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LAVORO 18 Ottobre Ott 2016 2204 18 ottobre 2016

Caporalato, approvata la legge che punisce gli sfruttatori

Pene aumentate fino a sei anni. Sanzionabili, anche con la confisca dei beni, pure i datori di lavoro consapevoli dell'intermediazione illegale.

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Caporalato, approvata la legge: pene più severe per chi sfrutta.

Un risposta dura contro il caporalato.
La Camera ha approvato in via definitiva (346 sì, nessun contrario, astenuti i deputati di Forza Italia e Lega) una legge che prevede pene più severe per gli intermediari che sfruttano i lavoratori. Ma d'ora in poi saranno sanzionabili, anche con la confisca dei beni, pure i datori di lavoro consapevoli del reato. E ci sarà un aiuto concreto per le vittime, con l'estensione delle provvidenze del fondo anti-tratta.
CARCERE FINO A SEI ANNI. La legge prevede che le amministrazioni statali siano direttamente coinvolte nella vigilanza e nella tutela delle condizioni di lavoro nel settore agricolo, attraverso un piano congiunto di interventi per l'accoglienza di tutti i lavoratori impegnati nelle attività stagionali di raccolta dei prodotti. Scatta il carcere, fino a sei anni, per l'intermediario e per il datore di lavoro che sfruttano i lavoratori approfittando del loro stato di bisogno. E i 'padroni' rischiano anche la confisca dei beni, come avviene per le organizzazioni criminali mafiose.
FINO A OTTO ANNI SE RICORRONO VIOLENZA E MINACCIA. Se poi i fatti sono commessi mediante violenza e minaccia, la pena aumenta da cinque a otto anni ed è previsto l'arresto in flagranza. Lo sfruttamento viene definito in questi termini: «La corresponsione ripetuta di retribuzioni difformi dai contratti collettivi e la violazione delle norme sull'orario di lavoro e sui periodi di riposo». Si tratta, in sostanza, di salari troppo bassi e straordinari non pagati. Altri parametri presi in considerazione per indicare lo sfruttamento sono le violazioni delle regole per la sicurezza sul luogo di lavoro, la sottoposizione a metodi di sorveglianza e anche le situazioni in cui i lavoratori sfruttati vengono alloggiati.
MARTINA: «STRUMENTI UTILI, BATTAGLIA QUOTIDIANA». Il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, ha commentato così l'approvazione della legge: «Era una norma attesa da almeno cinque anni, lo Stato risponde in maniera netta e unita contro il caporalato. Ora abbiamo più strumenti utili per continuare una battaglia che deve essere quotidiana, perché sulla dignità delle persone non si tratta. E l'agricoltura si è messa alla testa di questo cambiamento». Sulla stessa linea il ministro della Giustizia, Andrea Orlando: «È una grande giornata per il lavoro, per la tutela dei diritti e delle persone più deboli. Si è realizzato un obiettivo che da sempre caratterizza le battaglie della sinistra, quello per la dignità dei lavoratori e delle persone che sono più esposte alle forme più odiose di sfruttamento».
IL PLAUSO DEI SINDACATI. Applaudono anche i sindacati. «Finalmente una legge buona e giusta, che ci aiuterà nella difesa dei lavoratori italiani e stranieri sfruttati da imprenditori privi di scrupoli, da caporali che lucrano sulla loro povertà e sul loro bisogno di lavoro, dalla criminalità organizzata», ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Mentre Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl, ha parlato di un «vero traguardo di civiltà». Don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera, ha definito la legge «un passo in avanti fondamentale, un provvedimento necessario che va a colmare una lacuna dell'attuale legislazione italiana». Soddisfatto anche il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo: «È un passo determinante per dare dignità al lavoro nei campi».

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