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COMUNICAZIONE 31 Agosto Ago 2016 1935 31 agosto 2016

Fertility Day, campagna boomerang e soldi buttati

Bando da 113 mila euro per trasmettere empatia. Missione fallita. I dettagli dell'iniziativa flop.

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Il Fertility Day si è trasformato in un Fertility Down.
La campagna di comunicazione messa in piedi dal ministero della Salute per pubblicizzare la giornata del 22 settembre 2016 si è rivelata un boomerang.
ATTACCHI DA M5S E SEL. Sfottò, critiche e attacchi politici, da parte del Movimento 5 stelle e di Sinistra ecologia e libertà, hanno infatti seguito il lancio delle locandine con slogan come: «La fertilità è un bene comune»; «Genitori giovani, il modo migliore per essere creativi» e «La Costituzione tutela la procreazione cosciente e responsabile».

Alcuni manifesti della campagna.


Ma chi ha partorito, è il caso di dirlo, l'intera campagna?
Lettera43.it ha cercato di chiederlo all'ufficio stampa del ministero che però non ha risposto al telefono.
E pure alla direzione generale della Comunicazione e dei Rapporti europei e internazionali che ci ha rimandato al suddetto ufficio stampa.
Scartabellando nel sito del ministero, però, qualche indizio si trova.
L'AVVISO SUL SITO DEL MINISTERO. Il 18 dicembre 2015 la direzione generale della Comunicazione pubblicava un «Avviso pubblico per un'iniziativa di informazione e comunicazione per la promozione della cultura della fertilità nella popolazione giovanile e per la prevenzione dell’infertilità».
Nel capitolato sono specificati gli obiettivi dei messaggi: «Promuovere direttamente l’idea che la Fertilità è un bene comune la cui tutela va al di là dell’interesse della singola coppia ma riguarda l'intero Paese»; «promuovere la bellezza della maternità e paternità». E poi naturalmente l'attenzione agli stili di vita scorretti e la prevenzione.
ERA RICHIESTA «EMPATIA»... Il linguaggio richiesto doveva «suscitare empatia e far capire che la fertilità è una ricchezza da tutelare senza cadere in toni paternalistici, ma presentando la bellezza di poter un giorno diventare genitori come la cosa più bella peruna coppia e come parte del ciclo della vita».
Empatia che a quanto pare, visto il feedback, non è stata proprio raggiunta.
PER 12 MESI SPESI 113 MILA EURO. Ma quanto è costato il tutto?
«Il progetto», si legge sempre nell'avviso, «avrà la durata di 12 mesi e per la realizzazione dello stesso è prevista l'erogazione di un contributo economico di € 113.300,00».

L'avviso sul sito internet del ministero della Salute.  

Al 113 mila e rotti euro vanno poi aggiunti i 38.500 per il servizio di comunicazione territoriale da svolgersi in occasione del Fertility day assegnato per affidamento diretto all'AnciComunicare Srl.
A conti fatti, non si tratta comunque di una cifra esorbitante se si pensa che, per fare un esempio, il Gruppo alla Camera del Pd per la campagna promozionale sulle riforme aveva sborsato 120 mila euro.
Il ministero della Salute dunque ha almeno puntato sul low budget.
FOTO ACQUISTATE IN RETE. Le fotografie utilizzate nelle slide, per esempio, sono state acquistate su Fotalia, una banca di immagini, a un costo che supera di poco l'euro.
Per dare un'idea, la ragazza con la clessidra che si accarezza il ventre, dal titolo «smiling beautiful young woman touching her belly for pregnancy time» dello studio Grand Ouest era disponibile «con licenza Royalty free da due crediti (Credito da 0,74 euro)». Più o meno lo stesso costo delle altre foto.
Alla campagna sarebbe poi dovuta aggiungersi una webserie «volta a informare e responsabilizzare i giovani sulla propria salute riproduttiva».
Per la sua realizzazione la Direzione, è scritto sul sito il 30 dicembre 2015, «intende individuare uno o più soggetti interessati a sponsorizzare finanziariamente la produzione».
Il messaggio da veicolare? «Fare figli è cool».
La gara però ci risulta essere andata deserta.
E, visti i risultati, verrebbe da aggiungere: per fortuna.

Twitter @franzic76

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