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LEGGE ELETTORALE 29 Giugno Giu 2016 1252 29 giugno 2016

L'Italicum torna alla Camera:spiragli per modifiche della legge

A settembre la mozione di Sinistra italiana che chiede di evitare profili di incostituzionalità.

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L'aula della Camera dei deputati.

A quasi un anno e mezzo dalla sua approvazione definitiva, l'Italicum tornerà in Aula a settembre con la mozione presentata da Sinistra italiana
L'appprodo è previsto malgrado la smentita del governo dell'approvazione da parte della conferenza dei capigruppo di Montecitorio. «L'inserimento della mozione in Aula per settembre dovrà essere oggetto di una prossima capigruppo, per la predisposizione del calendario di quel mese. Ad oggi, dunque, nulla è stato deciso». La discussione verte sui presunti profili di incostituzionalità della legge elettorale, in un contesto nel quale cresce il pressing, anche nel Pd, per una sua modifica.
«PARLAMENTO SI ESPRIMA PRIMA DELLA CORTE». «Chiediamo che il parlamento si esprima prima che si pronunci la Corte sulla incostituzionalità» - ha spiegato il capogruppo Arturo Scotto, primo firmatario della mozione. «E poichè in queste ore il dibattito sulle modifiche è sotto traccia, noi riteniamo giusto che se ne parli apertamente in Aula». La mozione - si legge nel testo - «impegna la Camera a deliberare in merito» all'Italicum «al fine di eliminare dalla nuova disciplina elettorale tutti gli evidenti profili di incostituzionalità che, con ogni probabilità, ad avviso dei firmatari porteranno ad una nuova pronuncia di illegittimità costituzionale da parte della Consulta».
«UNA VERA CONTRORIFORMA ELETTORALE». Nella premessa si sottolinea come sia «di tutta evidenza che il parlamento, ben prima del pronunciamento della Corte Costituzionale, può intervenire sulla riforma approvata, eliminando quei palesi vizi di incostituzionalità che rendono la legge n.52 del 2015 una vera e propria controriforma elettorale destinata, a giudizio dei firmatari del presente atto di indirizzo, a provocare una nuova pronuncia di illegittimità da parte della Consulta».

Tra i 'vizi' sollevati la mozione fa riferimento alla sentenza della Consulta sul Porcellum, sottolineando come l'Italicum, sostanzialmente, li ripresenti. I due aspetti sottolineati nel testo sono la «lesione dell'uguaglianza del voto e nella violazione del voto diretto date dall'enorme premio di maggioranza assegnato» e «la mancata previsione dei meccanismi idonei a consentire ai cittadini di incidere sull'elezione dei rappresentanti». Quanto al primo aspetto, si legge nella mozione, esso «è macroscopicamente presente nell'Italicum soprattutto in relazione al caso in cui nessuna lista ottenga almeno il 40% al primo turno». Quanto al secondo aspetto la mozione osserva come nell'Italicum, seppur siano ammesse le preferenze «si prevedono tuttavia capilista bloccati» con il voto di preferenza «relegato ad un ruolo subordinato rispetto ai capilista, riguardando esclusivamente la lista che vincerà conseguirà il premio».
IL PD: «LEGGI NON SI CAMBIANO CON UNA MOZIONE». A frenare le aspettative di modifiche alla legge elettorale ci ha pensato Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera. «La mozione di Sinistra italiana sull'Italicum è uno stimolo politico che comprendiamo ma che non possiamo accogliere, a prescindere dal dibattito sulla legge elettorale. Quella mozione parla di incostituzionalità, punto che abbiamo già superato quando abbiamo approvato l'Italicum». «Tutte le leggi, compresa quella elettorale, si possono cambiare se si vuole», ha poi aggiunto. «Di certo non si cambiano con una mozione..».

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