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EUROPA 29 Giugno Giu 2016 1706 29 giugno 2016

Regno Unito, le famiglie spaccate dalla Brexit

Il voto ha fotografato la frattura generazionale, con i giovani dalla parte del Remain e gli adulti da quella del Leave. E spesso i due fronti combattono sotto lo stesso tetto.

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Una manifestazione post-referendum.

A soffrire per la Brexit non sono solo i mercati e le istituzioni. Lo shock globale scatenato dal successo di 'Leave' al referendum sull'Unione europea ha infatti anche una dimensione privata, che non è meno drammatica di quella pubblica: il conflitto all'interno di migliaia di famiglie nelle quali padri e figli, nonni e nipoti, generi e suoceri sono su fronti opposti e a stento si rivolgono la parola.
«NON RIESCO A GUARDARE IN FACCIA I MIEI». «Non riesco a guardare in faccia i miei genitori», si sfoga una ventunenne sulla pagina Facebook 48% (la percentuale di voti ottenuta da 'Remain') creata proprio per dare spazio ai contrasti familiari scaturiti dal risultato del referendum.
Che ci fosse una spaccatura tra generazioni era notizia della prima ora. I giovani tra i 18 e i 24 anni, i 'Millenials', hanno votato in massa per restare nell'Ue (il 73%): o meglio ha votato in massa Remain quella minoranza di loro che ha resistito alla tentazione del disimpegno e dell'astensione.
L'AFFLUENZA CRESCE DOPO I 50. Mentre il 57% delle persone tra 54 e 60 anni ha scelto di uscire di casa, percentuale che sale al 60% tra chi ha più di 65 anni.
La 'terapia di gruppo' sui social media ha fatto emergere che dietro questi numeri ci sono storie, sofferenze e ferite che non guariranno in fretta. «Sono cresciuta con l'idea che l'estremismo dovesse essere combattuto. Grazie a voi e alle letture impegnative che mi avete consigliato quando ero piccola, come il 'Diario di Anna Frank'», è l'accorata lettera di una sostenitrice di 'Remain' ai suoi genitori, «mi avete insegnato a rispettare le culture diverse dalla nostra, a vivere in un mondo aperto. Non riesco a capire come abbiate potuto votare per lasciare l'Unione europea».
IL CONFLITTO SUPERA I CONFINI. Per un'altra pro-Ue, il conflitto ha connotato più pratici: «I miei genitori hanno votato 'Leave', mio marito è francese ed è arrabbiatissimo con loro. Domenica verranno a pranzo, sono molto preoccupata».
E c'è anche chi, sposato con un'italiana, annuncia che avvierà le pratiche per ottenere la cittadinanza del nostro Paese. Quello che più colpisce a leggere i commenti su Facebook è che il voto anti-Ue viene percepito dai contrari come una sorta di tradimento.
I TRADITORI DELL'UE. «Potrò essere ancora amica una persona che ha imposto a me e ai miei figli un futuro che non voglio?», si chiede qualcuno. «Forse, ma ci vorrà tempo...».
Emily e sua sorella, entrambe ventenni, fanno invece parte di quella minoranza di giovani che ha scelto la Brexit pur appartenendo ad una famiglia filo-Ue. La madre, ex thatcheriana, le ha attaccato il telefono in faccia quando l'ha scoperto.

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