, vado in pensione, la flotta ci sarà sempre grazie anche agli sforzi importanti fatti dal governo, con nuove navi, belle, moderne che esporteremo in tutto il mondo».
«SPERO NELLA PROVVIDENZA». Poi continuava: «Rimpianti non ne ho. (...) Vendette ? Spero nella Provvidenza, a volte è l'arma migliore. Chiaramente mi sono avvalso di tutti gli strumenti legali previsti per tutelare il mio prestigio. È stato un massacro ingiustificato, verranno fuori nel tempo anche gli interessi occulti che lo hanno spinto».
De Giorgi si riferiva al suo coinvolgimento nell'inchiesta della procura di Potenza per associazione a delinquere finalizzata al traffico di influenze e per concorso in abuso d'ufficio, nello stesso procedimento che vede coinvolto l'ex ministro Federica Guidi, e quindi al dossier anonimo, «dettagliato presumibilmente inviato da un ex collega dell'ammiraglio, come trapelato alla stampa, che lo ha portato alla ribalta mediatica per accuse che vanno dalle spese milionarie fino a quella di aver ritoccato le carte sul caso dei due marò».
«PAROLE MOLTO GRAVI». Per questo motivo, «a opinione degli interroganti le parole pronunciate da De Giorgi durante la cerimonia del 22 giugno 2016 rappresentano un fatto di assoluta gravità e destano particolare preoccupazione nel modo in cui sono state pronunciate. In particolare, l'espressione un po’ criptica: ''Sono l'ultimo comandante della flotta repubblicana'', pronunciata a un certo punto De Giorgi con in sottofondo la colonna sonora del Gladiatore ad avviso degli interroganti lascia aperto un dubbio; ossia se dopo De Giorgi non ci sarà più una flotta o non ci sarà più la Repubblica».
«QUALI INTERESSI OCCULTI?». Quindi si chiede se il governo «non ritenga opportuno e doveroso fornire chiarimenti, per quanto di competenza, circa lo svolgimento della cerimonia con particolare riferimento a quanto accaduto prima dell'inizio della cerimonia istituzionale e se non intenda aprire quindi una inchiesta interna per chiarire le circostanze che hanno portato a quello che gli interroganti giudicano un grave danno d'immagine al Corpo della Marina militare; se il governo sia a conoscenza degli ''interessi occulti'' citati da De Giorgi e quali iniziative urgenti intenda assumere affinché si faccia luce sulle evidenti eccessive attività di lobbying che si muovono dietro le attività e l'industria della Difesa».


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